La neve sulla città che non c’è
Via Abruzzo24ore
…e la profezia di Colapietra.Qualche sera fa. Neve fitta sull’Aquila e la zona rossa arredata dalle macerie. Freddo intenso e silenzio claustrale. A passeggiare in centro si può provare l’emozione di lasciare le prime orme lungo la via del corso, come Leil Amstrong sul suolo lunare. Le uniche presenze umane, a L’Aquila, alle 19 di sera, sono i militari, che ricordano il tenente Drogo, nel suo avamposto isolato al limitare del deserto dei Tartari.
Su una parete del bar di san Bernardino, l’unico aperto, l’unico luogo dove si incontra un po’ di vita infreddolita, è appesa una foto d’epoca che ritrae le baracche di legno che gli aquilani costruirono proprio davanti la basilica a seguito del terremoto del 1915
Continua a leggere e guarda il video…
Nessun articolo correlato.













Lascia un commento