NO ALLA CAVA

No alla cava di Punta Penna

No Petrolchimico

No all'Abruzzo Petrolchimico, No al Centro Oli di Ortona

Archive: Arte Vasto

Presentazione del libro Artisti vastesi all’estero di Gabriella Izzi Benedetti

sesto volume della collana edita dal Comitato Premio Vasto d’Arte Contemporanea

Domenica 7 febbraio, alle ore 17. 30, presso la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos a Vasto si terrà la presentazione del libro Artisti vastesi all’estero, dedicato dall’autrice Gabriella Izzi Benedetti a tre pittori vastesi del ‘900 operanti all’estero: Juan Del Prete, Filandro Lattanzio e Franco Paolantonio. L’attenta e documentata analisi della studiosa offre un affresco puntuale del percorso dei tre autori, dalla formazione alla maturità artistica, dalle sperimentazioni più o meno ardite all’eredità tramandata al panorama estetico contemporaneo. L’opera saggistica rappresenta il sesto volume della collana “Teca della memoria”, edita dal Comitato Premio Vasto d’Arte Contemporanea al fine di tracciare il profilo di personalità e di istituzioni che, mediante il loro operato, hanno dato lustro alla storia della cultura locale. La pubblicazione del volume conclude il ciclo delle manifestazioni e delle iniziative legate al XLII  Premio Vasto. Durante la presentazione interverranno l’autrice Gabriella Izzi Benedetti, Roberto Bontempo (Presidente del  Comitato Premio Vasto d’Arte Contemporanea), Daniela Madonna (direttrice della collana “Teca della memoria”) e Tito Spinelli.

Artisti vastesi all’estero.
Juan Del Prete, Filandro Lattanzio e Franco Paolantonio.
Di Gabriella Izzi Benedetti
Sesto volume della collana “Teca della memoria” edita dal Comitato Premio Vasto d’Arte Contemporanea
Domenica 7 febbraio, ore 17. 30 Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, Vasto (CH)
www.premiovasto.it

Personale di Antonio D’Annunzio

Sabato 19 dicembre alle ore 18:00 presso la saletta Mattioli di Vasto apre la personale di Antonio D’ Annunzio.

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Corsi, concorsi e “ricorsi”…

Che bella rima. Sono 2 anni che aspetto il concorso da sociologo al Comune di Vasto, o meglio aspettavo, perché è stato fatto ed il sottoscritto non ha nemmeno partecipato.
Eppure i documenti li avevo inviati, tutto pareva in regola, se non fosse che con una lettera dei servizi sociali, mi si comunicava che loro per “autotutelarsi” (chissà da cosa o da chi?) avevano sospeso tutto a data da decidersi, e che se volevo potevo andare a riprendere i miei documenti…

Già il concorso non era più un concorso, nonostante il comune avesse in passato pagato una persona per preparare il bando, ma bensì una semplice selezione per titoli, poi annullata…
…qualche giorno fa ho scoperta la perla.
Esiste una graduatoria, ed io non ne faccio parte!!! Io non ho partecipato alla selezione!!! Perché non ho saputo che era stata indetta nuovamente!!!

La cosa mi innervosice un sacco, perchè questa “malnata” giunta che ho tanto aiutato alle ultime elezioni, non sa cosa sia ne la trasparenza, ne la correttezza, ne tante altre cose.

Non farò ricorso. Perché non voglio nemmeno perdere tempo a vedere se potrei o non potrei farlo, ma certo voglio dire che si è ripetuta la storia del Wi-Fi e della video sorveglianza.
Tu abbassi la guardia e loro fanno i comodi loro. Il Wi-Fi da noi della L.A.B. a loro comuni amministratori ha visto crescere il prezzo del 400% (da 130.000€ a ben 600.000€) e con molti servizi in meno…

Che fare? Non lo so, aspetto solo che vadano tutti a casa…

Sono nauseato da queste squallide situazioni.

P.S. Per la Giunta: la crisi economica è forte anche a Vasto, quindi pensate qualcosa, oppure copiate da San Benedetto… va bene lo stesso, ma diteci se avete qualche progetto, qualcosa in testa oltre alla super “funivia” da 7 milioni di euro che va dalla stazione vecchia al centro, che darà lavoro stagionale a 4 persone al massimo…

70 ALBERI ABBATTUTI: PERCHE’? ACQUASOLA: IL PARTITO DEL CEMENTO HA FAME

Con la nostra presenza facciamogli passare l’appetito

Il Parco dell’Acquasola è uno dei più significativi parchi urbani storici d’Europa oltre a rappresentare l’unico polmone verde del centro della città di Genova.
Il Parco, fortemente presente nella vita e nei ricordi di tutti i genovesi, è stato lasciato per anni in un colpevole stato di abbandono dalle varie amministrazioni che si sono avvicendate in questi anni.
La scelta scellerata di costruire un parcheggio interrato di tre piani distruggendo il verde esistente viene mistificata come un occasione per il recupero del parco ed è frutto di una logica che tutti definiscono sbagliata. In tutto il mondo si cerca di eliminare le auto dalle città privilegiando il trasporto pubblico e qui invece si invitano le auto a venire in centro e parcheggiare all’Acquasola.

Sistema Parcheggi S.r.l., l’azienda intestataria della concessione dell’area e titolare dei lavori, è stata incaricata dal Comune dietro il pagamento di tangenti accertate con sentenze penali e con sentenze della Corte dei Conti passate in giudicato.
Sistema Parcheggi vuole fare in fretta e cominciare in questi giorni a distruggere l’Acquasola.
I costruttori, la Sistema parcheggi srl, con una campagna di disinformazione hanno raccontato che gli alberi saranno per lo più prelevati e ripiantumati, che si tratta di un’operazione di bonifica e miglioramento del verde con 70 alberi nuovi di zecca e che i lavori dureranno solo 3 anni.
Ma questo non avverrà: finiti i lavori del parcheggio sotterraneo che prevede 482 posti auto di cui 141 box privati, mamme e bambini respireranno i fumi delle auto perché nel centro del parco ci sarà una colonna per l’areazione e un patrimonio storico e artistico sarà definitivamente perduto insieme a 70 alberi secolari.

Oggi siamo qui, davanti a questa Festa Democratica perchè vogliamo ricordare a tutti i cittadini che vi entreranno che proprio tra gli organizzatori di questa Kermesse ci sono i maggiori responsabili del disastro che rischia di correre il nostro parco.

Le istituzioni e i partiti coinvolti in questa nuova speculazione sono direttamente responsabili.
E’ inaccettabile che il Comune di Genova si dichiari impotente quando invece potrebbe revocare la concessione del suolo pubblico.
E’ surreale che la Regione Liguria abbia concesso ai costruttori un contributo di soldi europei per la bellezza di 2,7 miloni di euro ( da restituirsi in 25 anni ad interessi zero).

Rivolgiamo un invito a tutta la città affinchè, con il sostegno attivo alla lotta per il parco, venga imposto al Comune di Genova il blocco dei lavori e la revoca della concessione del suolo pubblico alla Sistema Parcheggi .
Questa è oggi l’unica possibilità praticabile, al di là delle mille dichiarazioni rilasciate in questi anni, per salvare l’Acquasola.

Vogliamo che a Settembre, tutta la città abbia chiaro che “il caso Acquasola” non deve  più essere visto come un “piccolo problema locale”.
Vogliamo una città e un ambiente finalmente a misura d’uomo, dove i diritti dei cittadini siano finalmente prioritari rispetto agli interessi  di quel manipolo di affaristi che da troppo tempo sta sgretolando la nostra città.

Il comitato per l’Acquasola
www.areagenova.altervista.org tel. 340792396 (Jeanne) 3397246348 (G. Piero) 3202738711 (Pino)

MOSTRA D’ ARTE FILI D’ ERBA

L’incontro della materia con l’arte.
Inaugurazione:
Sabato 1° Agosto ore 19.00 presso il Circolo Culturale ARCI “PETROS”
Corso Plebiscito, 77 ( di fronte Teatro Rossetti) VASTO
ORARI: 9.00-13.00 / 17.00-20.00
La mostra resterà aperta fino al 20 Agosto Ingresso libero
Diana Parente
Natascia Cupaiolo

Sino al 20 agosto 2009

d’Arte

La preannunciata mostra Collettiva d’arte contemporanea, organizzata dall’Associazione Culturale “Opificio Alter Ars”, ha aperto al pubblico presso la capiente ed articolata Sala Colonna di Palazzo d’Avalos, a Vasto.


Non a caso uso e metto in corsivo l’aggettivazione “contemporanea” - com’è naturale che sia per artisti dell’oggi, e non “moderna” - con tutte le equivoche e insensate accezioni di tale termine - per artisti che semplicemente fanno arte, ieri come oggi, espongono “opere” d’arte: pittura, scultura, foto elaborazioni.
Le installazioni, equivoche quanto di moda? Unica e una sola: l’allestimento della mostra per un’ottimale fruizione da parte del visitatore. Ad essi  - artisti dell’opera -  poco importa, se non come accidente espositivo , il chiodo o la parete con cui e su cui hanno appeso il loro manufatto visivo formale. Chi scrive a suo tempo ha condiviso di U. Eco, saggista, il concetto di “opera aperta”, ma senza esagerare. Che il prodotto artistico possa, a seconda degli occhi&occhiali (mente e cultura)del visitatore, della luce della sala, del tempo e del luogo, assumere valenze diverse e mutevoli può essere, ma la capacità di suscitare, piacere estetico ed eidetico, emozione e informazione, sta pur sempre e solo nell’opera, in e da quel gesto-immagine così come concepita, realizzata, conformata dall’artista. Non a caso - è ciò che penso in generale della creazione d’arte - il gesto poetico e formale dell’artista non fa altro che cristallizzare in un manufatto-immagine un frammento visivo ed emozionale della mutevole realtà (altrimenti detta “Kaos”), naturale ed umana.

Gli artisti espositori – è il caso di citarli singolarmente – sono: Giuliano Badaracco, Francesco Bevilacqua, Giulio Ciccarone, Luigi Ciccarone, Antonio D’Annunzio, Giordano Gallo, Michele Montanaro, Gianfranco Monteferrante, Giuseppe Muzii, Davide Scutece.

Michele Montanaro, che mi è apparso il coordinatore del gruppo, mi ricordava che ad arricchire il quantum emozionale che si è inteso dare con l’Esposizione, ci saranno le seguenti occasioni per incontrarsi, tra arte visiva e musica:

-          Martedi 28 luglio, ore 21: performance per arpa e movimento di
Antonella Galvani

-          Giovedi 30 luglio, ore 21: performance pianistica del maestro
Giusto Di Lallo

Occasioni buone per de-gustare, in compagnia, arte vera, a tutto tondo. Se vogliamo, consideriamole un buon esempio di Opera Aperta, non casuale, non accidentale.  Contemporanea, non capziosamente moderna.

Giuseppe F. Pollutri, critico d’arte

Con l’immagine, oltre l’immagine

Il tema centrale è la pace. Ma prima devo dirvi cosa intendo per Opera d’Arte! … L’opera d’arte da sempre, ieri, oggi, domani, nasce da un forte sentire dentro. Opera d’arte non è decorazione, non è incomprensione, non è avanguardia a tutti i costi, ma è espressione di contenuti, forme, luci, colori, spazi, volumi. E’ un sentimento, è un prodotto dello Spirito. (…) Dipinti ispirati alle problematiche, alle paure del vivere d’oggi. Abbiamo paura perché manca Amore. (…) Fede – arte – scienza non sono in contrasto, ma sono doni di Dio per il bene comune”.

Queste espressioni di fede - insieme per l’arte e per un forte sentimento religioso che sta a monte e all’interno della creazione artistica - le ho prese da appunti messi a disposizione del visitatore da Francescopaolo Di Foglio. L’artista ha esposto dal 18 luglio (chiude oggi 24) un gran numero di suoi “quadri” di “Arte Sacra” alla Sala Colonna dei D’Avalos, a Vasto.

Troppo tardi forse per invitare ancora qualcuno che non lo avesse già fatto a visitare la mostra, a scambiare fraternamente quattro parole con l’autore, pure avverto la necessità di dare testimonianza ad un artista che oltre alle idee chiare (meritevoli in rapporto simpatetico, umano e potrei dire ‘cristiano’) su quel che sta a significare ancora e sempre “arte”, per l’artista e per la società, è testimonianza – uomo e opere – di un impegno umano che va, per quanto se ne giova, oltre la forma, oltre i colori, oltre il manufatto.
La sua pittura, varia e complessa sia tecnicamente che nell’ispirazione, si giova di un sicuro mestiere, d’inevitabile rimando a esperienze estetiche del proprio tempo  - dall’iconico simbolismo al materico gestuale - appare un costante richiamo e rinvio a valori che sono al tempo stesso umani e di trascendenza. Se posso sintetizzare: l’arte attraverso, quanto oltre l’immagine, l’immagine (il quadro, l’opera) come medium di significazione che non sia solo estetica, ma spirituale. Persino di fede, per un destino dell’uomo che trascende la materia e la sua forma, ma che nella capacità espressivo-formali dell’uomo rivela un destino che con lo spirito riscatta la materia e la caducità di questa. L’Arte come mezzo per andare aldilà , nondimeno per restare, con qualche motivo e per quanto espresso in vita, fra gli uomini.

Chi ha visitato la mostra di “Franco” e colloquiato con lui, non può che essergli grato. Io lo ringrazio.

Giuseppe F. Pollutri

Collettivo di pittura e scultura

La neonata associazione culturale Opificio AlterArs vi aspetta dal 25 al 31 luglio per la prima mostra presso Palazzo d’Avalos, Vasto

Otto volte “IncontrArti”

Giunge quest’anno all’ottava edizione il calendario di eventi artistico-culturali proposti in estate dal Laboratorio “Mondo a colori” di Vasto. La manifestazione, denominata “IncontrArti” e coordinata da Bruno Scafetta e Daniela Madonna, si articola in diversi appuntamenti pluridisciplinari indirizzati all’infanzia e si avvale della collaborazione di esperti nel campo della didattica museale e musicale.
Tutte le attività presentate vengono ospitate dal suggestivo contenitore spaziale di Palazzo d’Avalos e sono connesse all’esposizione del XLII Premio Vasto d’arte contemporanea, che contempla un omaggio al Maestro Carlo Mattioli (a cura di Anna Zaniboni Mattioli) e una mostra di validi artisti emergenti (”Terra. Proposte 2009″, a cura di Daniela Madonna).
Nel mese di luglio “IncontrArti” prevede visite guidate al Premio Vasto e laboratori didattici ad esse ispirati, un percorso di teatro-danza diretto da Antonella Galvani e un seminario di ceramica dedicato alla tipica campanella di San Rocco. In agosto si terranno, invece, gli appuntamenti di “Archeomagia”, realizzati in collaborazione con il Servizio Educativo del Museo archeologico di Vasto. Di seguito, il calendario completo della manifestazione:

11 luglio-31 ottobre
XLII Premio Vasto di arte contemporanea
Omaggio a Carlo Mattioli
a cura di Anna Zaniboni Mattioli
Terra. Proposte 2009
a cura di Daniela Madonna
Musei Civici in Palazzo d’Avalos

Mercoledì 15 Luglio, ore 21.30
ArtisticaMente. Laboratorio didattico alla scoperta dell’ARTE! (per bambini dai 4 anni in su)
Museo Archeologico, Palazzo d’Avalos

Mercoledì 22 Luglio, ore 21.30
ArtisticaMente. Laboratorio didattico alla scoperta dell’ARTE! (per bambini dai 4 anni in su)
Museo Archeologico, Palazzo d’Avalos

dal 23 al 25 Luglio, ore 18.00/20.00
Terra! Progetto di didattica musicale e Teatro-Danza

(per bambini dai 6 anni in su) a cura di Antonella Galvani
Museo Archeologico, Palazzo d’Avalos

Mercoledì 29 Luglio, ore 21.30
ArtisticaMente
. Laboratorio didattico alla scoperta dell’ARTE! (per bambini dai 4 anni in su)
Museo Archeologico, Palazzo d’Avalos

30 e 31 Luglio, ore 18.00/19.30
La campanella di San Rocco
. Laboratorio di ceramica
(per bambini dai 4 anni in su)
Museo Archeologico, Palazzo d’Avalos

Lunedì 3 Agosto, ore 18.00
ArcheoMagia
. Percorso didattico per bambini con famiglie
Museo Archeologico, in collaborazione con il Servizio Educativo

Lunedì 10 Agosto, ore 18.00
ArcheoMagia
. Percorso didattico per bambini con famiglie
Museo Archeologico, in collaborazione con il Servizio Educativo

Mostra di pittura di Davide Scutece

presso il circolo culturale Arci di Vasto dal 27 giugno al 12 luglio


a cercare “il colore della poesia”

 

Nuove tendenze espositive a Vasto?

Se questo fosse possibile, perché inevitabilmente gente come me si trova comunque a parlarne (a circoscrivere, a definire, a… criticare), si potrebbe dire che con il mettere in mostra un pittore come Carlo Mattioli significa liberare il discorso sull’arte dai critici.

Con qualche utilità, a volte occorre fare a meno di una schiera di “consulenti” che trattano l’arte (o meglio le Esposizioni) in modo, come usa dire, …autoreferenziale. Diciamolo: l’azione di costoro è esporre le proprie idee, con esse i protagonisti di una propria cerchia (storica o militante), per celebrare sostanzialmente se stessi, al più i proponenti.  Scrivono, dicono, improvvisano (persino con proprietà stilistica, succede) non per dirne o narrarne cose (prodigi o misfatti) dell’autore e delle sue opere, quanto per svolgere un lavoro di “classificazione” storica e oggi prevalentemente commerciale, il che - a mio avviso - significa aver perduto o disinteressarsi persino dell’autentico significato della creazione artistica. Per capirci, e dovrebbe essere assodato, si può anche fare dell’arte, degna, eccellente o soltanto dignitosa, senza appartenere “dapprima” o immancabilmente a correnti, a periodizzazioni, a schemi e a maniere, coniugate in ismo, trans, anti o ultra. Al contrario, il critico (specie quello di mestiere o incaricato d’ufficio) si prodiga e si propone non per darci analisi tecnico-estetico volte a comprendere e a illustrare un’esperienza artistica, ma per accaparrarsi e collezionare ” commissioni” volte a mettere in scena - in opere e catalogo - “installazioni” di eventi, mostre, convegni, funzionali all’organizzazione e gestione di programmi d’intrattenimento del turista o visitatore.


Carlo Mattioli, pittore (e basta), viene annunciato quale principale riferimento valoristico nella LII edizione del Premio Vasto in programma la prossima estate, è vissuto dal 1911 al 1994.  Di quest’artista, non molto noto, o non come altri suoi contemporanei, operante in un lungo e vario arco di elaborazione, di stili, di approcci, originali o derivati da esperienze e frequentazioni con altri artisti e letterati, qualcuno inevitabilmente a ciò demandato ci dirà, proporrà analisi e inquadramenti “stilistici formali”, nonché storici, … come del resto anch’io, per altro verso e scopo qui faccio. Quel che più conta, avremo modo di guardare (o se posso dire, dovremo), opera per opera, il come ha espresso se stesso e il suo tempo. Intanto, a me piace dire ed evidenziare, oltre alla premessa cui la scelta di quest’autore mi ha stimolato, che ci troviamo di fronte ad un artista di cui non ci si dovrà chiedere e sapere a quale corrente appartenesse, prima durante e dopo, anche se troveremo scritto, comunque, classificazioni che lo inquadrano (o tentano di inserirlo) “tra il formale e l’informale”.  Mattioli, con la sua pittura, com’è per ogni autentico artista, ha inteso elaborare, con tecniche e intuizioni formali naturalmente variate nel tempo, semplicemente (per così dire) immagini (perché la pittura è visione e non altro) funzionali a un suo intento estetico formale: dare colore alla poesia. A quella dei letterati con cui si è incontrato, al suo stesso senso poetico del vissuto, immaginario e reale, sempre trasfigurato in segni e cromie di cui valesse la pena (o la tela) tracciare o utilizzare riquadri e campiture volte a circoscrivere, talvolta a far esplodere, l’emozione del momento, quella da suscitare negli altri nel tempo a venire: esprimere in fondo se stesso, gli altri (le cose altre), nel divenire dello spazio e del tempo. Che altro può fare un artista, che altro dire di un uomo che consuma i suoi giorni nella religione dell’arte? L’altro che si ha modo di dire - ben sappiamo - riguarda in gran parte gli altri, o altri (talvolta impropri) scopi e interessi, non l’artista, non l’arte. L’opera d’arte è roba da guardare con gli occhi, con le proprie capacità intellettive ed emozionali, non da leggere - con suggeritore - su un Catalogo.

autoritratto con nipotina

Appuntamento dunque a Vasto con Carlo Mattioli, ed altri che mi auguro siano della stessa pasta e vocazione. Di nuovo - da quel che leggo, ma forse …diversa-mente - nelle sale d’Avalos, da luglio a ottobre. Un nuovo e diverso Premio Vasto d’Arte Contemporanea?
Staremo letteralmente a vedere. gfpollutri

> sito ufficiale dell’artista C. Mattioli

XLII PREMIO VASTO di arte contemporanea

XLII PREMIO VASTO di arte contemporanea Omaggio a Carlo Mattioli
11 luglio-31 ottobre 2009
Vasto (CH), Palazzo d’Avalos
a cura di Anna Zaniboni Mattioli Terra. Proposte 2009 a cura di Daniela Madonna
Orari: Lug./Ago. 10,30/12,30-18,00/24,00 - Set./Ott. 10,00/12,30-16,30/20,30 (dal 1 Settembre Lunedì chiuso) Ingresso gratuito
Quest’anno il Premio Vasto celebra un matrimonio, sotto gli auspici della Madre Terra. Si tratta di un connubio tra presente e passato, tra concretezza e poesia, in vista di prospettive artistiche che scelgono di onorare il futuro piuttosto che commemorare il futurismo (operazione che sarebbe parsa piuttosto spontanea, nel centenario della stesura del Manifesto di Martinetti). Il 2009 verrà ricordato, infatti, anche come la conclusione del triennio che la International Union of Geological Sciences (IUGS) e l’UNESCO hanno voluto dedicare alla divulgazione della conoscenza del nostro pianeta a livello scientifico e artistico. La XLII edizione della rassegna vastese riflette innanzitutto sulla Terra come elemento primigenio, per poi considerarla casa degli uomini e della natura, scrigno di tesori storici e di furori irrefrenabili che talvolta spazzano via la vita senza troppo riguardo. La Terra verrà vista come specchio della mitica Gea, oggi amata eppure offesa dai suoi temporanei inquilini, ma anche come involucro del silenzio che inghiotte ogni cosa sotto il cumulo di macerie incancellabili dalla memoria. La mostra sarà suddivisa in due sezioni dialoganti: un omaggio al grande Maestro Carlo Mattioli, che ha saputo tradurre in termini lirici i paesaggi terrestri, ed un’esposizione di validi artisti emergenti operanti sul territorio nazionale. La prima sezione, a cura di Anna Zaniboni Mattioli, mostrerà il solco preparato dall’esperienza espressiva novecentesca al seme fecondo delle voci creative di oggi, ascoltate e raccolte nel secondo ambito espositivo (IncontrArti, “Terra. Proposte 2009″) dalla curatrice Daniela Madonna.
Cornice interattiva della XLII edizione del Premio sarà Palazzo d’Avalos, nucleo di centrale importanza per la vivacità culturale locale. In particolare, la sezione dedicata alle proposte verrà ospitata dalle sale del Museo archeologico, istituendo un’inedita osmosi tra le testimonianze della storia dell’uomo, generosamente restituite dalla terra alla tutela degli esperti, ed i messaggi artistici contemporanei.

www.premiovasto.it

non per caso, nè per monnezza (differenziata)

Arte a parte 2, di Giuseppe F. Pollutri

da Qui Quotidiano

“Una volta ancora, dopo i lazzi e le battute (ma, si sa ,… ridendo mores), Policenella che io non sono prova a dire ancora sull’arte a Vasto due parole o tre.

Lo scippo o la “requisizione” di Giunta della Michelangelo (si dice: per …mesi 6 a partire da …, non si sa) non è un caso, ma – a prescindere dal civile scopo – s’inquadra e si spiega in una assai scarsa attenzione, verso le manifestazioni d’arte. Tutti lo sanno e lo vedono: ci si limita a gestire l’esistente, o quel che capita, con noncuranza politica, e se qualcosa si toglie (di opportunità e di denaro agli artisti, di cultura ai cittadini) poco importa. A Vasto, Città d’Arte (e di vacanza non meno) gli Amministratori hanno …normal - mente per altro. Non a caso l’assessore alla Cultura è tenuto in non cale, se non osteggiato nelle sue iniziative, tant’è che alla presentazione del Premio Vasto 2008, il Sindaco (occupato stranamente in altro, o altrove in vacanza!?) viene rappresentato - tradizionalmente - dall’addetto al Turismo e non da chi, presente in sala e neppure nominato, ha specifica delega alla Cultura. E’ un fatto, è indicativo (e lo vogliamo dire?). Altrove, sarebbe stato diversamente.

“Ma le Sale, gli spazi espositivi che c’entrano?”
A mio avviso quando si ha interesse per qualcosa, ad esso si da “spazio” (locali, contributi, finanziamenti), non si “concede”, …per piacere o per soldo, tantomeno si toglie. Come ho già precedentemente scritto (anche allo stesso assessore alla cultura, che evidentemente più non può, ma che dovrebbe a tal punto dire “Adesso Basta“) è auspicabile che l’Ente Pubblico utilizzi gli spazi, di cui ha in amministrazione e non in possesso dote, come risorsa strutturale per promuovere l’arte e la cultura, nell’ambito di un programma cittadino ben preciso, che veda il Comune non solo a supporto logistico o pubblico mecenate, ma soprattutto quale Organizzatore o proponente diretto di eventi artistico-culturali, annualmente ben caratterizzati e caratterizzanti. In tal senso occorre, se posso così proprorre, un “Premio Vasto” utilmente rinnovato: più diffuso e articolato, e quasi portato per strada e nel vivo della città con più mostre e per l’intera stagione estiva, affinché l’Arte – il suo bisogno di verità e di bellezza – venga percepito e fruito dai cittadini e visitatori nella maniera più ampia, non riducendola (o perpetuandola) a manifestazione balneo-turistico di dubbia efficacia promozionale, in quanto messa e tenuta  in una sorta di deserto dei tartari, destinato ai soli addetti ai lavori o qualche avventuroso curioso. Allo stato delle cose, anche gli sforzi profusi, di qualcuno o di molti, risultano inutili e fine a se stessi.

Una proposta, la mia, pensata ed articolata in modo spassionato quanto a interessi diretti,  con passione e interesse solo per l’Arte (per la sua funzione) e per Vasto. Un dire che peraltro, e non capisco perchè, pare infastidica più di qualcuno… Tant’è che da parte di chi non vuol essere disturbato più di tanto, manovratore o dante causa, non stranamente si pensa e si dice: “…ma questi, gli artisti, che vogliono?” “Ma andassero a farsi tutti un bagno, e a ballare, in spiaggia o all’arena alle Grazie, bella-mente: …ci vorrebbe una zitella”!

- Policenella mio - mi dice mia moglie - impara piuttosto a ballare, arte a parte.
Voi dite che le mogli hanno sempre ragione?”
GFP

(testo ampliato dallo stesso autore, per Lab.org)

articolo precedente correlato: http://www.associazionebarbarica.org/?p=5571

l’Amministrazione Comunale precisa

Tratto dal sito del Comune, per onestà e correttezza pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

Utilizzo della Sala Michelangelo, In attesa di un incontro con i firmatari della petizione

In merito alla lettera aperta degli artisti e degli operatori culturali di Vasto che hanno contestato la decisione dell’Amministrazione Comunale di destinare la sala “Michelangelo” all’attività di start-up per l’avvio della raccolta differenziata, si precisa quanto segue:

a) Nessuna “soppressione” della sala Michelangelo che resta sala espositiva per gli artisti;

b) Si è deciso di indicare la sala Michelangelo come luogo temporaneo (non oltre sei mesi) per la promozione della raccolta differenziata, affidata alle associazioni che cureranno con l’Amministrazione la fase precedente all’avvio della raccolta;

c) Lo spazio della sala consentirà di promuovere la raccolta attraverso la proiezione di filmati, materiale informativo,video, convegni, incontri ecc.ecc.

d) L’esperienza di altre amministrazioni sull’argomento, dimostra che questa fase è tra le più importanti per la riuscita del progetto di raccolta differenziata.
Il luogo, a detta degli esperti, deve essere culturale, accogliente e bello.

e) È bene ricordare che questa Amministrazione non solo ha aperto la sala Michelangelo alL’esposizione, ma ha acconsentito agli artisti di poter manifestare il loro ingegno in altri luoghi prima esclusi .

f) Si ricorda infine che sono a disposizione le altre sale (Mattioli, Vittoria Colonna a Palazzo D’Avalos ecc.) per mostre, dibattiti e che spesso viene rimproverato all’Amministrazione Lapenna di aver favorito un uso smodato del Patrimonio del Comune.

g) Le altre osservazioni verranno approfondite e discusse in un incontro con i firmatari della petizione.

Vasto, 29 gennaio 2009
L’Ufficio Stampa

L’arte? …mettila da parte!

La monnezza avanza, la ‘differenziata’, ecologicamente detta e fatta, non meno…
“E gli Uffici, …le squadre degli educatori ambientali, le carte?”
“Alla sala Michelangelo”
“Ma l’Arte?” “Quella …, mettila da parte!”

Succede a Vasto. I personaggi della commedia sono:  Lapenna Luciano Antonio, “il sindaco”, e i seguenti, detti “assessori”, Del Prete Nicola, Marchesani Lina, Menna Eliana, Molino Domenico, Sputore Vincenzo, Suriani Anna, Tiberio Nicola, Cerulli Rocco. Si mormora oggi per la piazza: “…ma, il nostro assesso-santo protettore alla Cultura D’Adamo Francescopaolo era assente perché?”
Aggiungo io: - Ha dovuto subire ancora, e che dice? Non sarebbe stato il caso di far volare ancora qualche schiaffo per chi, fra i colleghi, il cartello di Benvenuto su strada (Vasto Città d’arte, ecc.) o non l’ha mai letto, o non capisce di che si parla, o, peggio, … “ch’ jie n’mporte a cussu?” (per non usare la più colorita:  si cant(a) cazz(e) jiene freche!).
“Certo - qualcuno aggiunge, e non a torto - se il nostro allora designato e sempre ostacolato assessore al ramo non può più di tanto, nonostante “che sta” al partito del brusco e spiccio “compare Tonino” dell’IDV, c’è da crederlo che in città molti se ne ricorderanno di questo “scherzo” (di carnevale anzitempo) per chi si ritrova sempre a “fare domanda” per esporre, che poco profitta e nulla - come qualsiasi cantante e guitto invitato e riverito nel tempo estivo - riceve, o magari si ritrova anche a dover corrispondere “un canone” o a dire “permesso?” a un qualsiasi addetto burocratico che l’arte non sa neanche …’ndò stà d’ case”.

Ma, tant’è, cari concittadini, ai sensi della Delibera n. 437 del 12.11.2008 “si è ritenuto opportuno”, per “una durata pari a mesi 6 (sei) decorrenti dalla data di inizio (!?) delle attività”, “di riservare l’utilizzo della sala Michelangelo, sita in Piazza del Popolo presso il Palazzo d’Avalos, alle attività di start-up relative alla raccolta differenziata”.
Insomma …dall’arte alla Spazzatura.
Il nostro avo Marchese avrà pure lui accettato “lo schiaffo della giunta”, dicendo “toglietemi tutte le sale, …ma non il Quartino della Marchesa, ché …Quella poi, chi la sente”?
Cara Città del Vasto: “…e gli artisti chi li ascolta?” Che io sappia, non c’è risposta.
Sipario!

G. F. Pollutri, su Qui Quotidiano del 24 gennaio

l'ora del vespero a Vasto (foto gfp07)

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Mostra Barbarica - Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua è il primo ospite di questa nuova sezione.
Con questo primo esperimento vogliamo concedere un piccolo supporto ai giovani artisti vastesi, mettendo a disposizione i nostri spazi virtuali per esporre le loro opere.

Francesco Bevilacqua predilige tecniche di acrilico e olio su tela. Spiccano figure androgine spesso avvolte in cromatismi, inquadrature e campi dai toni fumettistici. I sensi,i corpi, il sogno sono tra i suoi temi ricorrenti, immersi in atmosfere surreali e dolorose.

visita la mostra di Francesco Bevilacqua

Sono andato segnando (Pablo Neruda)

[....Io che vissi nel porto da dove ti amavo.
La solitudine attraversata dal sogno e dal silenzio.
Racchiuso tra il mare e la tristezza.
Silenzioso,delirante tra due gondolieri immobili.
Tra le labbra e la voce,qualcosa va morendo.
Qualcosa con ali d'uccello,qualcosa d'angoscia e d'oblio...]

La Beata Beatrix è ripartita

E’ stato veramente un piacere averla potuta ospitare a Vasto.
Un plauso sincero va fatto all’ Assessore D’ Adamo per la “mezza” mostra che ha organizzato.
Non riusciamo ad immaginare lo spettacolo che ci avrebbe offerto se gli davano la forza economica di organizzare tutta la mostra così come l’ aveva pensata lui.

Via Histonium.net

Questa mattina, intorno a mezzogiorno, un mezzo della ditta inglese ‘Constantine Transport’ ha prelevato il quadro e provvederà a riportarlo a Londra, presso la sua ‘casa’, nella prestigiosa Tate Gallery. Inaugurata il 13 agosto la mostra è rimasta aperta fino a domenica scorsa. Si è trattato di un omaggio alla famiglia Rossetti, Contiuna a leggere…

Oil che dolor!

Un Remix poco beato

Beata Remix a VastoLo ammetto, come cultore e critico di arti visive sono ormai superato. Le nuove generazioni hanno buon gioco a dirmi “vecchio”. Ma se l’età mia è quella che è, non riesco a capacitarmi del come e del perché, nelle Arti, le Opere siano state sostituite con le Installazioni, o magari (o peggio) quest’ultime vengano proposte (esposte, catalogate, recensite) come “opere”, d’arte naturalmente. Non so dirvi se sono io ad essere ormai confuso e inadeguato di fronte a nuove forme d’espressione artistica, o se la confusione sia propria nelle nuove generazioni attive sul campo. Me lo chiedo ormai sempre più spesso (un po’ mi deprimo, un po’ ne sorrido…), e sono tornato a pensarlo visitando l’esposizione in Palazzo D’Avalos di Vasto “Beata Remix”, in affiancamento all’esposizione sacrale del quadro dell’anglo-vastese Gabriele Dante Rossetti: “Beata Beatrix”. Com’è nella convinzione di Francescopaolo D’Adamo, Assessore sui generis in Vasto, che un’opera, famosa e significativa, poeticamene ed esteticamente, portata a Vasto per sua meritevole iniziativa, abbia generato “altre” opere è senz’altro positivo e in fondo vera manifestazione culturale. Una new life, una “Vita Nova” insomma nelle modalità propositive culturali in quel di Vasto, e nelle preziose sale marchesali che ci ritroviamo in dote cittadina? Il guaio è, mi ostino a pensare e credere, che queste improvvisate figurazioni-installazioni di un remix palesemente tutto giovanile sono veramente “altre”, ovvero congenitamente estranee o succedanee all’arte di pittura o di scrittura per segni di cui il figlio del nostro Rossetti è stato cultore e maestro di qualità.
Certo il mondo dei giovani, anche nelle manifestazioni artistiche, è questo e probabilmente a dei giovani, il cui credo maggiore è quello di dover essere a tutti i costi originali e concettuosi nel loro fare, forse non si poteva chiedere di più se non dei “commenti” fumettistici alla Beata preraffaellita, opera ricca di simboli, di allegorie, ma, pur sempre, opera precipuamente poetica e di pittura. Come non sorriderne, laddove autori nati negli ultimi decenni del secolo ripetono, inconsapevolmente devo credere, quanto già visto nel panorama delle Arti, con motivazioni soprattutto esistenziali e assai poco estetiche, dal Dada in poi. I dadaisti, Tristan Tzarà in capo, ne ridevano compiaciuti del loro sbertucciare un gusto borghese denso di convenzionalismi (siamo all’inizio del novecento), mentre questi lo considerano, un secolo dopo, materiale buono per un Catalogo d’arte (…altra roba vecchia) di una Esposizione a Palazzo! Allora, chi è vecchio e superato, chi deve riflettere un qualche momento, prima di andare avanti?
GFP

Beata Beatrix di D.G. Rossetti Beata Monica di C. Piediscalzi

http://www.operafictilia.com/intro/O.d-Arte/O.d’arte_beata%20remix.htm

English review for Rossetti’s exhibition

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Nicola D’Adamo ci segnala un articolo del Times sui Rossetti e specialmente sulla mostra che si sta svolgendo in questi giorni a Vasto.

Per leggere l’articolo completo clicca qui

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