Arte a parte 2, di Giuseppe F. Pollutri
da Qui Quotidiano
“Una volta ancora, dopo i lazzi e le battute (ma, si sa ,… ridendo mores), Policenella che io non sono prova a dire ancora sull’arte a Vasto due parole o tre.
Lo scippo o la “requisizione” di Giunta della Michelangelo (si dice: per …mesi 6 a partire da …, non si sa) non è un caso, ma – a prescindere dal civile scopo – s’inquadra e si spiega in una assai scarsa attenzione, verso le manifestazioni d’arte. Tutti lo sanno e lo vedono: ci si limita a gestire l’esistente, o quel che capita, con noncuranza politica, e se qualcosa si toglie (di opportunità e di denaro agli artisti, di cultura ai cittadini) poco importa. A Vasto, Città d’Arte (e di vacanza non meno) gli Amministratori hanno …normal - mente per altro. Non a caso l’assessore alla Cultura è tenuto in non cale, se non osteggiato nelle sue iniziative, tant’è che alla presentazione del Premio Vasto 2008, il Sindaco (occupato stranamente in altro, o altrove in vacanza!?) viene rappresentato - tradizionalmente - dall’addetto al Turismo e non da chi, presente in sala e neppure nominato, ha specifica delega alla Cultura. E’ un fatto, è indicativo (e lo vogliamo dire?). Altrove, sarebbe stato diversamente.
“Ma le Sale, gli spazi espositivi che c’entrano?”
A mio avviso quando si ha interesse per qualcosa, ad esso si da “spazio” (locali, contributi, finanziamenti), non si “concede”, …per piacere o per soldo, tantomeno si toglie. Come ho già precedentemente scritto (anche allo stesso assessore alla cultura, che evidentemente più non può, ma che dovrebbe a tal punto dire “Adesso Basta“) è auspicabile che l’Ente Pubblico utilizzi gli spazi, di cui ha in amministrazione e non in possesso dote, come risorsa strutturale per promuovere l’arte e la cultura, nell’ambito di un programma cittadino ben preciso, che veda il Comune non solo a supporto logistico o pubblico mecenate, ma soprattutto quale Organizzatore o proponente diretto di eventi artistico-culturali, annualmente ben caratterizzati e caratterizzanti. In tal senso occorre, se posso così proprorre, un “Premio Vasto” utilmente rinnovato: più diffuso e articolato, e quasi portato per strada e nel vivo della città con più mostre e per l’intera stagione estiva, affinché l’Arte – il suo bisogno di verità e di bellezza – venga percepito e fruito dai cittadini e visitatori nella maniera più ampia, non riducendola (o perpetuandola) a manifestazione balneo-turistico di dubbia efficacia promozionale, in quanto messa e tenuta in una sorta di deserto dei tartari, destinato ai soli addetti ai lavori o qualche avventuroso curioso. Allo stato delle cose, anche gli sforzi profusi, di qualcuno o di molti, risultano inutili e fine a se stessi.
Una proposta, la mia, pensata ed articolata in modo spassionato quanto a interessi diretti, con passione e interesse solo per l’Arte (per la sua funzione) e per Vasto. Un dire che peraltro, e non capisco perchè, pare infastidica più di qualcuno… Tant’è che da parte di chi non vuol essere disturbato più di tanto, manovratore o dante causa, non stranamente si pensa e si dice: “…ma questi, gli artisti, che vogliono?” “Ma andassero a farsi tutti un bagno, e a ballare, in spiaggia o all’arena alle Grazie, bella-mente: …ci vorrebbe una zitella”!
- Policenella mio - mi dice mia moglie - impara piuttosto a ballare, arte a parte.”
Voi dite che le mogli hanno sempre ragione?”
GFP
(testo ampliato dallo stesso autore, per Lab.org)
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