NO ALLA CAVA

No alla cava di Punta Penna

No Petrolchimico

No all'Abruzzo Petrolchimico, No al Centro Oli di Ortona

Archive: Verità da conoscere

Con l’immagine, oltre l’immagine

Il tema centrale è la pace. Ma prima devo dirvi cosa intendo per Opera d’Arte! … L’opera d’arte da sempre, ieri, oggi, domani, nasce da un forte sentire dentro. Opera d’arte non è decorazione, non è incomprensione, non è avanguardia a tutti i costi, ma è espressione di contenuti, forme, luci, colori, spazi, volumi. E’ un sentimento, è un prodotto dello Spirito. (…) Dipinti ispirati alle problematiche, alle paure del vivere d’oggi. Abbiamo paura perché manca Amore. (…) Fede – arte – scienza non sono in contrasto, ma sono doni di Dio per il bene comune”.

Queste espressioni di fede - insieme per l’arte e per un forte sentimento religioso che sta a monte e all’interno della creazione artistica - le ho prese da appunti messi a disposizione del visitatore da Francescopaolo Di Foglio. L’artista ha esposto dal 18 luglio (chiude oggi 24) un gran numero di suoi “quadri” di “Arte Sacra” alla Sala Colonna dei D’Avalos, a Vasto.

Troppo tardi forse per invitare ancora qualcuno che non lo avesse già fatto a visitare la mostra, a scambiare fraternamente quattro parole con l’autore, pure avverto la necessità di dare testimonianza ad un artista che oltre alle idee chiare (meritevoli in rapporto simpatetico, umano e potrei dire ‘cristiano’) su quel che sta a significare ancora e sempre “arte”, per l’artista e per la società, è testimonianza – uomo e opere – di un impegno umano che va, per quanto se ne giova, oltre la forma, oltre i colori, oltre il manufatto.
La sua pittura, varia e complessa sia tecnicamente che nell’ispirazione, si giova di un sicuro mestiere, d’inevitabile rimando a esperienze estetiche del proprio tempo  - dall’iconico simbolismo al materico gestuale - appare un costante richiamo e rinvio a valori che sono al tempo stesso umani e di trascendenza. Se posso sintetizzare: l’arte attraverso, quanto oltre l’immagine, l’immagine (il quadro, l’opera) come medium di significazione che non sia solo estetica, ma spirituale. Persino di fede, per un destino dell’uomo che trascende la materia e la sua forma, ma che nella capacità espressivo-formali dell’uomo rivela un destino che con lo spirito riscatta la materia e la caducità di questa. L’Arte come mezzo per andare aldilà , nondimeno per restare, con qualche motivo e per quanto espresso in vita, fra gli uomini.

Chi ha visitato la mostra di “Franco” e colloquiato con lui, non può che essergli grato. Io lo ringrazio.

Giuseppe F. Pollutri

personale, ma non troppo

Unucuique suum

Se mai qualcuno l’avesse ancora cercato, non trovandolo, informo che il mio “Pasquino al mare” della serie “blog poiesis“, che da un po’ dedico in anteprima ai visitatori di questo sito, è stato da me cancellato, in quanto autore.
Offrire ad un blog una propria composizione in versi, degna o letterariamente indegna che sia, criticabile quanto si vuole politicamente, ma tenuta insieme da una riconoscibile cifra stilistica di satira evidente, ma non offensiva, e riceverne a commento solo uno sghangherato e anonimo “paquino (sic) cretino”, l’ho ritenuto inaccettabile.
Il diritto di critica è lecito, inevitabile che venga, ma non in questa forma (…al solito, sfuggendo per la tangente da quello che il post poneva all’attenzione dei visitatori), non nella indifferenza di tutti.

Mi sono chiesto per tutto un giorno se ne valeva la pena. Ho ritenuto, con tutta la simpatia per qualcuno, decisamente di no.  Scusate.

A ciascuno  il suo!

G. F. Pollutri

visto e sentito, in tivù

Quando manca un vera  vocazione

di Giuseppe F. Pollutri

“Città vecchia”, politici nuovi. La canzone nota del fu De Andrè cantautore, il politico nuovo o nuovamente inventato, fotocopia del genere dipietrista, l’euro deputato De Magistris. Ascoltandolo all’ultima stagionale di Anno Zero, curiosamente mi venivano a mente parole efficaci della canzone di “Faber”, altrimenti nota come “la canzone della donnaccia”. Per chi non la conosce, cito che …“ai tempi di Giunone”per fare il mestiere ci voleva anche un po’ di vocazione”. E a sentirlo, come il suo capo partito, il De Magistris, pare proprio che una “vocazione” al Giudizio, legale o …moralistico, per principio “sopra le parti”, l’abbia o l’avesse. Eppure anche lui, a un certo punto, considerata la notorietà procuratasi, sia come sia, fattisi due conti di convenienza, ha abbandonato l’abito talare (la toga) ha deciso di darsi anche lui alla Commedia delle parti.
“Ci risiamo - si dirà - perché lui o perché un magistrato no”? In fondo, parlando sempre di “mestiere” o di “un po’ di vocazione” anche la storica “Cicciolina” era stata inventata parlamentare dall’impresario radicale di un tempo e di oggi. Ma se “la donnaccia” - o la “zoccola” come ha bellamente dichiarato in faccia alla Commissione senatoriale l’altro guitto furbo e lucrante Grillo - può anche stare in Parlamento e poi tornare tranquillamente al “mestiere”, una volta terminato il suo costituzionale mandato parlamentare, un magistrato (e se vogliamo anche un “giornalista” che non sia da quotidiano di partito o …da Rai3) – me lo dite voi come può rimettersi in cattedra nelle Aule dove c’è, che sia vero o meno, una targa che dice “La legge è uguale per tutti”?
Come per Di Pietro, anche per il novello Saul (folgorato dalla luce della politica, sulla strada tra la Procura di Catanzaro e la commissione dell’ANM di Roma), evidentemente tutta questa vocazione proprio non c’era. Come per un qualsiasi “spretato”, bisognerà dire: - Forse è meglio così. Lasci perdere il “dominusvobiscum” (che in latino non usa neppure dire più), si trovi una donna (o un capo partito) e si faccia una famiglia. Magari una famiglia elettoralmente allargata, come il capocomico sogna, quanto e finché il popolo vuole.

 

Gli elefanti nei circhi

Il filmato su youtube mostra un addetto del Circo ALEX HAMAR-CIRCO MASSIMO, in tournée in Grecia a Maggio, che percuote con un bastone uncinato un elefante, senza apparente motivo.
A prescindere dal fatto che sappiamo tutti bene come vengono trattati gli animali nei circhi, dove la più grande atrocità oltre taluni atti come questo è la perdita di identità e libertà…mi chiedo, cosa si aspetta a bandirli dalle città? e non venite a dirmi che è tradizione e in quanto tale…

altri video sui circhi…
http://www.youtube.com/watch?v=kR-EoWMJc2s
http://www.youtube.com/watch?v=MrkCMfJEu8k&NR=1

La storia di Silvio Berlusconi

VITA DI BERLUSCONI. CRONOLOGIA

1936. Nasce a Milano il 29 settembre, primo di tre figli (due maschi e una femmina) di Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga.

1954.Prende la maturità classica al liceo salesiano Copernico e s’iscrive all’Università Statale, facoltà di Giurisprudenza. A tempo perso, vende spazzole elettriche porta a porta, fa il fotografo ai matrimoni e ai funerali, suona il basso e canta nella band dell’amico d’infanzia Fedele Confalonieri (anche sulle navi da crociera).

1957. Primo impiego saltuario nella Immobiliare costruzioni.

1961. Si laurea in legge con 110 e lode, a Milano: tesi sugli aspetti giuridici del contratto pubblicitario, e vince una borsa di studio di 2 milioni messa in palio dalla concessionaria Manzoni. Evita, non si sa come, il servizio militare e si dà all’edilizia, acquistando un terreno in via Alciati, grazie alla garanzia fornitagli dal banchiere Carlo Rasini, che gli procura anche un socio, il costruttore Pietro Canali. Nasce la Cantieri Riuniti Milanesi. (more…)

Salviamo …Fortapàsc!

giancarlo siani

Dopo aver letto il pezzo di molti interrogativi e dubbi vari:

- CHE FINE HA FATTO FORTAPASC? ,
di Stefania Oliveri e Paolo Esposito, Caserta, 28.04.2009,
in liberainformazione.com, prendo nota e voglio qui riportare anche il seguente:

 Appello:
“Non fermate Fortapàsc”

locandina del film
locandina del film

“Con sorpresa abbiamo appreso che è stato chiesto il sequestro del film Fortapàsc.

Una richiesta che immaginiamo sofferta perché avanzata da quello che fu, nella realtà,  il capo redattore di Giancarlo, suo amico, suo maestro. Giancarlo non aveva altre persone da cui imparare a fare il giornalista se non i suoi colleghi. E il Mattino era ed è pieno di bravi giornalisti, con  cui Giancarlo ha avuto la fortuna di lavorare, giornalisti-giornalisti per intenderci.
Il sequestro del film sarebbe una beffa per Giancarlo e per tutti quelli che gli hanno voluto bene.

I commenti che giovani ragazzi, non ancor nati nel 1985, o di  adulti che lo hanno conosciuto stanno inviando al sito www.giancarlosiani.it dopo la visione  del film sono numerosi e servono a far riflettere. La storia di Giancarlo non era nota a molti, ma anche chi la conosceva non aveva mai ben compreso perché era stato ucciso, e in tanti non sapevano neanche da chi.

Il film ha il grande pregio di dire a tutti la verità, e per molti Giancarlo è diventato un simbolo positivo.

Il sequestro sarebbe come zittirlo per la seconda volta.

Chi in quegli anni c’era sa bene che la redazione di Castellamare de “Il Mattino” non è quella mostrata nel film, immaginata invece a Torre Annunziata, e non crediamo che il regista abbia mai conosciuto nessuno dei giornalisti che vi sono rappresentati.

Il cinema è invenzione, è fantasia, anche quando prende spunto dalla realtà.

Il personaggio di Sasà è del tutto inventato, come lo stesso Marco Risi ha dichiarato. E pensiamo che sia stato anche un po’ “caricato”, come un artificio retorico, per far risaltare, in contrapposizione,  l’idealismo e la passione del giovane Giancarlo.

Noi crediamo che il film vada mostrato nelle scuole, per far crescere nei giovani un sano senso di appartenenza alla nostra terra, per dare loro speranze, ma anche strumenti per saper scegliere da che parte stare.

Pur comprendendo il disappunto di chi ritiene di essere stato mal rappresentato nel film noi vorremo che Fortapàsc continuasse ad essere proiettato nelle sale cinematografiche, e vorremmo che il film avesse una lunga vita, quella che a Giancarlo non è stato consentito di vivere.

Lo chiediamo per Giancarlo e per tutti i giornalisti, precari e non, che oggi vivono sotto scorta perché minacciati da mafia o da camorra. Il film dà forza anche a loro; e lo chiediamo anche per tutti i familiari delle vittime innocenti della criminalità che vi appaiono come comparse.

Fermare Fortapàsc sarebbe una vittoria per i poteri criminali e una piccola, misera consolazione, imparagonabile al danno di una cortina di silenzio, per chi ne ha chiesto il sequestro.

don Luigi Ciotti, Lirio Abbate, Roberto Morrione, Lorenzo Clemente, don Tonino Palmese, Geppino Fiorenza, Paolo Siani

Roma, 22.04.2009 | da redazione liberainformazione.com

  il regista Marco Risi

…………………………………………………………………

per ulteriore info sulla faccenda, da napoli.com:

 ”Il giornalista e scrittore Mino Jouakim, ex caporedattore de “Il Mattino”, ha chiesto al Tribunale di Napoli il sequestro del film “Fortapasc” su tutto il territorio nazionale. Nel ricorso depositato, Jouakim lamenta che, nella ricostruzione degli ultimi mesi di vita del giornalista Giancarlo Siani, il personaggio di Sasà, responsabile della “inventata” redazione di Torre Annunziata (nella realtà Castellammare di Stabia), sarebbe a lui chiaramente riconducibile e verrebbe dagli autori del film ridicolizzato e falsamente rappresentato. (…)”

a cura di g.f.pollutri

Elezioni: tornano gli Antonio-la-trippa

Sia pure su suggerimento di semidiceviprima, trovo consonante con lo spirito LAB riprendere una bella e illuminante nota, sul panorama, vie urbane, strade e sentieri delle nostre città, nel tempo elettorale delle “preferenze”. Può essere un po’ deprimente, ma ne vale la pena.
Clicca su mentecritica.net 

Aggiungo che non so del dove l’autore vive e vede, confermo che dove io vivo e vedo - sarà che nel Comune limitrofo (Guidonia), si vota anche per le comunali - il panorama è pari  pari quello descritto nell’articolo. Non è bello vederlo, è veramente angosciante quello che ti fa pensare: i soldi spesi e buttati (spesso della colletività), l’idiozia degli slogan, l’incongruità tra le parole (…i valori, le promesse, le prospettive) sbandierate e assai spesso un contesto di degrado, preesistente (creato o reso possibile chissà da chi…) e da loro stessi (o dai loro clientes e scagnozzi) ancora più degradato. E il “degrado” non è solo ambientale, ma nelle stesse menti, nella suggerita e incoraggiata mala-educazione del popolo elettore.

La libera democrazia - osserverà non a torto qualcuno - permette (non diciamo “vuole”) anche questo. Aggiungendo che è sempre preferibile al tempo e nella società in cui non si vota mai o l’elezioni sono finte o manipolate, e tutto dunque è “ordine”. Se questo è vero: vuol dire che siamo noi (o molti di noi) non all’altezza della democrazia, o, più intelligentemente, dovremmo dire che questo modo con cui eleggiamo e ci facciamo eleggere poco ha a che fare con l’esercizio della democrazia.

Costituzione o non Costituzione, ripeto, che fallimento democratico e sociale, se siamo oggi ancora  nel 2009 ad omologare naturalmente i nostri concittadini, che “desiderano farci del bene”: al Comune, alla Provincia, in Europa…, a dei tanti - cambiati i mezzi della comunicazione - Totò Vota Antonio, vota antonio, votantonio… !

In compenso, mi dice l’amico in cerca di un “posto” per il figlio o uno straccio di lavoretto precario che sia, così posso ricattare o condizionare il mio candidato… Lui lo sa che “la fregatura”, dopo il “non ti preoccupare, stai tranquillo che” del tempo elettorale, verrà dopo. Eppure non può che provarci a lucrare sulla “preferenza” richiesta e data.  Auguri, a lui e a tutti noi.

Ma la Democrazia, la dignità, il rispetto degli uomini e delle Istituzioni…, la faccia ? Chissà!?

gfpollutri

OBAMA CONTROLLERA’ INTERNET?

Una nuova legge potrebbe dare al Presidente la facoltà di frenare il traffico della Rete e di accedere a dati privati in caso di emergenza.

Potrebbe il Presidente tagliare il traffico cibernetico in caso di emergenza?
I senatori John Rockefeller (Democratico, della Virginia Occidentale) e Olympia Snowe (Repubblicana del Maine) lo credono. Mercoledì (1° aprile, entrambi) hanno introdotto una “proposta di legge” volta alla creazione di un Consiglio Nazionale di Cibersicurezza (NCA, la sua sigla in inglese) che sarà parte integrante del potere esecutivo ed avrebbe larghi poteri di osservare e di controllare il traffico di internet, al fine di affrontare le potenziali minacce all’infrastruttura informatica sensibile. Questi larghi poteri potrebbero toccare alcune libertà civili.
La Legge Di sicurezza Cibernetica (CSA, la sua sigla in inglese, vedere l’archivo aggiunto) dà al Presidente la facoltà di “dichiarare emergenze di sicurezza cibernetica” e di frenare o rallentare- in nome della sicurezza nazionale- il traffico di dati nelle reti di informazione “sensibile”. La CSA non definisce ciò che vuol dire nè con “reti di informazione sensibili” nè con “emergenza di sicurezza cibernetica”. Toccherebbe al Presidente stabilirlo.
Inoltre, la CSA, da anche pieni poteri al Segretario del Commerico, che dà “accesso- senza bisogno di nessun legale- a qualsiasi dato importante e sensibile che incomba sulle reti sensibili.” Questo significa libero accesso a dati privati e a reti pubbliche senza bisogno di osservare le leggi della protezione alla privacy.
Rockefeller- come membro della Comissione dell’Intelligence del Senato, che ha presieduto fino allo scorso anno, sta facendo diventare la cibersicurezza un affare strategico. Attualmente presiede la Comissione del Commercio, Scienza e Trasporto, aree che saranno coinvolte dal CSA.
“Dobbiamo proteggere la nostra infrastruttura sensibile costi quel che costi: dall’acqua all’elettricità, passando dalle banche, alla trasmissione dei dati, alle banche dati… e chissà cos’altro”, ha detto Rockefeller in un comunicato. Snowe sostenendo il suo collega: ” se non agiamo rapidamente, potrebbe arrivarci una Cyber-Katrina addosso” (NDT: riferendosi all’uragano che ha devastato New Orleans nel 2005)
Nonostante le scarse giustificazioni, i larghi poteri delineati dal CSA preoccupano. “Le minacce alla sicurezza informatica sono reali”, riconosce Leslie Harris, Presidente Del Centro per la Democrazia e la Teconologia (CDT), “ma, un veloce e rapido intervento governativo nelle comunicazioni private e nella rete pubblica potrebbe rappresentare una minaccia, tanto per la propria sicurezza come per la privacy.”
Di fatti, secondo il consulente del CDT, Greg Nojeim, il CSA potrebbe pervertire la legge di protezione alla Riservatezza delle Comunicazioni Elettroniche (ECPA, le sue sigle in inglese).
Tale legge, emanata a metà degli anni 80, esige che ci siano autorizzazioni legali prima dell’osservazione e il controllo delle comunicazioni informatiche.
“Si tratta di poteri incredibilmente estesi”, appunta Nojeim, e puntualizza che esistono leggi che potrebbero “mettere in tessitura tanta discrezionalità”.
Jennifer Granick, specialista in libertà civili della Fondazione di Frontiera Elettronica (Electronic Frontieer Foundation, EFF) afferma che la concessione di tali poteri al segretario del Commercio potrebbe trasformare Internet in una rete molto meno sicura di quanto lo è attualmente. Quando una persona ha accesso a tutta l’informazione in rete, quest’ultima, “aumenta i termini della sua vulnerabilità, fondamentalmente, perchè attraverso quest’azione si stabilisce, per i cattivi, un cammino sicuro verso la vulnerabilità.”
L’obiettivo del CSA, aggiunge Granick, è “contrario alle garanzie costituzionali” e lo è “per l’impatto negativo che può avere sui diritti alla privacy degli utenti della Rete. Se il Dipartimento del Commercio avvistasse prove di attività illegale in aree sensibili, potrebbe utilizzare questa informazione giuridicamente, nonostante questo non sia l’intento iniziale dell’atto di osservazione. Questo violerebbe la garanzia costituzionale che protegge contro le investigazioni aleatorie.”
“Una volta avuta un’informazione, questa potrebbe essere usata con qualsiasi oggetto, anche se è diverso da quello che ha causato l’atto iniziale di osservazione.” sottolinea Granick. A chi interessa questa legge?, si domanda, “all’industria della sicurezza, che vuole garantirsi una specie di sovvenzione pubblica” (NDT: insinua una specie di necessità creata)
Nojeim pensa che nonostante tutto, in ultima analisi, tanto potere potrebbe essere ritagliato, se la legge fosse approvata, per via legislativa. Perciò si mostra pronto a lavorare con i legislatori “per chiarire ciò che è necessario per fare le cose nel modo migliore”.

Fonte: http://www.motherjones.com/politics/2009/04/should-obama-control-internet

Stati Uniti: “Land of opportunity” o “Land of masonry”?

“Il mondo è cambiato” ( La Repubblica )
“4.11.2008 Nuovo Mondo” (Unità)
“Un pianeta migliore” (Unità)
“Il nuovo mondo” (Il Manifesto)
“E’ crollato il muro di Washington” (Liberazione)
“Nulla è impossibile” (Riformista)
“Sembra che parli ma prega” (Riformista)

Questi sono alcuni dei titoli dei quotidiani nazionali che esaltano l’elezione del 44mo presidente degli Stati Uniti d’America.
Il mondo intero, o quasi, è in festa, perché Obama Hussein Barack farà rinascere quel Mondo distrutto e sotterrato da decenni di politiche estere guerrafondaie e di politiche economiche di stile mafioso.
Il sogno di milioni di americani (spezzato nel 1968 con l’assassinio di Martin Luther King) s’è finalmente realizzato: un uomo di colore dirigerà la Casa Bianca. Non solo di colore, ma anche figlio di un musulmano kenyota. Cosa volete di più?

Nella “Land of opportunity”, nella “terra delle opportunità” le mamme americane potranno continuare a dire ai loro figli che chiunque può diventare Presidente!
Ma le cose non stanno veramente così?
Pensiamo veramente che l’elezione dell’uomo più potente del mondo sia alla portata di tutti?
Crediamo veramente che Caio o Mohammad o Hussein, con un po’ di soldi una buona dialettica, possa entrare nella Storia degli Stati Uniti, comandare l’esercito, intraprendere una guerra o stampare moneta?

In un momento storico come l’attuale era funzionale un evento di forte impatto emotivo: un grande ma soprattutto apparente cambiamento.
Coloro che decidono veramente le politiche interne ed estere e mi riferisco alle grandi e potenti famiglie di banchieri internazionali, potevano optare per un altro attentato o una grande pandemia, il tutto per distogliere l’attenzione, come avvenne l’11 settembre del 2001.
Infatti nei giorni prima dell’attacco alle Torri Gemelle la situazione economica stava precipitando in maniera molto seria: c’erano già stati segnali chiari di crash borsistici, grandi fallimenti aziendali e l’indice di gradimento di George era sotto la suola delle scarpe.
Forse non tutti lo ricorderanno, ma per fortuna ci sono i giornali dell’epoca a testimoniare.

Dopo l’attentato invece, la situazione economica è stata fagocitata dalla paura, dalle lettere all’antrace, dal carbonchio, dalla caccia a bin Laden, dalla guerra in Afghanistan e Iraq: dalla guerra al terrorismo internazionale.
Oggi sembrano aver optato per la pillola dolce, che di solito è molto più pericolosa di quella amara, perché il principio attivo è nascosto dallo zucchero…
La situazione economica e politica attuale è molto più seria di quella che ha preceduto l’11 settembre. Serviva un espediente mediatico per distogliere facilmente le coscienze addormentate di molti americani.
Quale opzione migliore di eleggere un afro-americano alla Casa Bianca?

Da una parte l’illusione di vera e unica democrazia libera, il famoso e deviante “American Dream’s” poteva continuare; dall’altra metteva ai comandi un uomo estremamente funzionale, uno di loro. Tutto questo sotto la totale ingenuità degli elettori, di coloro che hanno inviato soldi per sostenere la campagna del candidato democratico. Non sapendo che sarebbe stato eletto lo stesso. Ma perché dico questo?
Basta leggere attentamente i dati pubblicati dalla Federal Election Commission per capire chi ha deciso effettivamente l’elezione di Obama: i Burattinai di Wall Street, i veri manipolatori delle coscienze, quella che viene chiamata elite economico-finanziaria internazionale.

Istituti come Goldman Sachs, J.P. Morgan, Citigroup, Morgan Stanley, tanto per citare qualche nome. Questi hanno contribuito con 2.938.556 dollari alla campagna elettorale di Obama, per ricambiare il favore della legge sul salvataggio bancario. Infatti Obama al Congresso ha firmato il pacchetto salva-banche da 900 miliardi di dollari.
Dagli speculatori più selvaggi invece, dai tristemente noti Hedge Funds, il neopresidente ha incamerato 2.637.578 dollari.
Oltre alle banche, Obama ha ricevuto 1.662.280 dollari dai colossi farmaceutici, quelli che stanno realmente facendo ammalare milioni di persone ogni anno in tutto il mondo. Sarà molto interessante vedere quali saranno le politiche sanitarie del presidente, in debito con le stesse lobbies.

Alla voce “Comunicazioni ed Elettronica”, sempre della Federal Election Commission, il democratico ha ricevuto 21.600.186 dollari!.
Sapete che cosa s’intende per “comunicazioni ed elettronica”? Le industrie legate alle Guerre Stellari, spionaggio, intercettazioni, ecc.
Che sia per questo che Obama votò al Congresso la vergognosa legge F.I.S.A. (Foreign Intelligence Surveillance Act), che usa la scusante del terrorismo come pretesto per permettere lo spionaggio di massa. Spionaggio in particolare di immigrati o americani politicamente scomodi. Il neopresidente ha anche confermato, nonostante le finte polemiche mediatiche, la base missilistica in Polonia …

Pure l’industria bellica fa la sua parte, “donando” (a fondo perduto?) al senatore democratico 870.165 dollari.
Il comparto più ricco, o forse quello più generoso, è quello della salute e delle assicurazioni, un connubio deleterio tra “soldi & salute”, visto che nel Paese più democratico del mondo oltre 44 milioni di persone sono prive di assistenza sanitaria. Questo ricchissimo comparto ha donato ad Obama 49.408.792 dollari!
Anche in questo caso sarà molto interessante osservare come il Presidente realizzerà quella riforma, tanto decantata in campagna elettorale, che garantisce l’assistenza per tutti gli americani attraverso un programma finanziato con versamenti obbligatori delle aziende allo Stato.
Concludo con le lobbies professionali che più contano negli States, come gli studi legali. Questi hanno aiutato il presidente con ben 37.122.161 dollari! Non certo spiccioli.

In totale Obama Barack ha ricevuto la modica cifra di oltre 110 milioni di dollari da lobbies, corporation, banche, assicurazioni e lobbisti di ogni risma. Oltre ovviamente a tutti i soldi di privati cittadini illusi dal miraggio del sogno americano.
Pensiamo ancora che un uomo “normale” possa ricevere così tanti soldi dai Padroni del Mondo ed entrare senza problemi alla casa Bianca?
Un uomo che ha trasmesso durante la campagna elettorale oltre 7.700 spot televisivi ogni giorno, il doppio rispetto all’altro candidato McCain e che ha acquistato inserzioni pubblicitarie per ben 180 milioni di dollari. In una sola settimana, dal 21 al 28 ottobre, ha sperperato 21,5 milioni di dollari, il triplo rispetto McCain.
Ovviamente no: i Poteri Forti avevano già deciso.

Infatti gli uomini scelti da Obama per il suo governo democratico sembrano tutti “cresciuti” all’ombra dell’Impero (Rockefeller). Tanto per citarne un paio: Susan Rice (Consigliere per la Sicurezza Nazionale) è membro del C.F.R. (Consiglio per le Relazioni con l’Estero), della Commissione Trilaterale e dell’Aspen Institute; Paul Volcker (Consigliere Affari Finanziari e Monetari) è membro della Commissione Trilaterale e della Fondazione Rockefeller…

Prima ho detto che Obama è un uomo facente parte del Sistema. Mi spiego.
Per comprendere questo passaggio è importante sapere che l’Elite economico-finanziaria usa mettere ai posti di comando persone di un certo tipo, magari con un certo corredo genetico o una certa discendenza…
Anche il 44mo presidente non è estraneo a tutto ciò: Obama è cugino di ottavo grado dell’ex vicepresidente Dick Cheney. A rivelare questo “legame di sangue” è la stessa moglie Lynn Cheney nelle colonne del Times. Il portavoce di Obama, per sbollentare la notizia, ha immediatamente commentato che “Dick Cheney è la pecora nera della famiglia
Ma non è tutto. Secondo uno studio genealogico del Waikoloa-based Family Forest Project il Presidente Obama avrebbe collegamenti con i presidenti George Washington, James Madison, Harry Truman e Jimmy Carter.
Cosa questa non strana visto che anche George Walker Bush junior era cugino (questa volta di sedicesimo grado) dell’altro candidato alle presidenziali John Forbes Kerry.
Ecco perché se quattro anni fa avesse vinto Kerry non sarebbe cambiato nulla, come pure se avesse vinto Albert Arnold Gore junior, come la vittoria di Obama…

Anzi il figlio di uno studente immigrato del Kenya e di una donna del Kansas è riuscito a farsi eleggere Presidente. Cosa volete di più?
Viva gli Stati Uniti d’America, viva la “Land of opportunity”!!!

tratto da disinformazione.it

in condotta umana: … Zauro


la coppia infame

la coppia infame

Forse nè l’uno, nè l’altro danno valore al detto: “Scherza coi fanti, lascia stare i santi“. In questo caso i “santi” sono i nostri morti. Ma, in politica c’è come una guerra, persino personale e incarognita: non si guarda in faccia a nessuno, figurati a chi, chiuso in una bara, non è più persona perchè non ha più vita. Un dato immanente, un dato imprescindibile… , e scherzarci sopra è sempre un’autentica bestemmia, verso la nostra comune umanità, non verso Dio: entità che si può anche laicamente disconoscere, inattingibile com’è a qualunque sputo nostrano…
Non so se Michele Santoro, oltre che stonato (ricordate il presuntuoso e straziato Oh bella ciao…?), sia un giornalista indecentemente partigiano o piuttosto un ben pagato furbo di tre cotte.
Non so se Santoro & Co. vanno in giro “a cercare la verità” solo per dimostrare che Berlusconi è un “nano” e che anche fosse un “re”, come tutti sarebbe ignominiosamente nudo.
Non so se anche il caso “Santoro colpito dall’editto bulgaro“, che - ospite in una performance canoro populista di Celentano - reclamava “Voglio il mio microfono!”, ubbidisce ad una teoria tutta di sinistra che non avendo televisioni proprie, ritiene di doverne espropriare a quelle pubbliche una fetta, per un uso del tutto di parte.
Non so se un giornalista, in radio, in tv o su un giornale, può usare carta, parole, immagini e voce, non per informare, ma per sbeffeggiare impunemente chi gli pare e piace, compreso …il “datore di lavoro” o gli stessi lettori o spettattori.
Non so se dialettica sia un’esercizio di intelligenza, di certo è la dimostrazione del come, popolo di tifosi, siamo soliti adoperare cervello e voce per dire Evviva o Abbasso, questo e quello, per fede, per vocazione ad essere plebe, per partito preso.

Io non so - nè, naturalmente, ad essi augurerò mai alcunché di male - se iI Santoro da pervicace condotta “zero” o il vignettista Vauro …abbiano famiglia: ancora un padre e una madre, una moglie, un o dei figli, un fratello, un amico caro… Ad essi vorrei chiedere se avrebbero ugualmente e bellamente disegnato e riso - satiricamente, si sa - su bare e cubature cimiteriali, ove sotto le macerie fosse rimasto, cadavere, il padre o la madre, la moglie (o la compagna), un figlio, la figlia, un parente prossimo, o persino il proprio fidato cane …

Giuseppe F. Pollutri
www.liberaopinione-lot.net

roba di casa, ma non piccole cose

Parlando della VASTO che ci …piacerebbe , ma che spesso NON CI PIACE, perchè non può piacerci,  invito gli amici e frequentatori di questo sito ad un’utile lettura di:
MALEDETTA POLTRONA di Gabriele Cerulli (Semidiceviprima)
post pubblicato in Diario, il 10 marzo 2009

………………………….un mio stralcio:

“A Vasto abbiamo vinto le elezioni con due parole chiavi: cambiamento e vocazione.
Il cambiamento non doveva essere solo quello esterno della parte visibile della città, ma si doveva praticare un nuovo rapporto con il cittadino fatto di trasparenza e condivisione. Invece, purtroppo …”

- dal discorso di Eliana Menna fatto all’assemblea regionale dell’IDV a Francavilla, a cui si risponde, fra altre cose e considerazioni, con evidente amarezza e lucidità (e un po’ di sana indignazione):
“Perchè non hai parlato prima? Perchè non hai dato l’esempio? In una società dove tutti tirano le pietre e nascondono la mano potevi offrire un contributo di grande coraggio per la città (…) Non lo hai fatto, sei colpevole, come e più dei tuoi ex colleghi.”

Con la speranza (ch’è quella che ci muove nello spenderci, in rete e altrove a dire) che di queste cose e di Questi personaggi abbiamo a ricordarcene poi in seguito …dinanzi all’urna democratica, spargendoci, un po’ tutti, di cenere il capo, in una democrazia votata che appare triste e penosa  e lunga da passare, …più di una “quaresima”. gfpollutri

talvolta i nodi…

ANCHE IL RICORSO DEL LIDO LA BUSSOLA, A VASTO, RESPINTO DAL TAR.
IL TESTO DELLA SENTENZA.
……………………………………………….
Nota - Per correttezza verso l’Associazione e gli altri suoi componenti, preciso e scrivo:
la scelta d’inserire questa notizia nella categoria “la Vasto che ci piace” ed anche “obiettivo raggiunto” è tutta mia, in linea con quanto in merito ultimamente e variamente ho scritto, su questo sito e altrove.
Mi auguro che la … ”pettinatura” continui!
Vasto (alla Marina, ma non solo) ci deve piacere perchè bella, perchè funzionale, perchè pulita e in ordine, perchè legale, perchè di tutti, perchè rispettosa…, e non perchè così (spesso male) fa comodo a tanti, o, come in questo caso, solo a qualcuno.
Giuseppe F. Pollutri

Io sto con Abele !

Consiglio L.A.B.: da leggete tutto grazie…
Riceviamo e Pubblichiamo:

Il Sindacato Polizia Nuova, di fronte agli ultimi e terribili eventi, lancia ilsuo grido di protesta.
Dall’ ottobre 1989, data di entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, la criminalità  ha avuto le “mani libere” e la concreta possibilità  di rimanere impunita. Qualsiasi fosse il crimine commesso!
Tra patteggiamenti, riti abbreviati, buona condotta, di indagini fatte dalla Polizia poi affidate al Magistrato che le reinvia alla stessa Polizia, dei tanti psicologi dove, insieme ad un’ altra miriade di “sconti e sconticini”, di sentenze discutibili, chi commette un reato, anche quello più efferato, non può essere messo in galera per un periodo lungo.
Se una persona investe ed uccide qualcuno per strada, anche se sono 10 liberi cittadini, basta che questi entri, come è accaduto, in un bar e beva dell’ alcool o assuma delle droghe per dichiararsi incapace di intendere e volere.
Se qualcuno commette anche un omicidio od una violenza, basta che si costituisca, guarda caso con l’ Avvocato,  48 ore dopo aver commesso il crimine più efferato che non c’è il pericolo di fuga e rimane libero.
ADESSO LA MISURA E’ COLMA !!!
Troppe vittime innocenti, troppe morti senza colpevoli o condanne vere, con una infanzia continuamente violata e violentata, con le memorie delle vittime continuamente offese, umiliate e calpestate, con il dolore delle famiglie delle vittime che non viene ripagato dallo Stato con una pena certa e vera.
Nessuno mai pagherà  per il sangue innocente versato, per il dolore atroce procurato e le lacrime che ancora bagnano la democrazia!!!
Una legge che è A TOTALE FAVORE DI CHI DELINQUE, una Legge che mette a disposizione di assassini, violentatori, camorristi, brigatisti e terroristi anche lo psicologo e il posto di lavoro perchè questi criminali hanno ucciso e violentato a
causa di una infanzia piena di traumi familiari o per motivi politici!!!
MA STIAMO SCHERZANDO?
Una Legge definita FAVOR REI lascia intendere tante cose, una Legge che, in pratica, dice: NESSUNO TOCCHI CAINO!
CHI AIUTERA’ ABELE??? A quanto pare a nessun frega un bel niente di ABELE!!!
In italia si è arrivati, addirittura, al ridicolo dove criminali, in un esodo da altri paesi, vengono a commettere i reati più atroci e le violenze più inaudite consapevoli che non andranno mai in galera a causa di una Legge che, in pratica, NON ESISTE e che tutela, sempre e comunque, chi consuma qualsiasi tipo di crimine.
E quei Paesi? Diventano mete turistiche perchè prive di criminalità !!!
E gli uomini delle Forze di Polizia continuamente depotenziate??? NON POSSONO FARE NULLA se non rischiare la vita per arrestare SEMPRE LE STESSE PERSONE da un ventennio e rimanere quasi come spettatori innanzi a crimini ed omicidi che vengono consumati e perseguiti senza mai UNA VERA GIUSTIZIA!!!
La Costituzione dovrebbe prevedere qualcosa per le vittime???
Al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, a tutti i Ministri e le Forze di Opposizione il Sindacato Polizia Nuova dice:
IO STO CON ABELE E LA VERA GIUSTIZIA CHE ANCORA DEVE VENIRE!!!
In memoria del collega Salvatore D’ ADDARIO e delle tante vittime e famiglie innocenti che non hanno ancora avuto vera Giustizia dallo Stato.

Portici, 28 febbraio 2009
p./ La Segreteria Nazionale
Pasquale DI MARIA

Tel. 347.6743936
Fax 081.272211
http://www.pnfi.altervista.org

pasquinata mia …d’Abruzzo

il Pastore da guardia

Reazzì - me dicea mi’ nonno - a quanto pare
Nun è detto che er cane è bono e ‘ntelligente
Si dell’omo è n’amico o je fa’ solo da compare
E de le pecore je ‘mporta poco o pe’ gnente.

Io c’ho n’idea,  t’ha dico proprio a malincore
Quanno più l’ho visto e provato ‘n sacco:
Ch’è solo ‘n fijo de …, puro se fa er Pastore.

G. F. Pollutri, per Qui quotidiano

 

SILENZIO PER ELUANA ENGLARO

In questi ultimi giorni il caso di Eluana Englaro ha riempito le pagine dei giornali, le pagine del web e i telegiornali di tutte le reti, ma in questo caos mediatico ci si è forse dimenticato della dimensione umana di tutta la vicenda. Una ragazza che è in stato vegetativo da oltre 17 anni, che ha una famiglia che l’assiste impotente, e che forse è stanca di tutto questo clamore intorno alla propria figlia. Sorvolando le questioni etiche se sia giusto o no sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiali, ci si rende conto in questi casi di quanto l’Italia e il proprio governo siano inetti nell’affrontare le situazioni. mi chiedo, in  maniera retorica, se era necessario arrivare alla fine di tutto per spingere le camere e il governo a preparare una legge che regoli il testamento biologico. E’ gia da alcuni mesi che Beppino Englaro vuole rendere esecutiva la sentenza a suo favore , e il nostro Governo solo ora, il giorno prima dell’applicazione della sentenza, inizia a preparare decreti e ddl per impedire l’esecuzione della sentenza. non voglio giudicare nè posso lontanamente immaginare il dolore della famiglia Englaro, ritengo che l’unica cosa giusta da dire e da fare sia quello di fare un dignitoso silenzio per Eluana, affinché le sia concessa quello a cui ogni essere vivente dovrebbe essere garantito, la dignità.

Rosalia Di Risio

Fluoro e sostanze tossiche

…contenute negli alimenti, dentifrici, farmaci e vaccini ect..

Chissà a cosa sono utili e x quali finalità.

Vi consiglio d’informarsi in merito mettendo su google parole come “danni fluoro dentifricio” o “danni vaccini farmaci” e così via.

Per esempio cè il sito www.mednat.org molto eusariente in materia in quanto è gestito dal Dot. Massimo Montinari famoso x aver fatto vincere migliaia di cause contro le A.S.L. confermando Autismo, Sclerosi multipla e patologie simili derivanti esclusivamente dai danni causati da vaccini.

Buonazione a tutti

certo, che non è un Messia!

Ho scritto e pubblicato, qui e altrove, parole poetiche ed evocative (per così dire) nel mio “E venne il giorno di Obama”.  Sulla base di alcune osservazioni ricevute, trovo necessario aggiungere qualcos’altro, a scanso di equivoci, anche perchè non sono certamente io a pensare a Obama, eletto Presidente degli Usa, come un nuovo Messia. Mentre per Veltroni, e per qualche altro frescone di casa nostra, pare che lo sia veramente o fa comodo ad essi pensarlo e dirlo.

Con il mio testo riflettevo (in senso letterale) quello che il quel giorno dell’investitura era il sentimento più diffuso, non solo d’America, ma di gran parte del mondo occidentale e non solo, osannante …mediaticamente con le palme in mano, all’uomo nuovo.

Barack, sembra che voglia dire in lingua swahili “benedetto”. Vedremo in seguito se da Dio, da Javè o da Allah. Dovrebbe essere la stessa cosa, ma pare che così non sia…, anche se qualcuno mi ha fatto rilevare che da musulmano ha giurato sulla Bibbia! Forse, dopo il giuramento uno e due, quando andrà in medioriente …lo faranno giurare anche sul Corano, come ragion-politica vuole. Ma queste sono altre questioni e il tempo ci dirà se è un uomo vero o “vuoto”, veramente ispirato o “pompato”.

Con le mie affermazioni, apparentemente entusiastiche e in realtà solo beneauguranti, tenevo a sottolineare come anche una nazione materialistica e per la più parte laica, torni a invocare Dio per le sorti della nazione, senza alzare la voce, né con questo minacciare nessuno. Non meno, rilevavo il plateale bisogno che l’umanità mostra di avere, in modo ricorrente nella sua storia, per un uomo-guida o carismatico.

Il ché ha due valenze. La positiva è che il mondo ha necessità per un suo futuro migliore di riscoprire, come non mai, l’Uomo, i suoi più autentici valori, soprattutto intelligenza e cuore. Non a caso noi di fede cristiana crediamo che “il Verbo si è fatto carne, ed abitò fra noi”! La negativa, è il rischio di dimenticare troppo facilmente il quanto un uomo, per sua natura debole e corruttibile, persino nelle proprie idee, possa far male, dimenticando o negando (come l’Europa degli Stati vorrebbe) Cristo e il suo Vangelo d’amore.

G. F. Pollutri

 

Open your mind

CHI E’ VERAMENTE OBAMA?CHI C’E’ DIETRO DI LUI? SCOPRIAMOLO

Il tramonto del libero mercato concorrenziale

Il sistema economico liberale, o più propriamente del libero mercato, ormai non regge più nel confronto mondiale. Allarmanti e concreti segnali sono sotto i nostri occhi e si chiamano economia cinese e mercato internazionale del petrolio. Bastano soltanto queste due realtà per capire, se si vuole, che ormai siamo a una svolta storica. Chiaramente le cose non cambieranno nel volgere di qualche anno. I tempi dei capovolgimenti sono lenti, quanto inesorabili.

          L’umanità del terzo millennio ha il diritto di vivere in maniera civile e adeguata, e le pause e le manchevolezze dell’economia liberale non saranno più accettate, via, via che le esigenze si faranno più impellenti per tutti. Il diritto al lavoro, alla famiglia, alla casa e al buon vivere diverrà sempre di più un’esigenza scontata per tutti, in ogni parte del mondo. Da queste esigenze, di natura mondiale, che premeranno in maniera decisiva sui governanti, verranno i fatti evolutivi eccezionali delle scelte di nuove forme economico-sociali, capaci di dare a tutti un quanto necessario che diventerà non più rinviabile.       

          Sull’ara della giustizia sociale mondiale dovranno essere sacrificati tutti gli egoismi della terra, che decadranno insieme alle forme speculative che ancora oggi dominano l’economia mondiale. 

           La crisi speculativa petrolifera mondiale dimostra, gia oggi, le scelte del medioriente contro il mondo occidentale. Questa gravissima presa di posizione sta incidendo in maniera decisiva sulle economie europee e americane. Questo ricatto - così deve essere definito - sta scombussolando tutto il sistema concorrenziale del mondo. Tutti gli Stati occidentali del Nord hanno iniziato a subire l’aut aut petrolifero dei paesi Opec. Il ricco Nord ha incominciato a pagare la rivalsa rivendicativa del povero Sud che per secoli ha dovuto subire l’occupazione coloniale nordista. Dopo la conquista dell’indipendenza, nel giro di meno di mezzo secolo, gli Stati, ex possedimenti coloniali, hanno iniziato il cammino di quello che sognano possa essere la loro affermazione nel mondo di domani. Infatti, la bolletta petrolifera sta sconvolgendo i programmi del mondo occidentale, sia per i beni di consumo che per la produttività e la sicurezza. La nostra nazione italiana poi è investita da una forma di tremendo impoverimento che la sta declassando verso gli ultimi posti delle classifiche mondiali.       

          Le soluzioni tradizionali non risolvono e si affaccia prima degli altri, per noi, la scelta di misure di emergenza, che possono anche paventare forme di ribellione popolare o addirittura di affermazioni involutive. E se questo può essere consolante, assieme alla nostra Italia, diverse altre nazioni presto entreranno in una fase recessiva che potrebbe coinvolgere anche gli stessi Stati Uniti!       

          Bussa alle porte di questa grande emergenza una spaventosa e nuova potenza: la Cina! Questo grande impero giallo di un miliardo di gente sta realizzando uno sviluppo economico e sociale da paura! Già oggi è in grado di battere, negli scambi commerciali, quasi ogni mercato internazionale. E’ già diventata una potenza militare di primo ordine e governa il suo impero con forma assolutista e comunista.       
Tutto questo deve far riflettere i politici occidentali, primi fra tutti quelli della Comunità Europea e degli Stati Uniti d’America, anche perché sembra necessario e opportuno aggiungere, a queste riflessioni, quello che rappresenta e rappresenterà l’India, nella nuova situazione mondiale.

         La domanda impellente e fondamentale è rappresentata da quali scelte queste due emergenti potenze orientali vorranno compiere. Se l’India e la Cina continueranno la loro espansione commerciale con gli attuali ritmi, le difficoltà per il mondo occidentale saranno in continuo aumento e le soluzioni economiche risolutive conseguenti non potranno che essere radicali e colpire gli interessi di tutte le categorie, iniziando proprio dal grande capitale privato.       

         La ricchezza, ancora oggi riservata ad alcuni solamente, dovrà sicuramente essere ripartita anche agli altri, si dovrà concedere a tutti, un minimo di benessere sociale, come i tempi e una civiltà del terzo millennio esige. Le risorse del pianeta Terra dovranno essere sufficienti per tutti, pena l’alternativa micidiale di un rischio bellico totale e definitivo! E se questo è vero: l’unica soluzione possibile - la più equa, la più pacifica, la più naturale - è rappresentata dalla realizzazione del benessere mondiale per tutti.  Giuseppe Porcelli 

da http://liberaopinione-lot.net/ 

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