NO ALLA CAVA

No alla cava di Punta Penna

No Petrolchimico

No all'Abruzzo Petrolchimico, No al Centro Oli di Ortona

Archive: Riceviamo e Pubblichiamo

Arrestato foggiano l’ ennesimo foggiano a Vasto

I carabinieri della Stazione di Vasto hanno tratto in arresto per furto aggravato Massimo Bonfilio, 40enne, disoccupato, originario di San Severo (FG) ma residente in provincia di Milano. Una pattuglia dei carabinieri in servizio di perlustrazione, infatti, verso le due della scorsa notte, notava una Fiat Multipla allontanarsi da un cantiere edile. Alla vista dei carabinieri l’autovettura, anziché fermarsi all’alt, aumentava la velocità nel tentativo di sfuggire al controllo.
Prontamente raggiunta e bloccata, l’autovettura veniva sottoposta a perquisizione. All’interno i carabinieri trovavano alcuni strumenti di lavoro oltre ad arnesi atti allo scasso. In particolare: due taglia piastrelle, un frullino, quattro flessibili, tre valigette contenenti ciascuna un trapano martello con relativi accessori, per un valore complessivo di circa cinque mila euro.  Per accertare la proprietà del materiale in questione, i carabinieri contattavano il responsabile dell’impresa il quale, giunto sul posto, riconosceva immediatamente come appartenenti al cantiere gli attrezzi trovati all’interno dell’autovettura.
A seguito del riconoscimento il suddetto materiale veniva restituito al legittimo proprietario mentre Bonfilio veniva arrestato per furto aggravato.
Dal controllo dei documenti dell’autovettura, inoltre, i carabinieri scoprivano che il numero di telaio riportato nella carta di circolazione, non coincideva con il numero di telaio dell’autovettura fermata, anche se stesso modello e uguale colore. Si aveva modo di scoprire così, che l’autovettura in uso a Bonfilio, risultava oggetto di furto, essendo stata rubata a Sesto San Giovanni (MI) il primo settembre scorso.
In pratica, sull’autovettura rubata in provincia di Milano, erano state apposte le targhe di un’altra autovettura, di modello simile e di uguale colore.
Per tale motivo il Bonfilio dovrà rispondere anche di ricettazione.
Espletate le formalità di rito, l’arrestato veniva associato nel carcere di Vasto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Vasto non è Avetrana. Concerto “Senza orario e senza bandiera”

Il sindaco di Vasto ha pensato bene di concludere la sua stagione di “turismi”, “destagionalizzandola” in una maniera che sta mettendo contro giovani e “meno giovani”, pubblici esercenti e abitanti, nottambuli e non, eccetera, eccetera, eccetera. Nascono contestazioni, richieste, proposte, tutte più o meno valide, tutte più o meno condivisibili. Comunque, tante parole, orali e scritte, sull’argomento “musica”, anche se sappiamo bene che questo argomento rappresenta solo la punta di un iceberg, il quale raffigura “l’insofferenza” di vivere in questa Città in questo momento “storico”. Mi accorgo che sono in molti, ragazzi ma anche adulti, che scrivono sui blog, su Fb o sul proprio diario, pensieri come quello di Sarah, (quella Sarah): “Per me vivere ad Avetrana è: non vedo l’ora di andare via”. Anche se Vasto sicuramente non è Avetrana.

Mi ha colpito molto l’atteggiamento sull’argomento del giovane Andrea Iannone, omonimo del “campioncino vastarolo”, ed ho seguito con interesse ed attenzione il dibattito che ne è seguito.
Io ho sposato, aggiungendo carne al fuoco (vedi riapertura del Carlo Della Penna), la proposta di Antonino Spinnato. La proposta di un concerto per far sentire la voce di chi a Vasto non trova più lo spazio dove “collocarsi”, un luogo dove semplicemente sfogare la propria creatività o magari guadagnare i “suoi” 30 euro “per non chiederli a papà”. Una proposta che, secondo me, non può avere connotazioni o colori politici, perché a soffrire di questo senso di inquietudine a Vasto sono tanti e di tutte le età, di tutti i ceti sociali, di tutte le categorie … insomma di tutti i “colori”.
Ho sentito dire da molti: “non aderisco se c’entrano i partiti” e mi trovo così d’accordo con costoro che ho proposto di chiamare l’eventuale manifestazione “Senza orario e senza bandiera”. Un titolo che parafrasando “l’antico” album dei New Trolls, si lega, sia al motivo che ha scatenato la protesta (io la chiamerei discussione) cioè la “movida notturna”, sia alla precisa volontà di collaborare, al di fuori delle logiche di partito, alla realizzazione di un “sogno”, che sogno non dovrebbe essere, quello di trovare spazio e regole per accontentare tutti.
Qualche giorno addietro, una Associazione di commercianti del centro storico ha proposto di allungare la durata delle feste patronali.
Trasformare un momento ludico come le feste patronali in un momento “anche” di dialogo e di riflessione, quale momento migliore troveremmo?

Quello che propongo all’attenzione dell’amministrazione comunale consiste in questo:

Una manifestazione della durata di quattro giorni (26/29 settembre). Il primo giorno dedicato alla musica eseguita da gruppi di giovanissimi, il secondo dedicato al dibattito pubblico, un Talk Show in piazza, con la partecipazione di rappresentanti di commercianti, pubblici esercenti, cittadini comuni e rappresentanti dell’amministrazione comunale, ecc. (con apertura, intermezzi e conclusione da parte di musicisti “professionisti” locali). Il terzo giorno dedicato a band, cantautori, cori, artisti di piano bar, dj e operatori della musica in genere. Il quarto giorno, conclusione con ospiti “amici” di Vasto quali Indaco, Tony Esposito, Rodolfo Maltese e Francesco Di Giacomo (Banco).

Aggiungo di più. In una successiva occasione, premiare il video (da quello realizzato con un semplice telefonino, fino a  quello più sofisticato, magari realizzato da giovani come coloro che hanno partecipato a VFF) che rappresenti la manifestazione e sappia evidenziare, tramite questa, quanto la città sa proporre.

Una opportunità per il sindaco, quella di sposare l’idea di Spinnato così rielaborata, che starebbe a dimostrare la tesi secondo la quale un sindaco è sindaco di “tutti” non solo di una parte e soprattutto che il sindaco è sindaco non solo legato ai partiti. Insomma di un sindaco che sa “ascoltare” la città.

Francescopaolo D’Adamo

Arrestato operaio per estorsione a Vasto

Con l’accusa di estorsione, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vasto, nella tarda mattinata di ieri, hanno tratto in arresto in flagranza di reato, Salvatore Luciano, 45enne operaio di Vasto.
Da un po’ di tempo il Salvatore aveva preso di mira un imprenditore di Vasto, pretendendo somme di danaro per alcuni lavori prestati e, secondo l’indagato, mai pagati.
Le richieste del Salvatore erano diventate sempre più insistenti fino a trasformarsi in vere e proprie minacce di morte per l’imprenditore e i suoi familiari. La vittima, esasperata, decideva, quindi, di rivolgersi ai carabinieri.
All’ultima richiesta di 700 euro, l’imprenditore, d’accordo con i carabinieri, lasciava intendere al richiedente di voler aderire alla richiesta e di essere disposto a corrispondere la somma richiesta. Al momento dello scambio, però, nel luogo prestabilito, oltre alla vittima, il Salvatore trovava anche i carabinieri i quali, dopo averlo prontamente bloccato e  aver recuperato le banconote appena ricevute dalla vittima, lo accompagnavano in Caserma per l’espletamento delle attività burocratiche.
Informato il magistrato di turno, Salvatore veniva associato nel Carcere di Vasto in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria.

Parliamo del Piano Casa…

La vicenda di questi giorni, inerente l’abbattimento della Centrale del Latte di Pescara, sta appassionando molti. La demolizione dell’edificio, memoria della “città Dannunziana”, è stato, come al solito tardivamente, difeso da cittadini, associazioni e partiti politici. Alla testa di questi ultimi PRC col suo leader Maurizio Acerbo.
Purtroppo la distruzione delle opere ritenute “secondarie” o “insignificanti” avviene ormai sistematicamente. Non ultima quella della prima Centrale Elettrica d’Abruzzo, demolita qui a Vasto, su corso Garibaldi, per far posto ad una palazzina per uso residenziale, in stile “parigino”.
Nessuno ha alzato un dito per salvare quella memoria, ricordata solo da qualche rara cartolina d’epoca, mentre per l’albero cresciuto davanti a questo “storico” edificio e che con questo formava un armonioso angolo urbano, si è mobilitata gran parte della città. L’albero è stato salvato, ma il risultato è che a molti ora, sembra che quest’albero cozzi figurativamente e funzionalmente con la palazzina retrostante, per cui sembra errato tenerlo ancora in “vita”.
La speculazione e l’ignoranza battono abbondantemente, oserei dire per distacco, il gusto estetico e la cultura. Da tempo ormai siamo disabituati al bello e all’armonia.
Il piano casa approvato a Vasto non prevede, così come il piano regolatore vigente, alcuna norma inerente la salvaguardia di questi edifici “storici” ma non vincolati e così, come nel caso della Centrale del Latte a Pescara, a latte versato, è proprio il caso di dirlo, forse qualcuno si muoverà, cercando di salvare il salvabile.
Successe anni addietro anche a Vasto quando si intervenne “contro” i lavori di ristrutturazione dei Palazzi Scolastici di corso Italia, solamente quando apparvero di colore celeste. Ed ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi una “fantomatica” commissione d’inchiesta sta operando alla ricerca di un qualcosa di cui nemmeno i componenti di questa commissione comprendono il “vero” senso.
Il Piano Casa di Vasto, è stato approvato previo lavoro di un “manipolo di under trentacinquenni” (così gli stessi si sono autodefiniti su un blog locale) e questo “manipolo”, che fa capo a PRC, lo difende in tutte le maniere e con tutte le forze. Da qui la domanda: “quando ci si troverà davanti all’abbattimento di un opera “difendibile” come la Centrale del Latte di Pescara o come una palazzina ottocentesca di Vasto, come si comporterà Maurizio Acerbo? Verrà a Vasto in difesa di questa, così come è venuto per la “guerra” alle recinzioni sulla spiaggia della Marina?

FrancescoPaolo D’ Adamo

La mia ora di libertà

Se siete stufi di esser governati da un nano da salotto che parla sempre a sproposito e regala gaffe in giro per il mondo intero…
Se siete stufi di leggere giornali manovrati da partiti e partitucoli che fingono di perseguire il bene del popolo…

Se siete stufi di vivere connessi ad un decoder per vedere 24 ore al giorno i programmi di Costanzo e della De Filippi…

Se vi si gonfia il cuore nel sentire la voce di Fabrizio De Andrè che racconta la Storia del suo Impiegato…

…beh… Domenica 12 Settembre alle ore 21.30 presso il Sinergy Art Studio in Via di Porta Labicana 27 (San Lorenzo), andrà in scena in UNICA DATA lo spettacolo teatrale La mia ora di Libertà, di e con Claudio Miani e la partecipazione di Francesca Di Vincenzo.

Data l’esigua capienza del Sinergy (40 posti) è consigliata la prenotazione.

Ingresso: Euro 5,00 con un bicchiere di vino offerto dalla cantina vitivinicola Colle Picchioni.

L’intero incasso verrà devoluto all’associazione onlus L’AFRICA CHIAMA per l’affiancamento del progetto ASILO NIDO KARIBUNI WATOTO (http://www.lafricachiama.org/index.php/cosa-facciamo/kenya/progetti/127-karibuni-watoto.html), per tale motivo vi chiediamo anche di divulgare l’evento e di promuoverlo presso i vostri contatti.

Per Info & Prenotazioni: sinergyartstudio@gmail.com   – tel. 06.89538915 – 328.7133184

Claudio Miani Sinergy Art Studio Via di Porta Labicana, 27 tel. 06/89.53.89.15 - cell. 328/71.33.184 Responsabile Comunicazione e Marketing Cinem’Art
www.sinergyart.it
www.cineforme.it

Argirò fa il bilancio di un anno da Consigliere regionale

Il Consigliere Nicola Argirò, al termine della pausa estiva e a pochi giorni dalla riapertura dei lavori dell’Assise Regionale, traccia un primo bilancio dell’attività svolta durante la prima parte dell’anno dalla IV Commissione regionale Industria, Commercio e Turismo di cui è presidente. La Commissione, riunitasi in seduta plenaria per ben diciotto volte, di cui tredici comprensive di audizioni, ha licenziato un numero complessivo di ventidue leggi su trentacinque pervenute, due provvedimenti amministrativi su tre pervenuti e fornito tre pareri su quattro presentati. Le leggi licenziate dalla IV Commissione Industria, Commercio e Turismo, presieduta dal Consigliere Nicola Argirò, hanno disciplinato materie da diversi anni in attesa di regolamentazione, infatti, è utile ricordare la legge di riforma dei Confidi, la nuova legge regionale sul Commercio, la riforma dell’Arta, la proroga di 20anni delle concessioni del demanio marittimo, gli interventi economici in favore dell’Aeroporto d’Abruzzo e per la ripresa delle attività economiche nella città dell’Aquila cosi come le leggi per favorire la sicurezza sul posto di lavoro. Tutti gli interventi legislativi sono stati approvati a seguito di una intensa e proficua fase di ascolto e di dialogo con tutti i soggetti direttamente interessati dalle nuove normative. Il Presidente Nicola Argirò si ritiene molto soddisfatto del lavoro svolto sino ad ora, frutto di intesa e di una condivisione trasversale degli obiettivi, infatti, grazie al dialogo e al senso di responsabilità dei membri della Commissione è stato possibile il raggiungimento di questi traguardi per nulla scontati. Per maggiori dettagli sulle leggi approvate in Commissione è possibile contattare il Consigliere Argirò all’indirizzo www.nicola-arigiro.it

A proposito del porto turistico e delle bugie de Il Centro…

Ricordate l’articolo de “Il Centro” dello scorso 11 agosto che annunciava l’archiviazione della pratica per la realizzazione del porto turistico di Punta Penna?
Ricordate che su questa base avevamo scritto un nostro comunicato (18 agosto)?
Bene, quell’articolo de “Il Centro”, lo scopriamo oggi, era ancora meno attendibile di quello che nel nostro comunicato avevamo scritto. Nel senso che non era vero. Non era vera la notizia.
La pratica è andata avanti, ed è anzi del 10 agosto scorso (il giorno prima dell’articolo de “Il Centro”) la convocazione, per il prossimo 7 settembre, del CCR VIA (si chiama così) per la valutazione del progetto.
Naturalmente non si parlerà solo di quello. Ci sono altri 25 progetti all’OdG, tutti da trattare in giornata. Con quale accuratezza possano essere trattati lascio a voi valutare.
E’ strano, vero? Se non ci credete, guardate qui. Saluti.  Michele Celenza

I Carabinieri hanno allontanato 5 rumeni dal vastese

I Carabinieri della Compagnia di Vasto, nell’ambito del controllo del territorio, intensificato in seguito ai recenti furti in abitazione, così come disposto anche dal Comando Provinciale Carabinieri di Chieti su tutto il territorio di competenza, hanno effettuato alcuni controlli presso abitazioni occupati da cittadini stranieri.
In una di queste, ubicata nel centro storico della città, grazie anche alla segnalazione di alcuni residenti insospettiti dall’insolito andirivieni  di persone e mezzi, i carabinieri hanno individuato ed identificato cinque cittadini di nazionalità rumena.
In particolare per:
- due di essi, essendo già gravati da precedenti penali per reati contro il patrimonio, non avendo una fissa dimora e senza alcuna fonte di reddito, è stato disposto l’allontanamento dal territorio nazionale;
- gli altri tre, invece, essendo regolarmente residenti in provincia di Foggia, è stato chiesto al Questore di Chieti l’emissione del “Foglio di Via con divieto di ritorno nel Comune di Vasto”.

La location per il concerto? Il Carlo Della Penna

La proposta di Antonino Spinnato che vuole organizzare un concerto con tutte le band “vastarole” non solo mi vede concorde ma addirittura mi stuzzica.

L’ormai ex Asilo Carlo Della Penna, già abbandonato da anni, con la sua stupenda pineta di pertinenza, potrebbe essere la “location” ideale per questo evento. Con l’occasione si potrebbe lanciare l’idea di utilizzare quella struttura come centro di aggregazione giovanile.
Questo luogo, asilo d’infanzia dismesso, perché un tempo definito da un importante politico locale “eccellente campus universitario”, versa nel più totale abbandono e per certi versi somiglia al castello della bella addormentata, così com’è coperto da erbacce, arbusti e frutici di ogni tipo. Peccato che nelle favole il tempo non deteriori le cose mentre nella realtà questo avviene e anche velocemente. Ancora più velocemente avviene con “l’aiutino” dell’uomo. Magari una volta ridotto ad un ammasso di macerie, qualche “furbetto del quartierino” consiglierà l’amministrazione di turno ad inserire questo immobile, assieme a tutte le pertinenze (pineta, giardini, residenza dei custodi ecc.), nell’elenco delle proprietà comunali da dismettere. Magari questo “consiglio” è già stato dato. Oppure, venuta meno la clausola della donazione da parte di Carlo Della Penna, ai “bambini” di Vasto, gli eredi potranno tornare il possesso di quella proprietà e così gli stessi “furbetti” …
Insomma i giovani, che in questi giorni stanno facendo sentire la propria voce, all’unisono e fuori da tutte le etichette politiche, quegli stessi giovani, figli di coloro che quell’asilo hanno frequentato, potrebbero farsi avanti e richiedere quello spazio che non è proprietà privata ma proprietà “pubblica”.

Disubbidienza Civile. Un Live - Aid per Vasto (e per il “despota” Lapenna)

Rivolgiamo un appello a tutte le band musicali ed ai musicisti Vastesi, affinché tutti insieme si incontrino su un palco per un grande concerto di protesta, da tenersi in luogo da stabilire, preferibilmente in Piazza Rossetti. Se verrà negato questo spazio, il cineteatro Ruzzi potrebbe essere disponibile. Per ribellarsi contro  i Diktat del Sindaco Luciano Lapenna e chi vuole ridurre al silenzio la diversità e la fantasia. Politicamente ed organizzativamente siamo disposti ad appoggiare chiunque intenda aderire a questa iniziativa.
Per le adesioni contattare al seguente numero di cellulare 392 1077810
Oppure via e-mail info@vastooggi.net

Ribellarsi è possibile. Nessuno fermi la musica.

Lo Slai Cobas chiede l’ intervento dell’ Arta

…con la seguente lettera, indirizzata all’ Arta di Pescara, sede centrale, a quella provinciale di Chieti, ed a quella di Vasto San Salvo.

Oggetto: Scarico di emissioni inquinanti in atmosfera

Il sottoscritto Domenico Ranieri, Coordinatore provinciale di Chieti, nella qualità di RSU-RLSSA della sigla sindacale SLAI COBAS presso la Pilkington Italia S.p.A. – NSG, stabilimento di San Salvo (Ch), fa presente quanto segue:
dal primo pomeriggio di lunedì 23 c.m. e fino ad oggi, l’impianto elettrofiltro la cui funzione è di limitare fortemente le emissioni inquinanti del forno fusorio Float dello stabilimento Pilkington di San Salvo, è stato fermato per motivi ancora sconosciuti al RLSSA (Rappresentante-Lavoratori-Salute-Sicurezza e Ambiente) dello SLAI-COBAS.
Poiché le polveri, assieme ad altre sostanze inquinanti, sono visibili a notevole distanza, si stà creando una non poca preoccupazione tra i lavoratori, la popolazione locale e ancor peggio tra i turisti che affollano le spiagge del nostro litorale, creando, inoltre, un danno d’immagine con ricadute negative sul turismo stesso.
A fronte di tutto ciò, il delegato dello SLAI-COBAS, Domenico Ranieri, chiede con urgenza a codesto ente di verificare innanzi tutto se la Pilkington è stata autorizzata ad immettere direttamente nell’atmosfera le suddette emissioni inquinanti, soprattutto se si tiene conto che proprio in questo periodo è stato prodotto un vetro speciale, la cui produzione ha comportato addirittura l’uso di sostanze cancerogene.
Chiede inoltre, all’Arta, di monitorare l’area limitrofa allo stabilimento per accertare il grado di inquinamento prodotto dalle emissioni inquinanti del forno fusorio.
Chiede, infine, che i risultati delle indagini ambientali gli siano resi note come previsto dal D.Lgs. 81/2008, 106/2009 (art. 50. lett. f. riceve informazioni provenienti dai servizi di vigilanza).
Certi di un Vs. immediato riscontro, porgo distinti saluti.

Vasto 28 agosto 2010

Stop alla musica fuori dai locali

…in tanti aspettavano settembre… sta per arrivare, e le scaramucce ricominciano e preparano un caldo autunno…
…anche in quel della Città del Vasto come ama chiamarla pomposamente qualcuno…

Ennesima risposta tardiva del Sindaco alla città.
Della serie: “ndo cojo cojo”.”Per colpa di qualcuno pagano tutti”, è la sua dichiarazione. Agghiacciante, a rifletterci. Perché è  insito nella dichiarazione la volontà di colpire anche chi non c’entra nulla. Detto da un Avvocato!!!
A stagione finita arriva una puntigliosa presa di posizione inutile e tardiva. E’ in estate che i cittadini aspettavano le risposte, non adesso, a buoi scappati.
Lapenna stesso afferma che “attualmente nessuno è autorizzato”. Se nessuno lo è, e quindi, si presume, non lo sia stato, perché il primo cittadino non ha saputo  tutelare in tutta questa estate “anche l’esigenza di quiete pubblica dei residenti”?
Il falso decisionismo di Lapenna in realtà  serve a mascherare le sue costanti difficoltà a mantenere unita una compagine politica allo sbando e che guarda alle prossime elezioni amministrative in ordine sparso.
Oggi tocca ai gestori dei locali, ieri a chi lavora al cimitero, il giorno prima ai pini.
Ogni giorno ha il suo Lapenna.

Vasto 28 Agosto 2010 Verdi Vasto Antonino Spinnato

Parte il “gratta e sosta”

Per la “gioia” di tutti noi parte il “gratta e sosta”… Così come leggiamo nel comunicato ricevuto che riportiamo di seguito:

Si comunica che nei prossimi giorni, a seguito dell’apposizione della nuova segnaletica , Via San Francesco d’Assisi e Via Anelli torneranno ad essere arterie a transito libero per  tutti i veicoli di residenti e non. La Giunta Comunale ha ritenuto di escludere dette aree da quelle individuate come Zone a Traffico Limitate. Sempre nei prossimi giorni , a seguito dell’apposizione di idonea segnaletica orizzontale e verticale, sorgeranno nuovi spazi di sosta a pagamento nelle seguenti arterie: Via Dante , Corso Plebisscito, Via Largo del Teatro, Via Aimone, Via Forno Rosso, Via Santa Chiara, Via De Amicis, Paizzale Histonium, Via Giusti e  Via  Carducci .
Gli automobilisti potranno sostare dopo essersi muniti  dei “gratta e sosta” che saranno in vendita in 14 pubblici esercizi  che si trovano nelle arterie interessate dalla nuova modalità di parcheggio.

Amazzonia: la deforestazione scatena la malaria

Non è facile stabilire una relazione tra incidenza delle malattie e cambiamenti ambientali, ma gli scienziati dell’Università del Wisconsin, ne sono certi: la deforestazione in Amazzonia è legata da un aumento dell’incidenza della malaria.

Il rapporto, pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Diseases CDC, combina le informazioni dettagliate sull’incidenza della malaria in 54 distretti sanitari brasiliani, e li compara alle immagini satellitari ad alta risoluzione che riportano l’abbattimento nella foresta amazzonica, dimostrando che lil taglio della foresta tropicale aumenta l’incidenza della malaria quasi del 50 per cento.

“Sembra che la deforestazione sia uno dei fattori ecologici iniziali nell’innescare una epidemia di malaria”, spiega Sarah Olson, dell’Istituto Nelson (Centro per la sostenibilità e l’ambiente globale) e autore principale del rapporto.
L’abbattimento delle foreste tropicali, sostengono Olson e Jonathan Patz, dell’Università del Wisconsin (School of Medicine and Public Health), crea condizioni che favoriscono la diffusione della zanzara Anopheles darlingi, che trasmette il parassita della malaria e ne è vettore primario in Amazzonia.

“Il paesaggio deforestato, con spazi più aperti e pozze d’acqua parzialmente soleggiate, sembra fornire l’habitat ideale per questa zanzara” aggiunge Olson, facendo notare che la Anopheles darlingi ha preso il posto di altri tipi di zanzare che preferiscono foresta e che sono molto meno incline a trasmettere la malaria.

“Questo studio completa il nostro precedente lavoro, che si era  incentrato sulla quantità di zanzare che trasportano la malaria - spiega Patz - nel corso di ricerca svolte nell’Amazzonia peruviana, abbiamo dimostrato una correlazione tra larve di questa zanzara e i siti acquatici di riproduzione negli habitat disturbati in seguito al taglio della foresta”.

Il nuovo studio dell’Università del Wisconsin si focalizzata su 54 distretti sanitari brasiliani nell’angolo di Amazzonia brasiliana al confine col Perù, confrontando i dati sulla salute della popolazione raccolti nel 2006 da ricercatori brasiliani. Questi dati sono stati confrontati con le immagini satellitari ad alta risoluzione dei cambiamenti di copertura forestale, rilevando un forte legame tra la salute umana dei cambiamenti e modifiche anche relativamente piccoli del paesaggio forestale.

“In questi 54 distretti sanitari, un cambiamento del 4 per cento della copertura forestale è stato associato a un aumento del 48 per cento di incidenza della malaria - osserva Olson - I dati sanitari utilizzati nello studio sono della massima qualità e così la risoluzione spaziale. A differenza dei precedenti studi, questo ci ha permesso di zoomare, e focalizzare le aree in cui la gente è più esposta alla malaria e di escludere zone in cui è meno esposta”.

I distretti sanitari studiati dal team sono tipici di molte migliaia di distretti sparsi per il Brasile e la regione amazzonica. Dal 2001, il Ministero della Salute brasiliano ha monitorata la diffusione della malaria in oltre 7.000 distretti. In Amazzonia, la deforestazione, spiega Olson, si verifica per lo più lungo i fiumi, vera spina dorsale del sistema dei trasporti della regione, e di lì si diffonde.

Il nuovo lavoro, sostiene Patz, mostra come la deforestazione e il disboscamento contribuisca alla dinamica della malaria lungo il limite degli insediamenti. “Nel 2006, la provincia che comprende questi distretti sanitari è stata tra le primi cinque per incidenza della malaria - spiega Patz - Anche dopo aver incluso altri dati, come l’accesso alle cure sanitarie o di altri fattori, i punti di maggiore incidenza della malaria hanno continuato a figurare in parallelo la distruzione della foresta pluviale”.

La conclusione dello studio, spiegano Olson e Patz, è che la protezione della foresta tropicale può proteggere la salute umana molto più di quanto si pensasse. “Le pratiche di gestione del territorio possono permettere interventi utili a ridurre i fattori di rischio malaria”.

Patz e Olson ritengono che il nuovo lavoro fornisca un modello che potrebbe essere utilizzato per rintracciare spazialmente fattori di rischio ambientale legati all’incidenza della malaria, che infetta circa 500.000 brasiliani ogni anno. “La tecnologia c’è. I dati sanitari sono a disposizione. Se dotati di semplici i telefoni cellulari, gli ambulatori sparsi in ogni angolo del paese potrebbero raccogliere dati per l’intera regione amazzonica”. Lo studio è stato finanziato dalla National Aeronautics and Space Administration.

Salva le Foreste http://www.salvaleforeste.it
Il sito dell’Università del Wisconsin http://www.news.wisc.edu/18173

SCHIAVI DI ABRUZZO, ARRIVA LA FESTA DELLA BIRRA E DELLA MUSICA INDIPENDENTE

Novità quest’anno nel centro dell’Alto Vastese. Non solo birra, spazio alla musica indipendente.

Ritorna il consueto e imperdibile appuntamento con la Festa della Birra a Schiavi di Abruzzo. Il piccolo comune nei giorni 25, 26 e 27 giugno si animerà per un nuovo appuntamento che riguarda tutta la comunità.  La rassegna ‘Schiavi della Musica’ vi aspetta per trascorrere 3 giorni di puro divertimento. Piazza Caduti d’Ungheria si trasformerà nella sede ideale per socializzare, bere birra ed ascoltare musica. L’apertura degli stand è prevista per le ore 19, l’inizio dei concerti invece alle ore 21.
Ed è proprio la musica in questa edizione 2010 l’elemento nuovo. Infatti sul palco allestito in piazza si alterneranno 5 importanti gruppi del panorama musicale indipendente: INSOLITO CLAN, ENRICO PEZZA, IL DISORDINE DELLE COSE, EVA MON AMOUR E NOBRAINO.
Il 25 giugno si esibirà il gruppo Insolito Clan con le loro musiche folkeggianti, dagli arrangiamenti molto curati e ricercati e dai testi che strappano spesso ben più di un sorriso.
Il 26 sarà la volta di Enrico Pezza, giovane cantautore impegnato ciociaro, con lo sguardo disincantato ma poetico e de Il Disordine delle Cose, band piemontese che non propone solo musica ma “dipinge” usando una tavolozza di note e più stili insieme, in grado di “colorare” un’atmosfera che cattura l’ascoltatore come avviene per un buon osservatore nei confronti di un quadro ricco di messaggi. Chiudono il 27 gli Eva Mon Amour, trio romano le cui sonorità si aprono verso generi diversi, dal pop fino al rock a tratti venato di psichedelia passando per il blues, e i Nobraino con la passione per il gioco che hanno trasportato nella loro musica sotto forma di una grande autoironia e voglia di divertirsi, un atteggiamento quasi da “non musicisti” che li porta a non prendersi troppo sul serio e a portare all’esasperazione l’immagine delle rock star. Non mancate quindi all’appuntamento dell’edizione 2010 della Festa della Birra e della Musica Indipendente. Schiavi di Abruzzo vi aspetta.

Info: schiavidellamusica@gmail.com www.myspace.com/schiavidellamusica

Il Piano PAI , non è una patatina. E’ … buonsenso.

Nell’ormai lontano aprile 2008 arrivò in Giunta una delibera che aveva come oggetto il Piano di Assetto Idrogeologico. Nello specifico “Recepimento della trasposizione delle scarpate, in esecuzione delle disposizioni del PAI approvato dal Consiglio Regionale Abruzzo con Delibera n.94/7 del 29.01.2008. Tutti presenti, ad esclusione dell’Assessore all’Urbanistica, la Giunta approvò la delibera con voto “unanime e palese”. L’assenza dell’Assessore al ramo all’epoca non mi apparve come un peccato mortale, anche se mi sembrò alquanto strano non aspettare la presenza di chi aveva il compito di occuparsi personalmente dell’atto amministrativo oggetto di “recepimento”.
A dicembre 2008 (precisamente il giorno 3) giunse in Giunta una Delibera (n. 466 del Reg.) che aveva per titolo: Piano stralcio di bacino per assetto idrogeologico – Proposta riduzione perimetrazione – Ditta: MIDAL SRL.
Nel documentarmi notai una discordanza tra quanto deciso in precedenza e la richiesta della suddetta Ditta.
Solo in questi giorni, con parole adatte, Massimo Desiati, al tempo Assessore regionale al Territorio ed Ambiente della Regione Abruzzo, ha messo a fuoco il mio pensiero di allora. A cosa è servito il Piano di assetto idrogeologico se, poi, arriva non la “mano” ma addirittura il solo “dito di Dio” ad indicare che quel preciso terreno, proprio quello e non gli altri attorno, “miracolosamente”, non è più franoso ma è diventato fermo, sicuro, stabile, solido?!
Mi posi però così tanto il problema che fui assente in quella data. Fui assente poiché l’assenza era l’unico modo per essere contrario a certe scelte.
Nel mese di maggio 2009, esattamente il giorno 5, di delibere come quella sopra citata, ne arrivarono bel tre. Tra queste (n.174,175 e 175 del reg.) una descriveva come non pericolosa o quantomeno non pericolosa come riportato sul piano recepito, un terreno adiacente ad un altro che ben conoscevo. Su quest’ultimo c’era un fabbricato che più volte è franato ed è stato ricostruito (Per la cronaca ora non esiste più). Ricordo diverse discussioni su questo argomento.
Da una prima e superficiale occhiata a queste delibere, sembra che io sia presente, salvo poi leggere in seconda pagina, che mi sono assentato. Questo mio comportamento di allora, non era dettato da motivazioni politiche, come magari l’assenza dell’Assessore all’Urbanistica alla prima delibera, può far pensare. Era dettato dal buon senso, quel buonsenso che ti fa considerare: “Se abbiamo approvato un vincolo, a che serve poi liberare chi ne fa richiesta da questo?” E poi: “Come è possibile che quel terreno sia “diverso” rispetto al confinante?” (guarda caso proprio quello contiguo a quello che conoscevo mi doveva capitare!).
Ho visto dagli atti poi, che altre delibere sono state approvate senza che questo buon senso sia stato adoperato, la delibera n.357/09 e la 96/10. In questi ultimi casi la Giunta ha votato “con voti favorevoli unanimi espressi nelle forme di legge”. Io tuttavia non facevo più parte della Giunta Municipale. Al mio sostituto quindi il compito di giustificare il “suo” voto favorevole.
Il problema inerente il Piano di Assetto Idrogeologico, è serio e non è affrontabile solo con argomentazioni sentimentali o battute. Il problema è tecnico e va affrontato tecnicamente, con tutte le responsabilità che questa “parola” genera.

Via Santa Caterina da Siena, Sigismondi (Pdl) chiede l’installazione di attraversamenti pedonali

“Su quella strada le auto sfrecciano ad alta velocità con grande pericolo per i bambini che frequentano l’area verde Ciccarone”

VASTO. Etelwardo Sigismondi, Consigliere comunale del Pdl, ha sollecitato, con una richiesta ufficiale protocollata ed indirizzata al Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, l’installazione di attraversamenti pedonali rialzati in Via Santa Caterina da Siena a Vasto. “La richiesta – ha spiegato Sigismondi – è frutto delle sollecitazioni di diversi cittadini, in particolare genitori di bambini, che frequentando quella villetta, si accorgono ogni giorno del pericolo in cui incorrono i propri figli che attraversano la strada. Su quell’arteria, infatti – ha proseguito il Consigliere del Pdl – le automobili sfrecciano ad alta velocità e vista la presenza di un’area giochi frequentata in particolare dai bambini, sarebbe opportuno correre ai ripari con l’installazione di questi attraversamenti che fungono sia da rallentatori, sia da strisce pedonali.”

Il Popolo della Libertà – Vasto

Vogliamo salvare dal cemento la costa dei trabocchi? Rimettiamo il treno sulle rotaie.

Noi “cementificatiori” della L.A.B. siamo contrari, ma non possiamo negare la parola al Dottor FrasncescoPaolo D’ Adamo:

Il “Trenino dei Trabocchi” da Vasto Marina fino a San Vito, permetterebbe a turisti e villeggianti di frequentare in maniera “ecologica”, tutta la scogliera e le spiagge del tratto di costa. Le antiche stazioni (ora abbandonate) trasformate in luoghi di ristoro e divertimento. Immagino i turisti degli alberghi vastesi raggiungere in bici (magari messe a disposizione dagli stessi alberghi) la stazione, percorrendo la pista ciclabile e salire su un “romantico” treno, che li porta nel luogo desiderato. Lo stesso potrebbe essere usato dai giovani (e non) dei paesi del territorio da San Vito a Vasto Marina, per raggiungere i luoghi della “movida” non utilizzando l’automobile, anzi cominciando a divertirsi già sul treno, adeguatamente arredato ed animato.
Perché non organizzare serate da ballo nella vecchia stazione di Fossacesia o in quella di Torino di Sangro? Vado a gustare un “brodetto” a Vasto! Io invece vado a provare una frittura sul trabocco di … e così via. Mare e monti in una stessa giornata? Semplice: basta cambiare treno a San Vito. Dal “Trenino dei Trabocchi” al “Trenino della Valle” e sei a respirare altra aria in montagna (e viceversa).
Idea impossibile?

FrancescoPaolo D’ Adamo

“Che cosa diciamo, oggi, nel 2010 quando diciamo Stato?

“Che cosa diciamo, oggi, nel 2010 quando diciamo Stato? Quale Stato? Esiste ancora lo Stato? C’è una carenza o un eccesso di Stato? È ancora necessario lo Stato? È ancora o si è mai affermato come “sostanza etica consapevole di sé, riunione del principio della famiglia e della società civile” o è un contenitore vuoto di cui si servono singole parti non per comporre interessi ma per perseguirli, non per affermare la sua suprema moralità sociale e del bene comune, ma per preservare il particulare a scapito dell’universale?2.
Con questi interrogativi angoscianti, perché sullo Stato si può dibattere e argomentare, ma di Stato si può anche vivere e morire, dallo Stato si può essere liberati e imprigionati, il Dr. Davide D’Alessandro, dottorando in Etica e Filosofia politico-giuridica all’Università di Salerno, ha sollecitato le riflessioni e le ulteriori domande dell’attento uditorio del Congresso Internazionale “Il pensiero di Hegel nell’età della globalizzazione”, in corso all’Università di Urbino da giovedì a questa sera, e che vede la partecipazione dei più noti interpreti del pensiero hegeliano, dal Prof. Klaus-Michael Kodalle (Friedrich–Schiller–Universität, Jena) al Prof. Giacomo Rinaldi (Università di Urbino), dal Prof. Hans-Martin Sass (Georgetown University, Washington) al Prof. Dieter Wandschneider (Università di Aachen), dal Dr. Thomas Posch (Università di Vienna) al Prof. Richard D. Winfield (Università della Georgia, Athens, U.S.A.), dal Prof. Douglas Moggach (Università of Ottawa) al Prof. Domenico Losurdo (Università di Urbino), dal Prof. Robert Waszek (Université Saint–Denis, Parigi) al Prof. Wolfgang Neuser (Università di Kaiserslautern). La relazione del Dr. D’Alessandro, dal titolo “Hegel e lo Stato nell’interpretazione di Bertrando Spaventa”, sarà presto pubblicata in forma ampliata in un libro destinato a ricordare l’evento.

UNA COSA IMPORTANTE DA DIRE

Lunedì 7 Giugno alle 18:30 presso Castel Sant’ Elmo Via Tito Angelini, 20 (Vomero) Napoli
Proiezione del docu-film UNA COSA IMPORTANTE DA DIRE di Raffaele Manco XXI Edizione del  Napoli Film Festival

Info: http://www.chiaianodiscarica.it/?p=1083
Lo staff di chiaiaNOdiscarica.it

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