NO ALLA CAVA

No alla cava di Punta Penna

No Petrolchimico

No all'Abruzzo Petrolchimico, No al Centro Oli di Ortona

Archive: Ambiente

Lo Slai Cobas chiede l’ intervento dell’ Arta

…con la seguente lettera, indirizzata all’ Arta di Pescara, sede centrale, a quella provinciale di Chieti, ed a quella di Vasto San Salvo.

Oggetto: Scarico di emissioni inquinanti in atmosfera

Il sottoscritto Domenico Ranieri, Coordinatore provinciale di Chieti, nella qualità di RSU-RLSSA della sigla sindacale SLAI COBAS presso la Pilkington Italia S.p.A. – NSG, stabilimento di San Salvo (Ch), fa presente quanto segue:
dal primo pomeriggio di lunedì 23 c.m. e fino ad oggi, l’impianto elettrofiltro la cui funzione è di limitare fortemente le emissioni inquinanti del forno fusorio Float dello stabilimento Pilkington di San Salvo, è stato fermato per motivi ancora sconosciuti al RLSSA (Rappresentante-Lavoratori-Salute-Sicurezza e Ambiente) dello SLAI-COBAS.
Poiché le polveri, assieme ad altre sostanze inquinanti, sono visibili a notevole distanza, si stà creando una non poca preoccupazione tra i lavoratori, la popolazione locale e ancor peggio tra i turisti che affollano le spiagge del nostro litorale, creando, inoltre, un danno d’immagine con ricadute negative sul turismo stesso.
A fronte di tutto ciò, il delegato dello SLAI-COBAS, Domenico Ranieri, chiede con urgenza a codesto ente di verificare innanzi tutto se la Pilkington è stata autorizzata ad immettere direttamente nell’atmosfera le suddette emissioni inquinanti, soprattutto se si tiene conto che proprio in questo periodo è stato prodotto un vetro speciale, la cui produzione ha comportato addirittura l’uso di sostanze cancerogene.
Chiede inoltre, all’Arta, di monitorare l’area limitrofa allo stabilimento per accertare il grado di inquinamento prodotto dalle emissioni inquinanti del forno fusorio.
Chiede, infine, che i risultati delle indagini ambientali gli siano resi note come previsto dal D.Lgs. 81/2008, 106/2009 (art. 50. lett. f. riceve informazioni provenienti dai servizi di vigilanza).
Certi di un Vs. immediato riscontro, porgo distinti saluti.

Vasto 28 agosto 2010

Mercoledì 23 giugno alle 16 a L’Aquila al Consiglio Regionale straordinario sul petrolio

…convocato su richiesta di numerosi consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, e su proposta della Rete di associazioni e cittadini che si battono per la tutela dell’ambiente abruzzese  EmergenzaAmbienteAbruzzo.

partecipare ad un presidio in un giorno feriale è difficile, ma essere a L’Aquila il prossimo 23 giugno è davvero importante, per ribadire che non vogliamo l’Abruzzo trasformato in un distretto petrolifero.

fabrizia
WWF Zona Frentana Costa Teatina
cell.: 329 157 4549
http://www.wwf.it/abruzzo
http://blog.libero.it/emergenzambiente/
http://www.croceviaterra.it
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http://icolibri.blogspot.com/

Amazzonia: la deforestazione scatena la malaria

Non è facile stabilire una relazione tra incidenza delle malattie e cambiamenti ambientali, ma gli scienziati dell’Università del Wisconsin, ne sono certi: la deforestazione in Amazzonia è legata da un aumento dell’incidenza della malaria.

Il rapporto, pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Diseases CDC, combina le informazioni dettagliate sull’incidenza della malaria in 54 distretti sanitari brasiliani, e li compara alle immagini satellitari ad alta risoluzione che riportano l’abbattimento nella foresta amazzonica, dimostrando che lil taglio della foresta tropicale aumenta l’incidenza della malaria quasi del 50 per cento.

“Sembra che la deforestazione sia uno dei fattori ecologici iniziali nell’innescare una epidemia di malaria”, spiega Sarah Olson, dell’Istituto Nelson (Centro per la sostenibilità e l’ambiente globale) e autore principale del rapporto.
L’abbattimento delle foreste tropicali, sostengono Olson e Jonathan Patz, dell’Università del Wisconsin (School of Medicine and Public Health), crea condizioni che favoriscono la diffusione della zanzara Anopheles darlingi, che trasmette il parassita della malaria e ne è vettore primario in Amazzonia.

“Il paesaggio deforestato, con spazi più aperti e pozze d’acqua parzialmente soleggiate, sembra fornire l’habitat ideale per questa zanzara” aggiunge Olson, facendo notare che la Anopheles darlingi ha preso il posto di altri tipi di zanzare che preferiscono foresta e che sono molto meno incline a trasmettere la malaria.

“Questo studio completa il nostro precedente lavoro, che si era  incentrato sulla quantità di zanzare che trasportano la malaria - spiega Patz - nel corso di ricerca svolte nell’Amazzonia peruviana, abbiamo dimostrato una correlazione tra larve di questa zanzara e i siti acquatici di riproduzione negli habitat disturbati in seguito al taglio della foresta”.

Il nuovo studio dell’Università del Wisconsin si focalizzata su 54 distretti sanitari brasiliani nell’angolo di Amazzonia brasiliana al confine col Perù, confrontando i dati sulla salute della popolazione raccolti nel 2006 da ricercatori brasiliani. Questi dati sono stati confrontati con le immagini satellitari ad alta risoluzione dei cambiamenti di copertura forestale, rilevando un forte legame tra la salute umana dei cambiamenti e modifiche anche relativamente piccoli del paesaggio forestale.

“In questi 54 distretti sanitari, un cambiamento del 4 per cento della copertura forestale è stato associato a un aumento del 48 per cento di incidenza della malaria - osserva Olson - I dati sanitari utilizzati nello studio sono della massima qualità e così la risoluzione spaziale. A differenza dei precedenti studi, questo ci ha permesso di zoomare, e focalizzare le aree in cui la gente è più esposta alla malaria e di escludere zone in cui è meno esposta”.

I distretti sanitari studiati dal team sono tipici di molte migliaia di distretti sparsi per il Brasile e la regione amazzonica. Dal 2001, il Ministero della Salute brasiliano ha monitorata la diffusione della malaria in oltre 7.000 distretti. In Amazzonia, la deforestazione, spiega Olson, si verifica per lo più lungo i fiumi, vera spina dorsale del sistema dei trasporti della regione, e di lì si diffonde.

Il nuovo lavoro, sostiene Patz, mostra come la deforestazione e il disboscamento contribuisca alla dinamica della malaria lungo il limite degli insediamenti. “Nel 2006, la provincia che comprende questi distretti sanitari è stata tra le primi cinque per incidenza della malaria - spiega Patz - Anche dopo aver incluso altri dati, come l’accesso alle cure sanitarie o di altri fattori, i punti di maggiore incidenza della malaria hanno continuato a figurare in parallelo la distruzione della foresta pluviale”.

La conclusione dello studio, spiegano Olson e Patz, è che la protezione della foresta tropicale può proteggere la salute umana molto più di quanto si pensasse. “Le pratiche di gestione del territorio possono permettere interventi utili a ridurre i fattori di rischio malaria”.

Patz e Olson ritengono che il nuovo lavoro fornisca un modello che potrebbe essere utilizzato per rintracciare spazialmente fattori di rischio ambientale legati all’incidenza della malaria, che infetta circa 500.000 brasiliani ogni anno. “La tecnologia c’è. I dati sanitari sono a disposizione. Se dotati di semplici i telefoni cellulari, gli ambulatori sparsi in ogni angolo del paese potrebbero raccogliere dati per l’intera regione amazzonica”. Lo studio è stato finanziato dalla National Aeronautics and Space Administration.

Salva le Foreste http://www.salvaleforeste.it
Il sito dell’Università del Wisconsin http://www.news.wisc.edu/18173

UNA COSA IMPORTANTE DA DIRE

Lunedì 7 Giugno alle 18:30 presso Castel Sant’ Elmo Via Tito Angelini, 20 (Vomero) Napoli
Proiezione del docu-film UNA COSA IMPORTANTE DA DIRE di Raffaele Manco XXI Edizione del  Napoli Film Festival

Info: http://www.chiaianodiscarica.it/?p=1083
Lo staff di chiaiaNOdiscarica.it

In 10mila per dire “no” ai pozzi di petrolio in mare

Via VastoWeb
LANCIANO - In 10mila ieri pomeriggio hanno sfilato sotto la pioggia battente per dire no alla petrolizzazione dell’Abruzzo e delle sue coste. Un lungo serpentone di attivisti del comitato Nuovo senso civico Continua a leggere…

SUCCESSO “SALVAFORESTE”: FELTRINELLI STAMPA SOLO SU CARTA SOSTENIBILE

Buone notizie per le foreste indonesiane e gli ultimi oranghi di Sumatra. Grazie alla nostra classifica ‘Salvaforeste’, Feltrinelli stamperà i suoi libri solo su carta sostenibile.

Dopo l’incursione pacifica degli oranghi presso lo stand di Feltrinelli al Salone del Libro, abbiamo incontrato la direzione della casa editrice che ha annunciato la decisione, con effetto immediato, di utilizzare per i propri libri solo ed esclusivamente carta certificata FSC (Forest Stewardship Council), proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e responsabile.
Info qui.

Il Pdl di Vasto non vota contro l’ Abruzzo petrolchimico

Nel Consiglio comunale del 20 maggio 2010, un nostro importante ordine del giorno riguardante il processo di petrolizzazione che sta interessando l’Abruzzo, è stato approvato con i soli voti della maggioranza. Scandalosa l’uscita dall’aula del centro destra che in regione manifesta contrarietà alla petrolizzazione del territorio, e a Vasto si dimostra insensibile alla tutela della nostra costa.
La delibera ricostruisce le richieste di ricerca e coltivazione di petrolio nel litorale della Costa Chietina dal 2007 ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi, avanzate dalla Petroceltic.
Sommando le varie istanze, le aree di interesse delle ricerche di idrocarburi ammontano a circa 2700 kmq.
Il quadro è allarmante. L’ordine del giorno (consultabile sul sito www.rifondazionevasto.com) impegna L’Amministrazione Comunale “a mettere in atto tutte le iniziative possibili nei confronti della regione, per scongiurare l’estrazione petrolifere nei territori del Vastese e più in generale di tutto il processo di petrolizzazione che la nostra regione sta subendo”.

Il Gruppo Consiliare PRC di Vasto
Fabio Smargiassi
Giuseppe MAdonna

QUALCHE PICCOLO RISULTATO

Dopo 7 anni di promesse e di rinvii, 2 amministrazioni comunali, 4 diversi assessori all’Ambiente, finalmente, pare, siamo giunti a qualcosa. A seguito di alcuni incontri con la nostra associazione l’attuale assessore all’Ambiente, Anna Suriani, ha assunto i seguenti impegni:

1.Rischio industriale. Il Comune di Vasto ha predisposto, con 11 anni di ritardo rispetto alle previsioni di legge , l’informativa alla popolazione sul rischio industriale e sulle norme di comportamento da tenere in caso di incidente rilevante. Verranno affissi manifesti e/o inviate delle lettere alle famiglie interessate, quelle che abitano nella zona di Punta Penna circostante lo stabilimento della Fox Petroli.
2.Igiene urbana: piccioni. È stato adottato, come raccomandato dalla ASL, un piano per la riduzione numerica delle colonie di colombi presenti in città mediante la somministrazione di cibo contenente nicarbazina, una sostanza che ha l’effetto di renderli sterili. La somma per l’acquisto della nicarbazina, ci ha dichiarato l’assessore, è già in Bilancio.
3.Elettrosmog. L’assessore Suriani si è impegnata a realizzare e pubblicare, in tempi brevi, un elenco completo degli impianti presenti in citta, sia di telefonia mobile che radiotelevisivi, così come richiesto dalla legge.

Meglio che niente, certo. Ma poco rispetto a quello che, oltre a ciò, avevamo chiesto:

a)Rischio industriale. La modifica del PRG in funzione dei requisiti minimi di sicurezza previsti dalla legge  –in relazione alla “necessità di mantenere le opportune distanze tra stabilimenti e zone residenziali”- nell’area attorno allo stabilimento della Fox Petroli.
È proprio la disapplicazione di questa norma che ha permesso al Comune di Vasto, il 16 gennaio 2008, di esprimere “parere urbanistico favorevole” al progetto di costruzione del Porto Turistico alla foce della Lebba, attiguo all’impianto della Fox. Un progetto di per sé grottesco , ma sul quale si appuntano molti interessi non dichiarati.
b)Elettrosmog. La predisposizione di un regolamento per la localizzazione degli impianti SRB (telefonia mobile) e soprattutto RTV (emittenti radiotelevisive), come previsto dalla legge . È vergognoso che Vasto non disponga ancora di uno strumento così elementare .
c)Ambiente. Un comitato permanente di consultazione e di controllo, composto dagli enti pubblici (Provincia, Comuni del Vastese, ARTA) e dalle associazioni interessate, che tenga d’occhio le numerose criticità ambientali della zona .

Verificheremo l’attuazione degli impegni assunti.
Sugli altri punti, che ci sembravano di pacifica e facile attuazione, ed evidentemente non lo sono, continueremo ad insistere.

www.portanuovavasto.altervista.org

La marea nera arriva sulle coste

Via GreenPeace
La marea nera arriva sulle coste della Louisiana. La piattaforma esplosa Deepwater Horizon è di proprietà della British Petroleum o Beyond Petroleum, come ha cominciato a chiamarsi qualche anno fa con un’abile operazione di Continua a leggere e guarda le foto…

L’ Abruzzo sempre meno Regione verde

Le compagnie petrolifere continuano a minacciare il nostro territorio. Mentre a poca distanza dalle nostre coste tentano di installare piattaforme petrolifere, con tutti i rischi che il disastro della Louisiana ci ha sbattuto drammaticamente in faccia, sul Lago di Bomba la volontà di estrarre gas mette la popolazione a “rischio Vajont”. E le rassicurazioni del Presidente Chiodi non sono sufficienti, visto che quelle date finora non hanno avuto la conferma dei fatti.
Il Prc di Vasto non è rimasto a guardare. Dopo aver già presentato osservazioni contro le piattaforme petrolifere, questa mattina il nostro circolo ha inviato alla Regione proprie osservazioni contro la coltivazione di gas sul Lago di Bomba. Ed anche questa volta ci rammarica l’essere stato l’unico partito politico a muoversi in tal senso (a parte il PD di Ortona).
Queste azioni però non sono sufficienti e lo sappiamo. La recente sospensione delle procedure di concessione per l’estrazione di petrolio a largo di Ortona, contro la quale hanno presentato osservazioni non solo le associazioni ambientaliste, ma anche esercenti e singoli cittadini, è la dimostrazione che per opporsi in maniera efficace alla petrolizzazione del territorio, occorre una mobilitazione dal basso.
Purtroppo questa mobilitazione non la si scorge a Vasto dove, nonostante il grave pericolo che la città sta correndo e nonostante i vari incontri, assemblee e convegni svolti in città, una presa di coscienza del problema non è ancora diffusa. Riteniamo perciò indispensabile un cambiamento nelle forme e nei contenuti, della comunicazione sul tema del petrolio e dell’uso e della tutela del territorio in generale, affinché siano percepiti in maniera forte i rischi di una deriva petrolifera della nostra costa.
Ci appelliamo quindi a chiunque voglia tentare di nuovo, in altre forme e con diversi metodi, di ristabilire una connessione tra il territorio ed i suoi abitanti, che sappia valorizzare l’ambiente nel quale viviamo e migliorare i rapporti sociali ed economici.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “Sante Petrocelli” - Vasto (CH)

4 inceneritori in arrivo in Abruzzo?

Pare proprio che tra un pò bisognerà iniziare a lottare oltre che contro l’ installazione di un paio di centrali nucleari (Termoli e Casalbordino) e della raffineria (Ortona), anche contro i 4 inceneritori, che a quanto si legge su PrimaDaNoi , la Giunta Chiodi si sta preparando a costruire in Abruzzo…

Permessi di ricerca in Idrocarburi nel mare teatino

Riceviamo dall’ Arci.
Permessi di ricerca in Idrocarburi nel mare teatino.
Lettura a fine aprile 2010 (fonte: unmig.sviluppoeconomico.gov.it)
Al largo del tratto di costa fra Pescara e Fossacesia sono stati concessi a Petroceltic Elsa due permessi: d  492  BR  EL  di 173 kmq, che attende dal 27.10.2009 il parere dei beni culturali e d  493  BR  EL  di 328 kmq, che deve presentarsi alla VIA su richiesta del Ministero dell’Ambiente del 19.09.2008.

Fra le isole Tremiti e Vasto sono stati concessi 3 permessi, uno a fianco all’altro, a Petroceltic Elsa. La loro situazione, da Vasto verso est, è la seguente:
d 494  BR EL  di kmq 277 attende dal 4.08.2008 l’esito della VIA dal Ministero dell’Ambiente, del quale l’ultima notizia del 30.11.2009 è ancora interlocutoria;
d  497  BR  EL   di 407 kmq  ha già ricevuto il parere favorevole del Ministero dei Beni Culturali il 27.07.2009 e deve fare i passi successivi;
d  498  BR  EL  di 527 kmq  ha già ricevuto il parere favorevole del Ministero dei Beni Culturali il 16.12.2009 e deve proseguire nel procedimento.

Fra Ortona e Torino d.S. è stato concesso a Petroceltic Elsa il permesso: d  495  BR  EL  di 165 kmq, che dal 27.10.2009 attende il parere del Ministero dei Beni Culturali.

Fra Montesilvano e Francavilla, fino alla battigia, Petroceltic Elsa ha ottenuto il permesso:
d  496  BR  EL  di 263 kmq  per il quale non ha ottenuto l’esonero VIA richiesto. Il ministero attende la presentazione dal 19.08.2008.

Attaccato alla spiaggia di Vasto, è stato dato, sempre a Petroceltic Elsa, il permesso :d  499  BR  EL  di 270 kmq, del quale il ministero attende presentazione alla VIA dal 19.09.2008.

Fra Pineto e Montesilvano è nella stessa situazione dalla stessa data il permesso a Petroceltic Elsa: d  500  BR  EL  di 121 kmq.

Petroceltic Elsa ha in corso procedimenti per altri due permessi, il primo dei quali fu chiesto il 29.02.2008 ed è il d  505  BR  EL, fra Pescara e Torino d.S., di 730 kmq,  di cui la VIA ministeriale, incominciata il 10.06.2009, è in attesa della VIA regionale,  che, in modo del tutto sorprendente, è stata chiesta il 16.03.2010 alla Regione Molise!
Il secondo non è stato ancora ottenuto, ma si tratta del:
d  507  BR  EL  fra Pescara e S. Vito, che sfiora il porto di Ortona, richiesto 1l 12.03.2010 senza calcolo di superficie (che in scheda risulta 0).

Infine, dal 14.11.2008 attende la VIA il permesso a Grove Energy
D  504 BR  GE  di 631 kmq, che però si trova in realtà al largo di Senigallia e non interessa la costa teatina.

I casi che più richiamano l’attenzione sono dunque gli ultimi 2 di Petroceltic Elsa.

No all’ Abruzzo del petrolchimico!

ll recente scoppio di una piattaforma petrolifera al largo della costa della Louisiana ripropone ancora una volta e con tutta la sua drammaticità il tema della sicurezza degli impianti petroliferi previsti per tutta la costiera abruzzese e non solo.

In Louisiana è stato dichiarato il disastro ambientale per un incidente accaduto a 80km dalla riva -  11 persone sono morte, il flusso di petrolio continua a
sgorgare al ritmo di 1000 barili al giorno - cioè circa 160.000 litri.  Si parla di due o tre mesi di tempo per fermarlo. Una vera e propria tragedia umana e ambientale.

E se tutto questo succedesse in Abruzzo? Qui i pozzi sono previsti a una manciata di chilometri dalla costa - cinque o sei - e lungo tutta la dorsale adriatica - da Teramo fino a Vasto.
Il mare da queste parti non è profondo tanto quanto l’oceano. Emergenza Ambiente Abruzzo teme che le conseguenze di incidenti simili per la nostra regione sarebbero devastanti, ancora di più che in Louisiana date le caratteristiche del nostro mare, delle locazioni scelte per trivellarlo e delle infrastrutture programmate, fra cui anche un centro oli a mare.

Esortiamo allora con urgenza il governatore Chiodi ad agire - e non solo a parlare - per difendere l’Abruzzo in maniera concreta. Tutto quello che è stato finora
non è considerato sufficiente, perchè tardivo e frutto di enormi pressioni popolari.
Chiediamo una guida vera e non un governatore al traino.

Le concessioni petrolifere per trivellare il mare adriatico abruzzese sono ancora sotto esame presso il ministero dell’Ambiente.
Chiodi e il suo assessore Stati possono e devono farsi portavoci veri ed incisivi  presso il ministero della volontà dei cittadini che vogliono essere democraticamente coinvolti in questo dialogo. Non vogliamo che il disastro della Louisiana si ripeta in Abruzzo.

Emergenza Ambiente Abruzzo -rete di associazioni-
info:
Maria Rita D’Orsogna (more…)

IL GREGGIO VERSO LA COSTA

Esplosa e poi affondata la piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico potrebbe essere il peggior danno ecologico della storia degli Usa. La marea nera, 1.500 chilometri di superficie, arriverà in Louisiana

Della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon ,nel Golfo del Messico, resta solo un enorme colonna di fumo nero. situata  a circa 70 km dalla costa della Louisiana, giovedì scorso è definitivamente affondata nell’Oceano atlantico. a una settimana dalla sua esplosione il rischio di una catastrofe ambientale è ormai realtà, l’incognita resta solo sulle dimensioni. Continua a leggere…

Elio e le Storie Tese - Parco Sempione

…e dopo il petrolio…un po’ di nucleare

Il 18 aprile a San Vito, gli abruzzesi sono stati GRANDI!!vi ringrazio veramente di cuore per la massiccia partecipazione nonostante il maltempo . quì potete avere foto e dati della manifestazionehttp://blog.libero.it/emergenzambiente/8714365.htmlhttp://www.facebook.com/pages/Emergenza-Ambiente-Abruzzo/101625863213110?ref=ts
Ecco altri importanti appuntamentiper la salvaguardia della nostra terra: Conferenza a Chieti sul nucleare organizzata da Greenpeace RNA ASFinfo mail: angy73sa@libero.ithttp://www.facebook.com/group.php?gid=59166060839&ref=ts
e campagna nazionale Libera Fiumi organizzata dal  WWF info mail: a.desanctis@wwf.ithttp://www.wwf.it/client/render_oasi.aspx?content=0&root=5463

In 5000 sotto la pioggia

Sono arrivati a piedi, in bici, a cavallo e con il treno messo a disposizione dalla Sangritana, in 5000, un corteo lungo che non finiva mai, sotto una pioggia incessante,
quando si dice la determinazione degli abruzzesi, se ci fosse stato il sole, San Vito sarebbe implosa.

Il trenino della Sangritana era pieno, ringraziamo la sensibilità del suo presidente Pasquale Di Nardo, l’accoglienza e la collaborazione del comune di San Vito, la passione dei cittadini delle associazioni dei comitati e dei tanti giovani, inoltre vogliamo ringraziare anche i numerosi sindaci, gli assessori, i consiglieri regionali, i politici, il presidente della provincia Enrico Di Giuseppantonio, che attraverso una lettera ha ribadito di proseguire nell’impegno contro la petrolizzazione .

Ci spiace che il nostro governatore e l’assessore all’ambiente non erano tra questi, un abruzzo con 2 facce uno medioevale -del ci penso io a te- l’altro moderno, che viene a condividere e ad ascoltare chi vuole assumersi l’onere di non delegare la propria vita a nessuno, come ci ricorda Maria Rita D’Orsogna: Thomas Jefferson  dice “il prezzo da pagare per la democrazia è l’eterna vigilanza”. Queste parole lui le ha dette nel 1790. Già da allora aveva capito che l’unica condizione per avere una società sana è quella in cui noi tutti sentiamo di avere a cuore la cosa pubblica e ne siamo protagonisti attivi. Altrimenti tutti ne approfittano..

La nube vulcanica blocca uno dei simboli di questa battaglia, Maria Rita D’Orsogna, ma attraverso una sua lettera che ha toccato il cuore di tutti, ci ha regalato la sensazione di vederla.

La giovanissima Catia, della Consulta giovanile di CH , ha letto emozionatissima il documento politico della manifestazione, il Dott. Ledda in qualità di medico ricercatore ha ribadito le gravissime connessioni tra inquinamento e salute umana, il prof.Scalia con forza ha ribadito l’incredibile ritardo che ha l’Italia e molte regioni nella straordinaria risorsa per l’economia qual’è l’innovazione tecnologica delle energie alternative, un cambio di pagina straordinario che deve passare anche nei modi propri di una pianificazione attenta alla specificità dei territori,  verso uno sviluppo che non depreda la terra ma la lascia integra alle generazioni future.

ps.: sarete informati quanto prima sui nomi dei comuni e dei rispettivi sindaci che hanno firmato il decalogo delle buone pratiche energetiche.

EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO

Green Jobs

Banca Etica insieme alla Fondazione Roberto Franceschi ha presentato il progetto “Gjiusti” relativo al green job, e la Cgil stima in 12000 i posti di lavoro che si potrebbero creare solo al sud. Naturalmenbte il Governo italiano continua sull’ ottusa voglia di speculare sul nucleare e quindi…

Info qui.

Vuoi devolvere il 5xmille a Greenpeace?

Il codice fiscale da usare è: 97046630584

Greenpeace

San Vito del 18 aprile Si all’Abruzzo delle energie alternative, no al petrolio

Ortona Bar Diamante 16 aprile ore 11.30 conferenza stampa manifestazione
San Vito del 18 aprile Si all’Abruzzo delle energie alternative, no al petrolio:


A pochi minuti da Elsa 2, una corsa contro il tempo

Mentre il mondo dell’innovazione investe da anni sul risparmio energetico, e sulle energie rinnovabili producendo migliaia di posti di lavoro, in Abruzzo, è in arrivo Elsa2, di fronte alla nostra amatissima riserva dei Ripari Di Giobbe, se la Valutazione di Impatto Ambientale lo permetterà, una piattaforma petrolifera, una delle tante in arrivo sulla nostra costa, con Ombrina Mare che detiene il progetto più preoccupante. Una scelta fuori tempo e fuori dal tempo.

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