NO ALLA CAVA

No alla cava di Punta Penna

No Petrolchimico

No all'Abruzzo Petrolchimico, No al Centro Oli di Ortona

Archive: oh petrolio

Contro l’ Abruzzo petrolchimico manifestazione il 30 maggio a Lanciano

LA MANIFESTAZIONE DEL 30 MAGGIO A LANCIANO PUO’ ESSERE LA GRANDE OCCASIONE PER DARE UNA SPALLATA DECISIVA AL TENTATIVO DI DEGRADARE L’INTERO ABRUZZO A DISTRETTO PETROLCHIMICO CON LE NOTE CATASTROFICHE CONSEGUENZE IN TERMINI DI SALUTE, AMBIENTE ED ECONOMIA E POTREBBE ESSERE LA SPINTA ANCHE PER ALTRE REGIONI A NON SUBIRE PASSIVAMENTE SCELTE PRESE ALTROVE MA LE CUI NEFASTE CONSEGUENZE RICADONO TUTTE SUL PROPRIO TERRITORIO.
L’INVITO E’ PERTANTO QUELLO DI PARTECIPARE IN MASSA, COINVOLGENDO GRUPPI ED ASSOCIAZIONI DI QUALSIASI ORIENTAMENTO PERCHE’ LA BATTAGLIA E’ COMUNE, DIFFONDENDO IL PIU’ POSSIBILE LA NOTIZIA ATTRAVERSO TUTTI I MEZZI, FACENDOLA RIMBALZARE ATTRAVERSO BLOG, FORUM E VIA DISCORRENDO.
L’INDIFFERENZA E LA RASSEGNAZIONE SONO LA NOSTRA CONDANNA: SU LA TESTA!
INFO: segreteria organizzativa : info@nuovosensocivico.it
TEL.: 0872-44415 / 337-664008 / 338-9648096 / 335-5392058

No all’ Abruzzo del petrolchimico!

ll recente scoppio di una piattaforma petrolifera al largo della costa della Louisiana ripropone ancora una volta e con tutta la sua drammaticità il tema della sicurezza degli impianti petroliferi previsti per tutta la costiera abruzzese e non solo.

In Louisiana è stato dichiarato il disastro ambientale per un incidente accaduto a 80km dalla riva -  11 persone sono morte, il flusso di petrolio continua a
sgorgare al ritmo di 1000 barili al giorno - cioè circa 160.000 litri.  Si parla di due o tre mesi di tempo per fermarlo. Una vera e propria tragedia umana e ambientale.

E se tutto questo succedesse in Abruzzo? Qui i pozzi sono previsti a una manciata di chilometri dalla costa - cinque o sei - e lungo tutta la dorsale adriatica - da Teramo fino a Vasto.
Il mare da queste parti non è profondo tanto quanto l’oceano. Emergenza Ambiente Abruzzo teme che le conseguenze di incidenti simili per la nostra regione sarebbero devastanti, ancora di più che in Louisiana date le caratteristiche del nostro mare, delle locazioni scelte per trivellarlo e delle infrastrutture programmate, fra cui anche un centro oli a mare.

Esortiamo allora con urgenza il governatore Chiodi ad agire - e non solo a parlare - per difendere l’Abruzzo in maniera concreta. Tutto quello che è stato finora
non è considerato sufficiente, perchè tardivo e frutto di enormi pressioni popolari.
Chiediamo una guida vera e non un governatore al traino.

Le concessioni petrolifere per trivellare il mare adriatico abruzzese sono ancora sotto esame presso il ministero dell’Ambiente.
Chiodi e il suo assessore Stati possono e devono farsi portavoci veri ed incisivi  presso il ministero della volontà dei cittadini che vogliono essere democraticamente coinvolti in questo dialogo. Non vogliamo che il disastro della Louisiana si ripeta in Abruzzo.

Emergenza Ambiente Abruzzo -rete di associazioni-
info:
Maria Rita D’Orsogna (more…)

IL GREGGIO VERSO LA COSTA

Esplosa e poi affondata la piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico potrebbe essere il peggior danno ecologico della storia degli Usa. La marea nera, 1.500 chilometri di superficie, arriverà in Louisiana

Della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon ,nel Golfo del Messico, resta solo un enorme colonna di fumo nero. situata  a circa 70 km dalla costa della Louisiana, giovedì scorso è definitivamente affondata nell’Oceano atlantico. a una settimana dalla sua esplosione il rischio di una catastrofe ambientale è ormai realtà, l’incognita resta solo sulle dimensioni. Continua a leggere…

Il petrolio in Basilicata ha distrutto tutto. Difendiamo l’ Abruzzo

Riceviamo dall’ Arci e diffondiamo.
In questi giorni mi arrivano varie segnalazioni dalla Basilicata, terra martoriata dai signori del petrolio che come delle piovre stanno lentamente soffocando la regione.

La Basilicata produce solo il 7% del petrolio che si usa in Italia. I suoi giacimenti dureranno al massimo per 25 anni ancora. Chissa’ se ci sono piani per il ripristino ambientale, chi li paghera’ e se il dolore causato - a persone e natura - sara’ stato bilanciato dal vile denaro entrato nelle casse di comuni, stato ed ENI.

Il Ministro Scajola dice che chi in Basillicata chi ha la patente ricevera’ un buono di 200 euro l’anno. Sono circa 60 centesimi al giorno e arrivano in dopo 15 anni di morte e distruzione, di case abbandonate, di puzza di idrogeno solforato che invade campi, polmoni e vita. Arrivano in una regione dove la benzina cosa di piu’ che altrove. Arrivano in contemporanea all’ENI che vuole aumentare la produzione di petrolio e mettere altri, nuovi pozzi un po dappertutto - scuole, parchi. Dove capita capita.

E ai bimbi che gli diamo? I libricini con su spiegato quanto e’ brava l’ENI, ovviamente.
Continua a leggere…

Forti preoccupazioni sul processo di petrolizzazione della regione. La politica locale reagisca compatta

Riceviamo e pubblichiamo

Leggo dai diversi mezzi di comunicazione sull’avanzamento del processo di petrolizzazione dell’Abruzzo. La notizia riporta fonti della capitaneria di porto: “indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di una piattaforma con gambe (jack up) sul sito ELSA 2,di fronte la nota riserva regionale Ripari di Giobbe, per conto della VEGA OIL S.p.A. ” (Ord. 08/2010 della Capitaneria di Porto di Ortona)

Voglio unirmi alle voci di tutte le associazione ed i cittadini che hanno già espresso pubblicamente il loro sconcerto. E’ un fatto grave tanto più perchè non c’è una valutazione di impatto ambientale. Non dico nulla di nuovo, lo so, ma quello che mi interessa è mettere in risalto il silenzio di tutte le forze politiche presenti sul territorio. Non c’è più tempo per parlare, adesso ci vogliono i fatti, gli atti legali, la presenza dei sindaci nelle manifetazione. Adesso la politica locale deve mostrarsi compatta.

Gli effetti di questa scelta saranno devastanti per tutto il litorale e creeranno un logorante ed inesorabile effetto domino su tutte le attività produttive. Petrolio –> danni ambiente –> danni salute –> NO TURISMO —> NO ALBERGHI –> NO VINO –> NO PESCA –> NO VENDITE IMMOBILIARI ecc. ecc. ecc. I tumori e le affezioni delle vie respiratorie aumenteranno drasticamente

Perderemo tutte le risorse economiche che stanno reggendo alla crisi quali prodotti enogastronomici, agricoltura, pesca, turismo, artigianato….

Se qualcuno etichetta queste righe come lo sproloquio di uno dei tanti ambientalisti sbaglia. Il problema è serio e merita un forte impegno da parte di tutti.

Mi rivolgo al sindaco Lapenna e alla sua giunta come anche all’opposizione, ai suoi leader: Tagliente e gli eventuali futuri candidati sindaco Desiati e Sonnino. Scusate se ho osato fare dei nomi di persone ma il tentativo è quello di cercare e trovare dei referenti politici per questo problema riguardante tutto il territorio ed anche e sopratutto il Vastese.

La proposta è quella di costituire una sorta di commissione bipartisan che parta da Vasto e coinvolga tutti i comuni e gli enti abruzzesi che insistono sulla costa per cominciare ad attuare sin da domani delle azioni politiche contro tutti coloro che cercano di speculare sulla nostra Terra.

Singole azioni sono lodevoli ma non bastano, c’è bisogno di coordianamento tra enti, cittadini ed associazioni

Ortona non è lontana ed esimersi dall’agire oggi, vuole dire rendersi partecipi del disastro. .

Sperando nella reazione di TUTTI

Alessandro Gentile

Petrolio news: non si fermano, anzi

In data 03/03/2010 sono cominciate, nel mare di Ortona, le “indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di una piattaforma con gambe (jack up) sul sito ELSA 2,di fronte la nota riserva regionale Ripari di Giobbe, per conto della VEGA OIL S.p.A. ” (Ord. 08/2010 della Capitaneria di Porto di Ortona). In altre parole stanno studiando i fondali per l’istallazione di una piattaforma petrolifera con le sue tubazioni sottomarine, prima di sapere l’esito della Valutazione di Impatto Ambientale della stessa. Esegue le ricerche la nave OGS Explora di proprietà dell´Ist. Naz. di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale; un ente pubblico che in mancanza di sufficienti contributi statali, invece di fare ricerca, deve accettare commesse da terzi. La rotta della nave può essere seguita sul sito: http://webcc.ogs.trieste.it/explora/

La nave, dopo aver incrociato sulle coordinate del pozzo Elsa 2, si è ora spostata (ben oltre il chilometro quadrato di cui si parla nell’ordinanza). Visto che la procedura di valutazione dello Studio di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente è ancora in corso e visto che, se il permesso di estrazione non fosse concesso, queste indagini sarebbero una spesa inutile, ci domandiamo il perché del comportamento della società petrolifera. Le possibilità, a nostro parere, sono solo tre: o la ditta non si preoccupa dei suoi azionisti, o ha già ricevuto assicurazioni in merito, o le indagini potranno essere usate anche per altri progetti (ad esempio un rigassificatore).

Senza alcun dubbio, l’andirivieni dell’Explora mostra che il progetto di trasformazione dell’Abruzzo in regione mineraria avanza, ignorando le volontà espresse dai cittadini e da moltissime Amministrazioni e nonostante le affermazioni rassicuranti del governatore Chiodi. Dobbiamo quindi fare ancora la stessa domanda: quali sono le intenzioni della Regione
per opporsi efficacemente e prima che sia troppo tardi a questa radicale trasformazione del suo territorio?

Emergenza Ambiente Abruzzo -rete di associazioni-
info:
Maria Rita D’Orsogna  Docente della CSUN Los Angeles
mobil  001 310 570 5591
Dante Caserta  Consigliere Nazionale WWF
mobil 335 8155085
Angelo Di Matteo Presidente Legambiente Abruzzo
mobil 347 8489363
Claudio Censoni Presidente Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni
mobil 349 1000165

23/01/2010 ORE 10,30 PIATTAFORMA PETROLIFERA OMBRINA 2 OSSERVAZIONI DEGLI OPERATORI TURISTICI

CONFERENZA STAMPA DEL 23/01/2010  ALLE ORE 10,30
PRESSO IL BAR DIAMANTE - ORTONA-  OGGETTO: “PIATTAFORMA PETROLIFERA OMBRINA 2″ PREENTAZIONE DELLE OSSERVAZIONI DEGLI OPERATORI TURISTICI”

SARANNO PRESENTATE LE OSSERVAZIONI INVIATE AL MINISTERO DELL’AMBIENTE IN OPPOSIZIONE ALLA ISTANZA DI PERMESSO DI ESTRAZIONE DI IDROCARBURI DELLA SOCIETA’ MEDIOLGAS ITALIA  ATTRAVERSO LA PIATTAFORMA DENOMINATA OMBRINA 2 DA PARTE DI NUMEROSI OPERATORI TURISTICI (BED AND BREAKFAST, AGRITURISMI, HOTEL), DELLA RISTORAZIONE, DEL COMMERCIO E DELLA PESCA DI TUTTA LA COSTA TEATINA O DEI TRABOCCHI.

Il rappresentante degli operatori turistici, Titolare del Bed and breakfast Il Colle di Ortona
Pasquale Cacciacarne

pacacci@libero.it
info@riparidigiobbebedandbreakfast.it
328.8287458

Centro Oli, presentati i disegni di legge del capogruppo PD in regione D’Alessandro

Via Histonium.net
È stata presentata ieri mattina dal Capogruppo del PD in Regione Camillo D’Alessandro, il disegno di Legge in risposta a quello dei giorni scorsi avanzato dalla Giunta Chiodi sulla gestione dello sfruttamento petrolifero del territorio abruzzese. Questa contro-proposta perfeziona la precedente L.R. 14/2008 (detta legge D’Alessandro) impugnata per presunta incostituzionalità dal Governo centrale
Continua a leggere…

Mancano 46 giorni alla scadenza della moratoria sul Centro Oli di Ortona Dalla Regione ancora nessun atto concreto

Sentire l’Assessore Regionale all’Ambiente Daniela Stati parlare del petrolio in Abruzzo è senz’altro un avvenimento
eccezionale per tutti coloro che, comitati,associazioni, semplici cittadini, dall’atto del suo insediamento, non hanno fatto altro che chiederle di dire qualcosa sull’argomento che preoccupa la popolazione abruzzese, ma che sembra esulare dalle sue competenze e perfino dai suoi pensieri.

I riflettori della stampa nazional e sono puntati sul progetto di petrolizzare metà della regione Abruzzo.
Ieri, sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione ortonese/abruzzese in un caso nazionale.

Il Corriere titola: “Battaglia biparistan contro le trivelle” e spiega al resto d’Italia che la popolazione è stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell’esigere risposte, e nello spronare il Ministero dell’Ambiente a bocciare progetti petroliferi presenti e futuri.

Di fronte a questa enorme partecipazione popolare, Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili,
ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi ed a Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative concrete che la Giunta regionale vorrà intraprendere, quando mancano solo 46 giorni alla
scadenza della moratoria regionale, fissata per il 31 dicembre 2009. Emergenza Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al Presidente Chiodi un incontro da mesi senza mai essere ricevuta. È scandaloso che un Presidente eletto dai cittadini e pagato dai cittadini no n trovi il tempo di confrontarsi con loro!

Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera - ma non ai cittadini che invano la interrogano da dieci mesi - che: “Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale”. Ed aggiunge: “Ad oggi io le posso parlare di una volontà politica. E non mi sembra poco”.

È invece molto poco! Emergenza Ambiente Abruzzo ritiene che sia antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio specificata volontà politica, peraltro disgiunta dai fatti.

Emergenza Ambiente Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga immediatamente approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di trivellamento e di estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda l’Assessore, dovrebbe essere la terra dei parchi.

Ricordiamo la legge Marzano, la 239 del 2004, stabilisce all’articolo 1 che “Lo Stato e le Regioni … garantiscono … l’adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni… nonché la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, e del paesaggio, in conformità alla normativa nazionale, comunitaria e agli accordi internazionali”. Dove per equilibrio territoriale si intende una
distribuzione “equa” su tutto il territorio nazionale. La Regione Piemonte, invece di esprimere semplici giudizi politici, agisce anche in virtù di quella legge.

EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO
Maria Rita D’Orsogna -Docente della CSUN Los Angeles
mobile: 001 310 570 5591
Dante Caserta -Consigliere Nazionale WWF
mobile: 335 8155085
Angelo Di Matteo -Presidente Legambiente Abruzzo
mobile: 347 8489363
Claudio Censoni -Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni
Mobile : 349/1000165

Il 31 dicembre scade la marotoria “anti petrolio” in Abruzzo

Riceviamo dal WWF

Il 31 dicembre scade lo stop alle attività. L’allarme del wwf: metà  territorio a rischio
«Nero petrolio o verde d’Abruzzo?»
Battaglia bipartisan contro le trivelle
I sindaci della costa: «Referendum». Gli ambientalisti: «Moratoria». L’assessore Stati: «Un falso problemaà»

La costa dei trabocchi

MILANO - Raccontano che anche il “santo eremita” amasse quel tratto di mare. Pietro da Morrone, futuro Celestino V, saliva sui colli di Fossacesia per godersi da lassù l’Adriatico “punteggiato di trabocchi”. Le tipiche piattaforme di legno dei pescatori sono ancora là, simbolo di una delle coste più belle d’Abruzzo: i depliant di promozione turistica della “Regione dei Parchi” descrivono con enfasi le «dolci colline coltivate che fanno da scenografia a questo mare». Ma da quelle parti, davanti alla spiaggia di Ortona, potrebbe presto sorgere una nuova piattaforma. Di un genere ben diverso dalle antiche macchine da pesca. Si tratta del progetto Elsa2 della Vega Oil: un pozzo per la ricerca di idrocarburi da trivellare a 7 km dalla costa.

IL RAPPORTO - La prospettiva non piace per niente al movimento trasversale di cittadini, associazioni, sindaci e produttori che si è saldato sul territorio (e in Rete) contro quella che è stata definita una «deriva petrolifera». Anche perché il pozzo della Vega Oil  società  controllata dalla canadese Cygam - non è un caso isolato. Anzi. Secondo quanto si legge in un dossier pubblicato a febbraio da WWF e Legambiente, e ricavato dall’elaborazione dei dati del Ministero dello Sviluppo Economico, circa il 50% del territorio abruzzese è interessato da istanze, permessi e concessioni riguardanti la ricerca e l’estrazione di idrocarburi (qui il documento in pdf). In pratica, circa i tre quarti dei Comuni (221) e l’80% della popolazione regionale. Non solo: l’Abruzzo è la seconda regione in Italia per «superficie complessivamente occupata da permessi di ricerca e concessioni di coltivazione»: il 34% del territorio è già  stato assegnato. Anche perchè, come spiega il!
Rapporto Annuale 2008 del Dipartimento dell’Energia, l’area di un titolo minerario (che, va precisato, non è sempre legato al petrolio) risulta molto superiore a quella effettivamente occupata dagli impianti. Il “cuore verde d’Europa”, che ospita tre parchi nazionali e decine di riserve naturali, ha scoperto insomma di avere un’inaspettata vocazione mineraria.

LE OSSERVAZIONI - Dopo gli appelli, le manifestazioni e i volantini, la mossa di comitati e ambientalisti è stata quella di raccogliere e inviare al ministero dell’Ambiente una serie di osservazioni contrarie alla costruzione della piattaforma Elsa2. Semplici cittadini, associazioni di categoria, operatori turistici e professori universitari (come Maria Rita D’Orsogna, che lavora alla California State University di Los Angeles e che da tempo si batte per fermare le trivelle) hanno preso carta e penna e hanno stilato le loro relazioni tecniche, cercando di smontare punto per punto le rassicurazioni della Vega Oil. Una campagna appoggiata dalla provincia di Chieti: il presidente, Enrico Di Giuseppantonio, ha espresso da tempo la sua ferma contrarietà  al progetto puntando il dito contro «la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali». Confcommercio ed “Emergenza Ambiente Abruzzo”, una rete che raccoglie decine di associazioni, hanno invece deciso di distribuire locandine colorate: “No all’Abruzzo petrolizzato”.

I volantini della Confcommercio

LA POLITICA - L’ultima idea, lanciata nei giorni scorsi in modo bipartisan dai sindaci di Pineto e Silvi Marina, è quella di organizzare un referendum. «Facciamo decidere agli abruzzesi, padroni del loro territorio, se vogliono un Abruzzo nero o un Abruzzo verde» ha affermato Gaetano Vallescura, primo cittadino di Silvi (Pdl), durante un convegno. Una proposta subito accolta dal collega di Pineto, Luciano Monticelli (Pd): <<Per la difesa del territorio non conta l’appartenenza politica, contano soprattutto i valori e la battaglia comune. L’Abruzzo non può permettersi di perdere altro tempo>>. Nel frattempo si è mossa anche l’Italia dei Valori: i consiglieri regionali Paolo Palomba e Lucrezio Paolini hanno appena presentato una risoluzione urgente chiedendo al Presidente, Gianni Chiodi, di attivarsi presso il governo nazionale: l’obiettivo è un provvedimento di moratoria decennale. <<Le grandi compagnie multinazionali impegnate nell’estrazione di idrocarburi - hanno motivato i due consiglieri IdV - vedono nell’Abruzzo, in terra e in mare, una sorta di ‘paese di Bengodi’ in grado di soddisfare i propri interessi economici>>.

IL WWF - Ma quali sono i motivi della protesta? Il primo è ambientale. <<Il petrolio abruzzese è denso, di bassa qualità  - spiega Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF, a Corriere.it - Deve essere raffinato sul posto. Con tutti i rischi legati alla desolforizzazione: tra i prodotti di scarto c’è infatti l’idrogeno solforato, che può essere pericoloso>>. Non è così secondo lo studio di impatto ambientale presentato dalla Vega Oil, giusto per citare uno dei casi all’ordine del giorno: nella relazione si legge infatti che le interferenze derivanti da future attività  di perforazione sono <<nulle>> in quanto non pregiudicano <<l’attuale assetto del territorio>>. E per quanto riguarda il panorama, assicurano, la sagoma della piattaforma potrà  costituire <<un evento di curiosità  di breve durata piuttosto che un’alterazione del paesaggio>>. C’è poi l’aspetto economico: siamo sicuri che una <<svolta petrolifera>> non porterebbe ricchezza e lavoro? <<Noi non viviamo nel deserto dichiara Caserta.  La nostra regione produce vino e olio di alta qualità : tutto questo non à compatibile con il petrolio. E non lo è nemmeno con il turismo. A qualcosa bisogna rinunciare>>. Però le compagnie petrolifere dovranno versare agli enti locali una parte dei loro ricavi: non si tratta di un’adeguata compensazione? <<La legislazione nazionale prevede royalties molto basse rispetto agli altri Paesi: 10% per le estrazioni sulla terraferma e ancora meno per quelle in mare. Di queste percentuali, solo una piccola parte arriva agli enti locali>>.

MORATORIA - La data cruciale che ambientalisti e associazioni varie hanno cerchiato sul calendario è il prossimo 31 dicembre: quel giorno scadrà  infatti la moratoria approvata durante la precedente legislatura regionale e che è soprattutto servita a bloccare la costruzione del Centro Oli di Ortona (nient’altro che una raffineria, spiegano al WWF). Per il momento il progetto dell’Eni sembra congelato, ma le trivelle potrebbero entrare in azione da qualche altra parte. <<Noi chiediamo una nuova moratoria ribadisce Caserta che serva a fermare una situazione insostenibile. Ci sono situazione già  avviate che sarà  difficile bloccare. Ma bisogna difendere gli interessi della popolazione, non solo quelli delle compagnie>>.

L’ASSESSORE STATI - E la Regione? Qual è la posizione della giunta? <<Si tratta di un falso problema>> scandisce a Corriere.it l’assessore all’Ambiente, Daniela Stati. <<Siamo la Regione verde d’Europa - spiega - e quindi (more…)

Corsi, concorsi e “ricorsi”…

Che bella rima. Sono 2 anni che aspetto il concorso da sociologo al Comune di Vasto, o meglio aspettavo, perché è stato fatto ed il sottoscritto non ha nemmeno partecipato.
Eppure i documenti li avevo inviati, tutto pareva in regola, se non fosse che con una lettera dei servizi sociali, mi si comunicava che loro per “autotutelarsi” (chissà da cosa o da chi?) avevano sospeso tutto a data da decidersi, e che se volevo potevo andare a riprendere i miei documenti…

Già il concorso non era più un concorso, nonostante il comune avesse in passato pagato una persona per preparare il bando, ma bensì una semplice selezione per titoli, poi annullata…
…qualche giorno fa ho scoperta la perla.
Esiste una graduatoria, ed io non ne faccio parte!!! Io non ho partecipato alla selezione!!! Perché non ho saputo che era stata indetta nuovamente!!!

La cosa mi innervosice un sacco, perchè questa “malnata” giunta che ho tanto aiutato alle ultime elezioni, non sa cosa sia ne la trasparenza, ne la correttezza, ne tante altre cose.

Non farò ricorso. Perché non voglio nemmeno perdere tempo a vedere se potrei o non potrei farlo, ma certo voglio dire che si è ripetuta la storia del Wi-Fi e della video sorveglianza.
Tu abbassi la guardia e loro fanno i comodi loro. Il Wi-Fi da noi della L.A.B. a loro comuni amministratori ha visto crescere il prezzo del 400% (da 130.000€ a ben 600.000€) e con molti servizi in meno…

Che fare? Non lo so, aspetto solo che vadano tutti a casa…

Sono nauseato da queste squallide situazioni.

P.S. Per la Giunta: la crisi economica è forte anche a Vasto, quindi pensate qualcosa, oppure copiate da San Benedetto… va bene lo stesso, ma diteci se avete qualche progetto, qualcosa in testa oltre alla super “funivia” da 7 milioni di euro che va dalla stazione vecchia al centro, che darà lavoro stagionale a 4 persone al massimo…

Non scherziamo con il petrolio

Quattromila metri cubi di greggio fuoriusciti da un oleodotto della società Spse si sono riversati su un’area di due ettari di una riserva vicino Arles Francia, fuga di petrolio nel parco naturale “Porterà  alla distruzione dell’ecosistema”
Il responsabile dell’area: “A rischio alcune specie di uccelli”

Francia, fuga di petrolio nel parco naturale “Porteà  alla distruzione dell’ecosistema”

La riserva naturale di Coussouls de Crau dove è avvenuta la fuga di petrolio
MARSIGLIA - Allarme ecologico in Francia. Circa quattromila metri cubi di petrolio grezzo fuoriusciti da un oleodotto si sono riversati su un’area di due ettari della riserva naturale di Coussouls de Crau, nella regione Bouches-du Rhone, non lontano da Arles, mettendo in serio pericolo l’ecosistema della zona.

Intorno alle 7.30 di questa mattina i lavoratori della riserva si sono trovati di fronte a una specie di ‘geyser’ nero di tre-quattro metri di altezza che fuoriusciva dall’impianto gestito dalla Società du Pipeline Sud-Europeen (Spse), che rifornisce raffinerie e impianti petrolchimici in Francia, Svizzera e Germania. La fuga è stata bloccata a fine mattinata e un perimetro di sicurezza è stato creato intorno all’area per evitare l’impatto dannoso dei vapori.

Il ministero dell’Ecologia francese ha subito parlato di “catastrofe ecologica” anche se la società  ha voluto rassicurare dell’assenza di rischi per persone dovuti all’incidente. Meno ottimista il responsabile della riserva, Laurent Tatin, secondo cui questa fuga “porterà  alla distruzione dell’ecosistema della riserva uccidendo alcune specie di uccelli”.

La situazione è stata messa subito sotto controllo da una quindicina di pompieri mentre diverse società  sono giunte sul posto per le operazione di aspirazione del petrolio. Il terreno inquinato sarà  successivamente rimosso.
Intanto un’inchiesta giudiziaria è stata aperta dalle autorità  locali per capire le cause dell’incidente. Una portavoce della Spse ha assicurato che non ci sarà  nessuno stop nelle forniture di petrolio, perché la società  dispone di oleodotti alternativi.

L’oleodotto della Spse, lungo 769 chilometri, è del 1971, il tubo interessato dalla falla aveva diametro di un metro e si snodava alla profondità di 80 centimetri. L’impianto ha una capacità  di 23 milioni di tonnellate metriche ogni anno. La riserva, creata nel 2001 su un’area di 7.400 ettari e si trova all’ingresso del parco della Camargue. L’area
ingloba il delta fossile del fiume Durance e una fauna diversificata, ricca di volatili, ereditata dalle steppe africane

Conferenza Europa Sostenibile per l’Abruzzo Verde

MERCOLEDI’ 15.07.09 ore 21.00 PRESSO IL CAMPING LA GROTTA DEL SARACENO A VASTO,
la Dr.ssa MARIA RITA D’ORSOGNA HA TENUTO UNA CONFERENZA PER 50 GIOVANI COORDINATORI DI ASSOCIAZIONI ECOLOGICHE, PROVENIENTI DA DIVERSI PAESI EUROPEI ( Spagna, Portogallo, Grecia, Romania, Bulgaria, Belgio, Serbia, Macedonia, Bosnia Herzegovina, Croazia, Slovenia, Montenegro, Albania, Italia ) PARTECIPANTI AL CORSO DI FORMAZIONE INTERNAZIONALE ” Europa Sostenibile” CONDOTTO DALL’ARCI DI CHIETI E VASTO finanziato dalla commissione europea attraverso il programma ” YOUTH IN ACTION“.

Maria Rita D’Orsogna, ha illustrato alla competente platea, la nuova destinazione a vero e proprio distretto minerario del 49% del territorio abruzzese (compresi parchi nazionali) - 221 comuni su 305 e circa 5.600 kmq in mare che saranno interessati dalla ricerca e coltivazione di gas e petrolio, amaro, altamente corrosivo e di bassa qualità; attività queste che saranno accompagnate dalla creazione di oleodotti, raffinerie (centri oli) e desolforatori in mare e su buona parte del territorio.

I partecipanti sono rimasti molto colpiti da questa situazione e hanno tempestato Maria Rita di domande di ogni genere, sviluppando così, un vivace dibattito, ed esprimendo stupore per il fatto che sono venuti in Abruzzo ” REGIONE VERDE D’ABRUZZO” per apprendere le buone pratiche sostenibili costruite sul territorio in decine di anni, buone pratiche, che rischiano di essere vanificati in un baleno.

Ha partecipato anche il Sindaco di Vasto Avv. Luciano La penna, che ha sottolineato la necessità e l’importanza di fare fronte comune tra gli enti locali e la società civile attiva contro questa sciagurata prospettiva.

Vasto 16.07.09
ARCI VASTO

Per un Abruzzo libero dal petrolio

copiamo e divulghiamo dal blog del nostro amico Vincenzo

Volantino manifestazione "Abruzzo libero dal petrolio"Dopo che parecchie persone si sono mosse ed hanno scongiurato la nascita (nel breve periodo) del centro olii ad Ortona, l’Abruzzo continua a correre seri pericoli dal punto di vista ambientale, manco a dirlo sempre per il petrolio.

Quello che in genere viene chiamato oro nero nella mia regione altro non è che una zozzeria. In Abruzzo infatti il petrolio è ricco di Zolfo che lo “sporca” rovinandone le peculiarità, deve essere qiundi trattato vicino i siti di estrazione (le trivelle) con le raffinerie, mediante un processo chiamato desolforizzazione che è altamente inquinante.

Cosa porta quindi le compagnie petrolifere ad investire sul territorio (sia in mare che sulla terra) visto che comunque di petrolio ne abbiamo poco e quel poco che abbiamo fa pure schifo e dev’essere trattato? L’accondiscendenza delle amministrazioni locali e nazionali, visto che i siti petroliferi potranno essere classificati come “di interesse strategico nazionale” e quindi soggetti anche a controllo militare.

Ok, vengono a trivellare, inquinano, rovinano il territorio, ci guadagneremo qualcosa di sicuro direte voi. No. Le compagnie verseranno dal 3 al 7 per cento delle entrate derivanti dalle trivellazioni petrolifere sotto forma di royalties e alle amministrazioni locali verrà girata una minima parte di questi soldi. Possibile? Certo.  Le compagnie petrolifere guadagneranno parecchio, per questo ci fanno i “complimenti”, equiparandoci di fatto all’Algeria.

Tutto l’Abruzzo è interessato dai nuovi pozzi, dall’ampliamento di quelli presenti (soprattutto in mare) e dai siti di stoccaggio. Il 90% circa della popolazione Abruzzese vivrà in un distretto petrolifero. Son cose da eserne orgogliosi, non trovate? Spazzato via quindi il turismo, l’agricoltura, la natura in generale e la nostra salute. Si, perche il processo di desolforizzazione rilascia nell’atmosfera l’acido solfidrico e scordiamoci i parchi naturali, visto che anche al loro interno si potrà agire.

Riassumendo: trivelle, raffinerie, oleodotti, meno occupazione (aziende agricole e turismo ne risentiranno moltissimo), meno salute, meno futuro. Ah dimenticavo, visto che parlare del terremoto “va forte” in questo periodo soprattutto in Abruzzo, trivellare aumenta il rischio che si manifesti un terremoto con gli ovvi disastri che comporta, unito al disastro ambientale.

Ci conviene?

Il 18 Luglio a Pescara ci sarà un interessante incontro dove ci si potrà informare meglio e partecipare attivamente (click sull’immagine per maggiori informazioni), nel frattempo si può firmare la petizione.

Per saperne di più ti invito a leggere gli articoli presenti su Emergenza Ambiente, il sito di Maria Rita D’Orsogna e Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni.

Deriva petrolifera in Abruzzo: la mappa delle zone interessate

Ieri Emergenza Ambiente ha pubblicato un post con ulteriori informazioni e link interessanti per farsi un’idea ben più precisa di ciò a cui si va incontro.

G8: l’auto è elettrica

Uno dei particolari che solo i più attenti notano, è quello del tipo di mezzi usati al G8 dai grandi della terra. Infatti molte delle auto usate saranno elettriche, a prova che il petrolio non serve, se non per continuare ad arriccchire poche famiglie in tutto il mondo.

info qui

E L’ENI SCIVOLA SULLO SPOT

Ebbene sì: l’ENI è scivolata sullo spot che in questi giorni gira sui principali network televisivi.
Tutto perfetto, soprattutto la scelta del testimonial, Massimo Ghini, già visto nei panni del mitico Enrico Mattei nella fiction televisiva andata in onda su RAIUNO, dal titolo “Enrico Mattei, l’uomo che guardava al futuro”.
E in effetti Massimo Ghini entra in scena ricordando Enrico Mattei, padre dell’ENI, la più grande compagnia energetica italiana.
L’ENI è partecipata dallo Stato nella misura del 27,83% e sempre allo Stato ha versato quest’anno qualcosa come 3 milioni di euro.
E’ presente in 70 Stati tra cui la Nigeria, dove, come denunciato nella puntata del 7 giugno di Report, insieme ad altre compagnie brucia il gas che sarebbe non economico trasportare fino ai mercati finali, causando danni all’ambiente ed alla salute delle popolazioni locali.
Ma torniamo allo spot: Massimo Ghini entra in scena come Jimes Bond e dopo qualche secondo alle sue spalle compare un bellissimo paesaggio: il mare, il cielo e, dulcis in fundo, la linea dell’orizzonte interrotta da una piattaforma che sarà a non più di un miglio dalla costa!
Non è una novità: lo sanno bene gli amici di Vasto che con le piattaforme in mare ci convivono, ma che l’Eni facesse uno spot del genere proprio no.
Ma la cosa migliore è il finale tragi-comico di Massimo Ghini: ” … è un’azienda che guarda al futuro e investe nella ricerca per darti un’energia sempre più sostenibile e per continuare a crescere insieme a te”.
I “creativi” dell’ENI si sono veramente superati: cosa c’è di più sostenibile di una piattaforma in mare a ridosso della costa e del suo idrogeno solforato o bruciare il gas all’aria aperta?

f.to ASSOCIAZIONE DI CULTURA POLITICA IMPRONTE

L’ Abruzzo si appresta a diventare la regione più nera d’ Europa

Occorre una mobilitazione generale per impedire l’attuazione di un disastroso progetto.


Il 50% del territorio viene ceduto alle compagnie petrolifere per estrarre petrolio di pessima qualità che dovrà essere sottoposto a processi di desulfurazione che sono molto inquinanti e molto difficili da delocalizzare. Il 90% della popolazione abruzzese si troverà a vivere dentro il distretto petrolifero.

UNA FOLLIA DA FERMARE
Le compagnie petrolifere pagheranno allo Stato il 7% a titolo di royalties (in altri paesi devono pagare dal 30% all’80%). Il petrolio abruzzese si può considerare regalato perché gli enti locali riceveranno solo una minima parte di questo 7%. Il basso costo è l’unica ragione che rende interessante la speculazione sul nostro petrolio sporco di bassa qualità.
I pozzi di petrolio non portano posti di lavoro perché (more…)

PIANO DI SVILUPPO DELLA ECOFOX DI VASTO

Riceviamo da Arci

il vero pericolo per il futuro della riserva.. sta dentro questo articolo su histonium.net … l’Ecofox (Fox - Petroli) produce bio diesel e glicerina grezza… ora va in cerca di finanziamenti a destra per ampliare…
prima andava  a sinistra in cerca di finaziamenti per delocalizzare….
usando il biodiesel si riduce l’effetto serra ma si crea forte impatto dove si produce… in zone industriali già compromesse  ciò è tollerabile… ma in riva al mare al confine di una riserva naturale è un autentico delitto..
sarebbe ora che tutta le gente che frequenta la spiaggia di Punta Penna non si limitasse solo a goderla ma cominciasse anche a fare qualcosa per difenderla. Prevedo per il futuro grossi rischi per l’integrità della riserva. A un centro sinistra dormiente si sta sostituendo un centro destra estremamente attivo… ma come sempre…. attivo per gli interessi particolari… meditate gente …. meditate gente.

http://www.histonium.net/news_8823__PIANO-DI-SVILUPPO-DELLA-ECOFOX-DI-VASTO,-CASTIGLIONE-quotESEMPLARE-ALLO-STUDIO-FILIERA-CORTA-AGRICOLTURA-INDUSTRIA-TRASPORTIquot.php

L’Eni affida un altro appalto da 300mila euro alla ditta del sindaco Fratino

Da Ortona ci segnalano questi articolo di PrimaDaNoi.it
ORTONA. Anche durante la piena emergenza terremoto non si smette di parlare della battaglia contro la petrolizzazione della regione. I comitati e le associazioni non abbassano la guardia. Ma la notizia di oggi rischia di creare non poche polemiche ed un polverone forse senza precedenti.

La questione è fin troppo semplice: l’Eni, il colosso degli idrocarburi che da anni contratta con il Comune la costruzione di una mini raffineria, ha affidato un appalto alla ditta Buonefra, di Ortona, per un valore di circa 300mila euro.
Non appare un mero dettaglio il fatto che una quota della ditta è dell’attuale sindaco della città, Nicola Fratino (more…)

Petizione per moratoria trentennale idrocarburi in Abruzzo

NONOSTANTE IL TERREMOTO, L’EMERGENZA PETROLIO IN ABRUZZO E’ TUTTALTRO CHE FINITA…

LA SCELLERATA IDEA DI RENDERE LA REGIONE VERDE D’EUROPA UN VERO E PROPRIO DISTRETTO MINERARIO PURTROPPO PROCEDE… C’E’ BISOGNO DELLA MASSIMA MOBILITAZIONE

VI INVITIAMO A STAMPARE LA PETIZIONE SOTTOSTANTE E A RACCOGLIERE IL MAGGIOR NUMERO DI FIRME POSSIBILI. POTRETE RICONSEGNARE POI I FOGLI RIEMPITI ALLA SEDE DELL’ARCI VASTO PRESSO LA BOTTEGA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE “MONDO ALEGRE” IN CORSO PLEBISCITO, 77 VASTO. (di fronte al Teatro Rossetti)

Grazie a tutti, ARCI

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