NO ALLA CAVA

No alla cava di Punta Penna

No Petrolchimico

No all'Abruzzo Petrolchimico, No al Centro Oli di Ortona

Mercoledì 23 giugno alle 16 a L’Aquila al Consiglio Regionale straordinario sul petrolio

…convocato su richiesta di numerosi consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, e su proposta della Rete di associazioni e cittadini che si battono per la tutela dell’ambiente abruzzese  EmergenzaAmbienteAbruzzo.

partecipare ad un presidio in un giorno feriale è difficile, ma essere a L’Aquila il prossimo 23 giugno è davvero importante, per ribadire che non vogliamo l’Abruzzo trasformato in un distretto petrolifero.

fabrizia
WWF Zona Frentana Costa Teatina
cell.: 329 157 4549
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NIENTE CRISI PER L’ABRUZZO:NUOVE AUTO BLU DA 50.000 €

Via Leggo.it
Brunetta riduce le auto blu, l’Abruzzo le azzera, sostituendole. E’ quanto denunciato dal gruppo della Regione dell’Italia dei Valori, dopo un articolo del quotidiano Il Centro. “Chiodi e i suoi boys - ha detto il consigliere regionale Idv Carlo Costantini - si sono regalati nuove e fiammanti Audi A6 grigie metallizzate. La Regione, cambiando il parco macchine, ha dovuto sostenere un aggravio di spese”. Costo delle auto, circa 50mila euro ciascusa, costo che Continua a leggere…

Permessi di ricerca in Idrocarburi nel mare teatino

Riceviamo dall’ Arci.
Permessi di ricerca in Idrocarburi nel mare teatino.
Lettura a fine aprile 2010 (fonte: unmig.sviluppoeconomico.gov.it)
Al largo del tratto di costa fra Pescara e Fossacesia sono stati concessi a Petroceltic Elsa due permessi: d  492  BR  EL  di 173 kmq, che attende dal 27.10.2009 il parere dei beni culturali e d  493  BR  EL  di 328 kmq, che deve presentarsi alla VIA su richiesta del Ministero dell’Ambiente del 19.09.2008.

Fra le isole Tremiti e Vasto sono stati concessi 3 permessi, uno a fianco all’altro, a Petroceltic Elsa. La loro situazione, da Vasto verso est, è la seguente:
d 494  BR EL  di kmq 277 attende dal 4.08.2008 l’esito della VIA dal Ministero dell’Ambiente, del quale l’ultima notizia del 30.11.2009 è ancora interlocutoria;
d  497  BR  EL   di 407 kmq  ha già ricevuto il parere favorevole del Ministero dei Beni Culturali il 27.07.2009 e deve fare i passi successivi;
d  498  BR  EL  di 527 kmq  ha già ricevuto il parere favorevole del Ministero dei Beni Culturali il 16.12.2009 e deve proseguire nel procedimento.

Fra Ortona e Torino d.S. è stato concesso a Petroceltic Elsa il permesso: d  495  BR  EL  di 165 kmq, che dal 27.10.2009 attende il parere del Ministero dei Beni Culturali.

Fra Montesilvano e Francavilla, fino alla battigia, Petroceltic Elsa ha ottenuto il permesso:
d  496  BR  EL  di 263 kmq  per il quale non ha ottenuto l’esonero VIA richiesto. Il ministero attende la presentazione dal 19.08.2008.

Attaccato alla spiaggia di Vasto, è stato dato, sempre a Petroceltic Elsa, il permesso :d  499  BR  EL  di 270 kmq, del quale il ministero attende presentazione alla VIA dal 19.09.2008.

Fra Pineto e Montesilvano è nella stessa situazione dalla stessa data il permesso a Petroceltic Elsa: d  500  BR  EL  di 121 kmq.

Petroceltic Elsa ha in corso procedimenti per altri due permessi, il primo dei quali fu chiesto il 29.02.2008 ed è il d  505  BR  EL, fra Pescara e Torino d.S., di 730 kmq,  di cui la VIA ministeriale, incominciata il 10.06.2009, è in attesa della VIA regionale,  che, in modo del tutto sorprendente, è stata chiesta il 16.03.2010 alla Regione Molise!
Il secondo non è stato ancora ottenuto, ma si tratta del:
d  507  BR  EL  fra Pescara e S. Vito, che sfiora il porto di Ortona, richiesto 1l 12.03.2010 senza calcolo di superficie (che in scheda risulta 0).

Infine, dal 14.11.2008 attende la VIA il permesso a Grove Energy
D  504 BR  GE  di 631 kmq, che però si trova in realtà al largo di Senigallia e non interessa la costa teatina.

I casi che più richiamano l’attenzione sono dunque gli ultimi 2 di Petroceltic Elsa.

Abruzzo: disoccupazione al 8,1%

Mentre il Pdl continua a mentire con la storia della crisi avviata verso la fine, e mentre il Pd tace, possiamo leggere un pò di numeri relativ alla situazione occupazionale italiana.

Nel 2009 in Italia, nella fascia di età fra 15 e 64 anni, il tasso di occupazione è sceso a livello nazionale al 57,5% (-1,2 punti percentuali su base annua), un valore inferiore di oltre sette punti percentuali rispetto alla media dell’Unione europea (64,6%). Lo riferisce l’Istat precisando che nel 2009, il tasso di disoccupazione passa in Italia dal 6,7% dell’anno precedente al 7,8%.
Le regioni messe meglio sono tutte in “Padania”: Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige 68,5% e Valle d’Aosta 67,0% . La regione con meno lavoratori (almeno in regola con lo Stato…, perché si sa che in Capmapania lo Stato ha perso, e quindi si può lavorare in nero senza alcun problema…) è naturalmente la Campania con il 40,3%.

L’ Abruzzo è al di sopra della media nazionale con un tasso di disoccupazione del 8,1% (secondo i dati sono 43.000 coloro che cercano lavoro…), anche se è da notare l’ ottima tenuta del settore industriale.
In Abruzzo il numero degli occupati ha avuto una flessione di 13mila unità in un anno scendendo a quota 497mila, e le persone in cerca di occupazione sono passate da 36mila a 43mila unità.

Molto importante da notare è il dato dei teramani di Gianni Chiodi, disoccupati solo al 6%…

In 5000 sotto la pioggia

Sono arrivati a piedi, in bici, a cavallo e con il treno messo a disposizione dalla Sangritana, in 5000, un corteo lungo che non finiva mai, sotto una pioggia incessante,
quando si dice la determinazione degli abruzzesi, se ci fosse stato il sole, San Vito sarebbe implosa.

Il trenino della Sangritana era pieno, ringraziamo la sensibilità del suo presidente Pasquale Di Nardo, l’accoglienza e la collaborazione del comune di San Vito, la passione dei cittadini delle associazioni dei comitati e dei tanti giovani, inoltre vogliamo ringraziare anche i numerosi sindaci, gli assessori, i consiglieri regionali, i politici, il presidente della provincia Enrico Di Giuseppantonio, che attraverso una lettera ha ribadito di proseguire nell’impegno contro la petrolizzazione .

Ci spiace che il nostro governatore e l’assessore all’ambiente non erano tra questi, un abruzzo con 2 facce uno medioevale -del ci penso io a te- l’altro moderno, che viene a condividere e ad ascoltare chi vuole assumersi l’onere di non delegare la propria vita a nessuno, come ci ricorda Maria Rita D’Orsogna: Thomas Jefferson  dice “il prezzo da pagare per la democrazia è l’eterna vigilanza”. Queste parole lui le ha dette nel 1790. Già da allora aveva capito che l’unica condizione per avere una società sana è quella in cui noi tutti sentiamo di avere a cuore la cosa pubblica e ne siamo protagonisti attivi. Altrimenti tutti ne approfittano..

La nube vulcanica blocca uno dei simboli di questa battaglia, Maria Rita D’Orsogna, ma attraverso una sua lettera che ha toccato il cuore di tutti, ci ha regalato la sensazione di vederla.

La giovanissima Catia, della Consulta giovanile di CH , ha letto emozionatissima il documento politico della manifestazione, il Dott. Ledda in qualità di medico ricercatore ha ribadito le gravissime connessioni tra inquinamento e salute umana, il prof.Scalia con forza ha ribadito l’incredibile ritardo che ha l’Italia e molte regioni nella straordinaria risorsa per l’economia qual’è l’innovazione tecnologica delle energie alternative, un cambio di pagina straordinario che deve passare anche nei modi propri di una pianificazione attenta alla specificità dei territori,  verso uno sviluppo che non depreda la terra ma la lascia integra alle generazioni future.

ps.: sarete informati quanto prima sui nomi dei comuni e dei rispettivi sindaci che hanno firmato il decalogo delle buone pratiche energetiche.

EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO

Nuove norme per la sicurezza sul lavoro e per contrastare il lavoro nero

Nel corso dell’ultima seduta della IV Commissione alle Attività Produttive della Regione Abruzzo, presieduta dal Consigliere Regionale Nicola Argirò, sono stati approvati e discussi importanti progetti di legge in materia di lavoro,  tra cui le “Nuove norme per l’esercizio degli apparecchi di sollevamento e degli automezzi dotati di bracci aerei” (127/2010) e la “Nuova disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare in agricoltura” (111/2010). Il primo provvedimento introduce l’obbligo, per tutti coloro che utilizzano nel proprio ambito lavorativo mezzi di sollevamento meccanico, di frequentare specifici corsi di formazione e di aggiornamento tenuti dalla Regione Abruzzo, al fine di evitare sanzioni pecuniarie per i datori di lavoro i cui dipendenti sono sprovvisti del regolare attestato di formazione all’uso di questi automezzi. L’approvazione di questo provvedimento, sottolinea Argirò, vuole contrastare con forza le morti bianche nel lavoro, fenomeno intollerabile in un paese civile, e che vede l’Abruzzo maglia nera d’Italia. Il secondo provvedimento, avente come firmatari i consiglieri Acerbo e Saia, dimostra la sensibilità del Presidente Argirò alle problematiche del mondo del lavoro, infatti, è stata prevista dallo stesso una ulteriore fase concertativa con l’Assessorato competente, finalizzata ad arginare il fenomeno del lavoro nero. Sono stati inoltre approvati i progetti di legge 126/2010 in materia di “Misure urgenti per la viabilità regionale”, così come il provvedimento 133/2010 “Disposizioni urgenti per favorire la ripresa delle attività economiche nelle aree colpite dal sisma del 6 Aprile 2009”, ed il progetto di legge 21/2010 “Bilancio di previsione 2010 per l’Ente Fiera di Lanciano”, che saranno portati in Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva il prossimo 20 Aprile 2010. È stata inoltre discussa la “Nuova legge organica in materia di Confidi” (63/2009) che porterà i Confidi dai 78 attuali ad un numero non superiore ai 20, con la contestuale audizione delle associazioni di categoria, di cui alcune favorevoli ed alcune contrarie al provvedimento licenziato dalla Giunta Regionale, pertanto, il Presidente Argirò si è impegnato a fare sintesi tra le diverse posizioni e a trovare l’accordo migliore per tutti. Sono stati inoltre dati pareri favorevoli ai “Corsi di formazione nel settore dell’artigianato”, le cosiddette Botteghe Scuola e all’attribuzione di qualifica regionale alla “Manifestazione fieristica Sposi del nuovo millennio e Arredile” che avrà luogo c/o il Palacongressi di Montesilvano. Un lavoro intenso ed estremamente proficuo quello della IV Commissione alle Attività Produttive della Regione Abruzzo del quale esprime viva soddisfazione il suo Presidente Nicola Argirò.

Petrolio news: non si fermano, anzi

In data 03/03/2010 sono cominciate, nel mare di Ortona, le “indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di una piattaforma con gambe (jack up) sul sito ELSA 2,di fronte la nota riserva regionale Ripari di Giobbe, per conto della VEGA OIL S.p.A. ” (Ord. 08/2010 della Capitaneria di Porto di Ortona). In altre parole stanno studiando i fondali per l’istallazione di una piattaforma petrolifera con le sue tubazioni sottomarine, prima di sapere l’esito della Valutazione di Impatto Ambientale della stessa. Esegue le ricerche la nave OGS Explora di proprietà dell´Ist. Naz. di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale; un ente pubblico che in mancanza di sufficienti contributi statali, invece di fare ricerca, deve accettare commesse da terzi. La rotta della nave può essere seguita sul sito: http://webcc.ogs.trieste.it/explora/

La nave, dopo aver incrociato sulle coordinate del pozzo Elsa 2, si è ora spostata (ben oltre il chilometro quadrato di cui si parla nell’ordinanza). Visto che la procedura di valutazione dello Studio di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente è ancora in corso e visto che, se il permesso di estrazione non fosse concesso, queste indagini sarebbero una spesa inutile, ci domandiamo il perché del comportamento della società petrolifera. Le possibilità, a nostro parere, sono solo tre: o la ditta non si preoccupa dei suoi azionisti, o ha già ricevuto assicurazioni in merito, o le indagini potranno essere usate anche per altri progetti (ad esempio un rigassificatore).

Senza alcun dubbio, l’andirivieni dell’Explora mostra che il progetto di trasformazione dell’Abruzzo in regione mineraria avanza, ignorando le volontà espresse dai cittadini e da moltissime Amministrazioni e nonostante le affermazioni rassicuranti del governatore Chiodi. Dobbiamo quindi fare ancora la stessa domanda: quali sono le intenzioni della Regione
per opporsi efficacemente e prima che sia troppo tardi a questa radicale trasformazione del suo territorio?

Emergenza Ambiente Abruzzo -rete di associazioni-
info:
Maria Rita D’Orsogna  Docente della CSUN Los Angeles
mobil  001 310 570 5591
Dante Caserta  Consigliere Nazionale WWF
mobil 335 8155085
Angelo Di Matteo Presidente Legambiente Abruzzo
mobil 347 8489363
Claudio Censoni Presidente Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni
mobil 349 1000165

Mia Casa d’Abruzzo chiede spiegazioni al Presidente del Consiglio

Pio Rapagnà - a nome del Mia Casa d’Abruzzo - chiede spiegazioni al Presidente del Consiglio sul mancato inizio della ricostruzione e messa in sicurezza della Edilizia Residenziale Pubblica

“Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrebbe spiegare i motivi per i quali dopo 9 mesi dal terremoto molte famiglie di Inquilini e Assegnatari ATER e dei Comuni del cratere non sono state messe in condizione di rientrare negli alloggi classificati A, B e C, e se c’è un perchè “plausibile” al fatto che per gli alloggi classificati E ed F non è stato ancora elaborato ed approvato l’apposito piano di recupero con adeguamento sismico.

Il Presidente, tra l’altro, dovrebbe spiegare per quale misterioso motivo quasi 2.000 famiglie di alloggi classificati A - agibili e altre 800 famiglie di alloggi classificati B e C che avrebbero già potuto rientrare nelle loro abitazioni, non lo hanno potuto fare, e perchè il Governo non abbia esercitato le opportune forme di controllo affinchè la Protezione Civile, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e il Commissario delegato-Presidenter della Regione Abruzzo, nella loro qualità di “soggetti attuatori”, non hanno provveduto ad attuare un piano di interventi urgenti per il loro rispristino”.

Affinchè il Presidente possa fornire le sue spiegazioni a ragion veduta, il Mia Casa gli chiede di leggere e commentare i seguenti dati concreti circa lo stato attuale e di fatto del patrimonio abitativo pubblico dell’Aquila e dei Comuni del cratere colpito dal terremoto del 6 aprile e da allora lasciato nel più completo abbandono:

  • il 54,4 % con esito A - 2.176 alloggi sono stati dichiarati agibili; (more…)

Terremoto: Un libro per non dimenticare… perché c’è ancora bisogno di tanto aiuto

“Oltre 200 foto e 40 testimonianze raccontano il dramma vissuto dalle popolazioni colpite dal sisma  che sarà ricordato come uno dei più violenti in Italia”
di Elena Costa


libro_laquila_big

ORDINALO ORA ON-LINE

Pioggia di alluminio

Via Tankerenemy.com
(articolo di Luigina Marchese)
Questo articolo si pone come estensione del mio precedente riguardante le scie chimiche. Nasce dalla necessità di un’azione pratica e concreta che, necessariamente, deve seguire la scoperta del fenomeno subdolo, insidioso ma soprattutto ignorato, delle chemtrails.

In seguito dunque alla consapevolezza che dagli aerei che sorvolano l’Abruzzo e
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Bandi per tre milioni di euro per combattere la crisi

Via Abruzzo24ore

In arrivo circa tre milioni di euro per combattere la crisi. Si tratta di due misure messe in campo dalla Regione che vanno a completare il pacchetto anticrisi.

Ad illustrare i due bandi, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa, il vice presidente della Regione e assessore regionale Alfredo Castiglione.

Nello specifico
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A 150 anni dall’Unità, quali orizzonti per l’Italia?

Sabato 21 Novembre 2009 alle 16,30 presso la Sala Polifunzionale di Civitella del Tronto si terrà il convegno di studi dal titolo: “A 150 anni dall’Unità, quali orizzonti per l’Italia?”.

PROGRAMMA RELAZIONI (more…)

Mancano 46 giorni alla scadenza della moratoria sul Centro Oli di Ortona Dalla Regione ancora nessun atto concreto

Sentire l’Assessore Regionale all’Ambiente Daniela Stati parlare del petrolio in Abruzzo è senz’altro un avvenimento
eccezionale per tutti coloro che, comitati,associazioni, semplici cittadini, dall’atto del suo insediamento, non hanno fatto altro che chiederle di dire qualcosa sull’argomento che preoccupa la popolazione abruzzese, ma che sembra esulare dalle sue competenze e perfino dai suoi pensieri.

I riflettori della stampa nazional e sono puntati sul progetto di petrolizzare metà della regione Abruzzo.
Ieri, sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione ortonese/abruzzese in un caso nazionale.

Il Corriere titola: “Battaglia biparistan contro le trivelle” e spiega al resto d’Italia che la popolazione è stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell’esigere risposte, e nello spronare il Ministero dell’Ambiente a bocciare progetti petroliferi presenti e futuri.

Di fronte a questa enorme partecipazione popolare, Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili,
ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi ed a Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative concrete che la Giunta regionale vorrà intraprendere, quando mancano solo 46 giorni alla
scadenza della moratoria regionale, fissata per il 31 dicembre 2009. Emergenza Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al Presidente Chiodi un incontro da mesi senza mai essere ricevuta. È scandaloso che un Presidente eletto dai cittadini e pagato dai cittadini no n trovi il tempo di confrontarsi con loro!

Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera - ma non ai cittadini che invano la interrogano da dieci mesi - che: “Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale”. Ed aggiunge: “Ad oggi io le posso parlare di una volontà politica. E non mi sembra poco”.

È invece molto poco! Emergenza Ambiente Abruzzo ritiene che sia antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio specificata volontà politica, peraltro disgiunta dai fatti.

Emergenza Ambiente Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga immediatamente approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di trivellamento e di estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda l’Assessore, dovrebbe essere la terra dei parchi.

Ricordiamo la legge Marzano, la 239 del 2004, stabilisce all’articolo 1 che “Lo Stato e le Regioni … garantiscono … l’adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni… nonché la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, e del paesaggio, in conformità alla normativa nazionale, comunitaria e agli accordi internazionali”. Dove per equilibrio territoriale si intende una
distribuzione “equa” su tutto il territorio nazionale. La Regione Piemonte, invece di esprimere semplici giudizi politici, agisce anche in virtù di quella legge.

EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO
Maria Rita D’Orsogna -Docente della CSUN Los Angeles
mobile: 001 310 570 5591
Dante Caserta -Consigliere Nazionale WWF
mobile: 335 8155085
Angelo Di Matteo -Presidente Legambiente Abruzzo
mobile: 347 8489363
Claudio Censoni -Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni
Mobile : 349/1000165

LE CASE POPOLARI E DI EDILIZIA ABITATIVA PUBBLICA DANNEGGIATE DAL TERREMOTO

TUTTE LE CASE POPOLARI E DI EDILIZIA ABITATIVA PUBBLICA DANNEGGIATE DAL TERREMOTO DEVONO ESSERE RICOSTRUITE, RECUPERATE, CONSOLIDATE E MESSE IN SICUREZZA ANTISISMICA.

Nella Provincia dell’L'Aquila 6.870 abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica gestite dall’ATER-ex-IACP e dai Comuni sono state costruite in poi in zone sismiche comprendenti 49 Comuni di prima categoria e 59 Comuni di seconda categoria. Di tali abitazioni “pubbliche” circa 4.000 sono rimaste danneggiate, lesionate ed in parte irrimediabilmente distrutte a seguito del terremoto, nella gran parte ubicate nel Comune dell’‘Aquila e in diversi altri Comuni vicini all’epicentro del sisma. 5.800 abitazioni, realizzate da Cooperative, Consorzi, Enti previdenziali e professionali, Banche ed Istituti di credito, hanno subito la stessa drammatica sorte: la maggior parte di queste abitazioni “a partecipazione statale e regionale” sono ancora “disabitate”, mentre i rispettivi assegnatari, inquilini e riscattatari non hanno alcuna possibilità di farvi ritorno, poiché (more…)

Il 31 dicembre scade la marotoria “anti petrolio” in Abruzzo

Riceviamo dal WWF

Il 31 dicembre scade lo stop alle attività. L’allarme del wwf: metà  territorio a rischio
«Nero petrolio o verde d’Abruzzo?»
Battaglia bipartisan contro le trivelle
I sindaci della costa: «Referendum». Gli ambientalisti: «Moratoria». L’assessore Stati: «Un falso problemaà»

La costa dei trabocchi

MILANO - Raccontano che anche il “santo eremita” amasse quel tratto di mare. Pietro da Morrone, futuro Celestino V, saliva sui colli di Fossacesia per godersi da lassù l’Adriatico “punteggiato di trabocchi”. Le tipiche piattaforme di legno dei pescatori sono ancora là, simbolo di una delle coste più belle d’Abruzzo: i depliant di promozione turistica della “Regione dei Parchi” descrivono con enfasi le «dolci colline coltivate che fanno da scenografia a questo mare». Ma da quelle parti, davanti alla spiaggia di Ortona, potrebbe presto sorgere una nuova piattaforma. Di un genere ben diverso dalle antiche macchine da pesca. Si tratta del progetto Elsa2 della Vega Oil: un pozzo per la ricerca di idrocarburi da trivellare a 7 km dalla costa.

IL RAPPORTO - La prospettiva non piace per niente al movimento trasversale di cittadini, associazioni, sindaci e produttori che si è saldato sul territorio (e in Rete) contro quella che è stata definita una «deriva petrolifera». Anche perché il pozzo della Vega Oil  società  controllata dalla canadese Cygam - non è un caso isolato. Anzi. Secondo quanto si legge in un dossier pubblicato a febbraio da WWF e Legambiente, e ricavato dall’elaborazione dei dati del Ministero dello Sviluppo Economico, circa il 50% del territorio abruzzese è interessato da istanze, permessi e concessioni riguardanti la ricerca e l’estrazione di idrocarburi (qui il documento in pdf). In pratica, circa i tre quarti dei Comuni (221) e l’80% della popolazione regionale. Non solo: l’Abruzzo è la seconda regione in Italia per «superficie complessivamente occupata da permessi di ricerca e concessioni di coltivazione»: il 34% del territorio è già  stato assegnato. Anche perchè, come spiega il!
Rapporto Annuale 2008 del Dipartimento dell’Energia, l’area di un titolo minerario (che, va precisato, non è sempre legato al petrolio) risulta molto superiore a quella effettivamente occupata dagli impianti. Il “cuore verde d’Europa”, che ospita tre parchi nazionali e decine di riserve naturali, ha scoperto insomma di avere un’inaspettata vocazione mineraria.

LE OSSERVAZIONI - Dopo gli appelli, le manifestazioni e i volantini, la mossa di comitati e ambientalisti è stata quella di raccogliere e inviare al ministero dell’Ambiente una serie di osservazioni contrarie alla costruzione della piattaforma Elsa2. Semplici cittadini, associazioni di categoria, operatori turistici e professori universitari (come Maria Rita D’Orsogna, che lavora alla California State University di Los Angeles e che da tempo si batte per fermare le trivelle) hanno preso carta e penna e hanno stilato le loro relazioni tecniche, cercando di smontare punto per punto le rassicurazioni della Vega Oil. Una campagna appoggiata dalla provincia di Chieti: il presidente, Enrico Di Giuseppantonio, ha espresso da tempo la sua ferma contrarietà  al progetto puntando il dito contro «la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali». Confcommercio ed “Emergenza Ambiente Abruzzo”, una rete che raccoglie decine di associazioni, hanno invece deciso di distribuire locandine colorate: “No all’Abruzzo petrolizzato”.

I volantini della Confcommercio

LA POLITICA - L’ultima idea, lanciata nei giorni scorsi in modo bipartisan dai sindaci di Pineto e Silvi Marina, è quella di organizzare un referendum. «Facciamo decidere agli abruzzesi, padroni del loro territorio, se vogliono un Abruzzo nero o un Abruzzo verde» ha affermato Gaetano Vallescura, primo cittadino di Silvi (Pdl), durante un convegno. Una proposta subito accolta dal collega di Pineto, Luciano Monticelli (Pd): <<Per la difesa del territorio non conta l’appartenenza politica, contano soprattutto i valori e la battaglia comune. L’Abruzzo non può permettersi di perdere altro tempo>>. Nel frattempo si è mossa anche l’Italia dei Valori: i consiglieri regionali Paolo Palomba e Lucrezio Paolini hanno appena presentato una risoluzione urgente chiedendo al Presidente, Gianni Chiodi, di attivarsi presso il governo nazionale: l’obiettivo è un provvedimento di moratoria decennale. <<Le grandi compagnie multinazionali impegnate nell’estrazione di idrocarburi - hanno motivato i due consiglieri IdV - vedono nell’Abruzzo, in terra e in mare, una sorta di ‘paese di Bengodi’ in grado di soddisfare i propri interessi economici>>.

IL WWF - Ma quali sono i motivi della protesta? Il primo è ambientale. <<Il petrolio abruzzese è denso, di bassa qualità  - spiega Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF, a Corriere.it - Deve essere raffinato sul posto. Con tutti i rischi legati alla desolforizzazione: tra i prodotti di scarto c’è infatti l’idrogeno solforato, che può essere pericoloso>>. Non è così secondo lo studio di impatto ambientale presentato dalla Vega Oil, giusto per citare uno dei casi all’ordine del giorno: nella relazione si legge infatti che le interferenze derivanti da future attività  di perforazione sono <<nulle>> in quanto non pregiudicano <<l’attuale assetto del territorio>>. E per quanto riguarda il panorama, assicurano, la sagoma della piattaforma potrà  costituire <<un evento di curiosità  di breve durata piuttosto che un’alterazione del paesaggio>>. C’è poi l’aspetto economico: siamo sicuri che una <<svolta petrolifera>> non porterebbe ricchezza e lavoro? <<Noi non viviamo nel deserto dichiara Caserta.  La nostra regione produce vino e olio di alta qualità : tutto questo non à compatibile con il petrolio. E non lo è nemmeno con il turismo. A qualcosa bisogna rinunciare>>. Però le compagnie petrolifere dovranno versare agli enti locali una parte dei loro ricavi: non si tratta di un’adeguata compensazione? <<La legislazione nazionale prevede royalties molto basse rispetto agli altri Paesi: 10% per le estrazioni sulla terraferma e ancora meno per quelle in mare. Di queste percentuali, solo una piccola parte arriva agli enti locali>>.

MORATORIA - La data cruciale che ambientalisti e associazioni varie hanno cerchiato sul calendario è il prossimo 31 dicembre: quel giorno scadrà  infatti la moratoria approvata durante la precedente legislatura regionale e che è soprattutto servita a bloccare la costruzione del Centro Oli di Ortona (nient’altro che una raffineria, spiegano al WWF). Per il momento il progetto dell’Eni sembra congelato, ma le trivelle potrebbero entrare in azione da qualche altra parte. <<Noi chiediamo una nuova moratoria ribadisce Caserta che serva a fermare una situazione insostenibile. Ci sono situazione già  avviate che sarà  difficile bloccare. Ma bisogna difendere gli interessi della popolazione, non solo quelli delle compagnie>>.

L’ASSESSORE STATI - E la Regione? Qual è la posizione della giunta? <<Si tratta di un falso problema>> scandisce a Corriere.it l’assessore all’Ambiente, Daniela Stati. <<Siamo la Regione verde d’Europa - spiega - e quindi (more…)

Boom di nuove imprese nell’aquilano

Via Abruzzo24ore
La provincia dell’Aquila ha registrato nel terzo trimestre del 2009 un boom di nuove imprese ed e’ risultata al primo posto, in Italia, per l’incremento percentuale di attivita’ rispetto all’anno passato, con l’artigianato e l’edilizia a fare la parte del leone. E’ uno dei dati forniti oggi dal Centro studi della Cna che comunque ha messo in risalto il dato generale relativo all’Abruzzo, che e’ decisamente negativo. Tra gennaio e settembre scorsi, infatti, la Regione ha realizzato il peggior risultato degli ultimi dieci anni, soprattutto in campo artigiano. Il rapporto tra iscrizioni e cancellazioni ha infatti il segno meno: tra gennaio e settembre in Abruzzo il saldo negativo e’ stato di 216 unita’. Secondo il responsabile del Centro, Aldo Ronci - che ha preso in esame le cifre diffuse attraverso il sistema Movimprese di Infocamere - ‘il terremoto del 6 aprile ha provocato nel sistema socio-economico abruzzese in generale, e in quello aquilano in particolare, una reazione importante e per certi versi inattesa. Con un incremento di 769 nuove imprese, pari allo 0,51 per cento, la nostra regione ha ottenuto un risultato superiore al valore medio nazionale, attestato allo 0,30 per cento’. Le imprese artigiane, inoltre, sono cresciute di 190 unita’, con un valore percentuale pari allo 0,53 per cento (contro lo 0,11 per cento di media nazionale). C’e’ poi il ‘caso’ della provincia dell’Aquila, con 301 nuove
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Blocchiamo il piano case!

WWF, Italia Nostra, FAI e Legambiente: appello al Consiglio Regionale per bloccare un Piano-Casa devastante per l’Abruzzo. Provvedimento che indigna chi ama i borghi, i parchi e il paesaggio abruzzese. Altro che qualità  per il turismo, qui sarà  un florilegio di brutture e cemento dapperttutto.
Diverse le norme incostituzionali secondo le associazioni.
Lunedì conferenza stampa delle associazioni a Pescara

Le associazioni ambientaliste hanno finalmente potuto esaminare la proposta di legge n.52/09 denominata Piano Casa approvata dalla Giunta Regionale Abruzzo e in questi giorni approdata al consiglio regionale abruzzese. Il
complesso provvedimento è stato trasmesso alle associazioni soltanto ieri dal Consiglio Regionale dopo la richiesta di audizione, fissata per lunedì, in una corsa insensata all’approvazione di una legge che dovrebbe vedere la
partecipazione di tutta la società  abruzzese viste le pesantissime conseguenze che avrà  sul patrimonio collettivo costituito dai centri storici, dal paesaggio agrario millenario, dallo scenario magnifico delle nostre montagne. Già  di per sè questa procedura dimostra la totale volontà  di non far conoscere agli abruzzesi cosa sarà  del loro territorio.

Il giudizio sintetico delle associazioni sul testo licenziato dalla Giunta è molto semplice: devastante.
Il provvedimento contiene norme di deroga a tutta la pianificazione annullando nei fatti i Piani regolatori comunali e ogni altro strumento di regolazione dell’edilizia e del governo del territorio. Pone a rischio tutti
i parchi e le riserve abruzzesi, dove si potrà  costruire ex novo praticamente dappertutto per milioni di metri cubi.

La legge prevede la possibilità  di allargare del 20% gli edifici, senza distinzioni tra quelli residenziali e quelli industriali, senza limiti di cubatura. Quindi, se un costruttore ha un palazzo di 10 piani potrà  costruirne altri due. Il provvedimento, a differenza delle leggi approvate dalla altre regioni, dalla Lombardia alla Toscana, non pone quindi vincoli e
non restringe alle sole villette mono e bifamiliari questa possibilità  di ampliamento, premiando i grandi costruttori. Addirittura, in alcuni casi, il diritto a realizzare queste cubature può essere trasferito su altri siti diversi dall’edificio di partenza, permettendo di cementificare nuovo suolo.
Ai Comuni viene addirittura concessa la possibilità  di restringere i perimetri dei centri storici permettendo l’allagamento del 20% degli edifici anche nei borghi di rilevante interesse storico e architettonico, superando così  tutta la pianificazione preesistente come i piani di recupero dei centri storici. Il tutto con una semplice delibera di consiglio comunale,
derogando a tutte le procedure di garanzia e partecipazione previste dalla normale pianificazione.

Ma non basta: si potrà  costruire direttamente sugli edifici storici! In questo caso la Sovrintendenza potrebbe opporsi ma è lecito chiedersi come faranno gli uffici regionali e locali ad istruire tutte le migliaia di pratiche che potrebbero arrivare, visto che dopo 60 giorni scatta il silenzio/assenso. Il tutto in un momento come quello post-terremoto dove le
sovrintendenze hanno altro a cui pensare.

Chi demolisce e ricostruisce potrà  farlo in alcuni casi con premi di cubatura pari al +65% dell’edificio originario, potendo spostare le cubature in aree diverse.

Una chicca riguarda tutti gli edifici turistici che potranno chiudere verande, logge ed addirittura, terrazzi, con un “operazione collage” che sicuramente arricchirà  di nuove fantasiose forme il paesaggio regionale.

Come abruzzesi prima che da componenti di associazioni ambientaliste, esprimiamo tutta la nostra indignazione per una legge che è sicuramente la peggiore tra quelle finora approvate in Italia.
L’indignazione diventa rabbia se si pensa alle dichiarazioni degli amministratori regionali che vogliono rilanciare il turismo fondandolo sul concetto di qualità . Riusceremo a convincere i turisti stranieri a soggiornare in un territorio deturpato da centinaia di palazzi arlecchino, da edifici nelle riserve più belle e da borghi riempiti di superfetazioni fai da te?
Le associazioni lanciano un appello al Consiglio Regionale Abruzzese affinchè rinvii l’esame di questo provvedimento garantendo la partecipazione della società  abruzzese visto che nella predisposizione della legge hanno
coinvolto solamente alcuni funzionari regionali e l’Associazione Costruttori abruzzese.
Lunedì 3 agosto alle ore 11:00 presso il Caffè Letterario a Pescara in via delle Caserme le associazioni terranno una conferenza stampa per fare una disamina del provvedimento e per presentare tutte le richieste di modifica.

INFO:
3358155085 Dante Caserta
3478489363 Angelo Di Matteo

Ial Cisl: indagini finite e ben 21 indagati

Finalmente i nodi stanno per venire al pettine. La Guardia di Finanza ha concluso l’ indagine, ed ha indagato 21 persone, che pare si siano appropriate indebitamente di circa 30 milioni di euro.
Tra i principali indagati troviamo:

Gizzi Francesco, di 48 anni di pescara gia’ amministratore e legale responsabile dello Ial Abruzzo, a cui hanno sequestrato 3 immobili tra Pescara e Chieti ed una mercedes;
Michetti Marco, di 36 anni di Pescara, impiegato amministrativo dello Ial, a cui hanno sequestrato 4 immobili a Pescara ed una  jeep Daimlerchrysler;
Graziani Claudio, di 54 anni di Teramo gia’ direttore della sede di Teramo dello Ial. A lui hanno un immobile nella provincia di Teramo, un  autovettura Volvo e  2 quadri autore;
Profico Antonietta di 50 anni di Teramo e moglie di Graziani Claudio: a lei hanno sequestrato due immobili a Teramo ed un terreno sempre nel teramano.
Oltre a ciò sono stati sequestrati vari conti correnti.

Abruzzo: pacchetto anti crisi modesto

Un provvedimento utile ma insufficente per far fronte alla gravità della crisi. L’emergenza richiede una unità che manca.

COMUNICATO STAMPA

La Cisl Abruzzo valuta positivamente il varo da parte della Giunta del pacchetto anti-crisi da 10,5 milioni di euro che vede finalmente la luce, ma le misure in essa contenute, rappresentano un modesto contributo per limitare gli effetti della crisi che si fa sempre più pesante nella nostra regione come dimostrano tutti gli indicatori disponibili:

  • il tasso di disoccupazione in Abruzzo nel primo trimestre 2009 è al 9,7 %, in italia al 7,9 % ;

  • export è diminuito sempre nel primo trimestre 2009 del 34,0 %, in italia del 22,0 % ;

  • il tasso di occupazione è sceso al 56,0%, in italia è al 57,4 % ;

  • persi 26.000 posti di lavoro.

Lo Svimez nel suo ultimo rapporto sulla congiuntura economica per l’Abruzzo prevede una forte difficoltà a superare la fase di transizione, determinata dalla congiuntura internazionale.

I ritardi strutturali di anni di mancate riforme e sperpero del denaro pubblico, unito al sisma del 6 aprile che ha colpito la Città Capoluogo , rendono la sfida più ampia e più arduo il cammino da compiere.

Per la Cisl Abruzzo va praticata la via della coesione e della partecipazione responsabile alla rinascita della nostra terra. Il patto di fiducia, proposto dal Governatore Chiodi all’atto del suo insediamento, è stato da noi valutato come una indicazione e una volontà che si indirizzava nella giusta direzione, per questo lo abbiamo sottoscritto insieme alla quasi totalità delle forze economiche e sociali.

L’emergenza sisma che permane non può diventare motivo di ulteriori ritardi. E’ proprio da tale emergenza che la via della coesione e della partecipazione responsabile trae maggior forza per affrontare uniti l’emergenza economica e sociale regionale.

L’eccesso di competizione non aiuta in questa fase il nostro popolo. Vanno costruiti percorsi condivisi:

  • sull’Aquila e la sua rinascita,

  • sulle riforme da mettere in campo ( sanità,trasporti,enti strumentali,consorzi fidi etc),

  • sulla lotta agli sprechi e alle inefficienze,

  • sul sostegno ai punti di forza per rilanciare l’economia (accordi di programma per l’Automotive e Micron) e interventi mirati per quelle in maggiori difficoltà ( Area Peligna ed Alto Sangro, Val Vibrata e Val Pescara),

  • su come trovare le risorse necessarie per un bilancio ingessato a partire da quelle sulle politiche sociali.

La recente Enciclica del Papa Caritas in Veritate, ci richiama alla centralità dell’uomo, alla politica come servizio alto del governo della Civitas, all’economia come opportunità di crescita dei popoli e riduzione delle disuguaglianze e della povertà.

Il nostro Abruzzo sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia. L’autunno che sta alle porte non prevede un miglioramento delle condizioni dei lavoratori , dei pensionati e delle loro famiglie. E’ urgente la necessità di ricreare le condizioni di fiducia e speranza nel proprio futuro.

Il Segretario Generale Cisl Abruzzo
Spina Mauirizio

Per un Abruzzo libero dal petrolio

copiamo e divulghiamo dal blog del nostro amico Vincenzo

Volantino manifestazione "Abruzzo libero dal petrolio"Dopo che parecchie persone si sono mosse ed hanno scongiurato la nascita (nel breve periodo) del centro olii ad Ortona, l’Abruzzo continua a correre seri pericoli dal punto di vista ambientale, manco a dirlo sempre per il petrolio.

Quello che in genere viene chiamato oro nero nella mia regione altro non è che una zozzeria. In Abruzzo infatti il petrolio è ricco di Zolfo che lo “sporca” rovinandone le peculiarità, deve essere qiundi trattato vicino i siti di estrazione (le trivelle) con le raffinerie, mediante un processo chiamato desolforizzazione che è altamente inquinante.

Cosa porta quindi le compagnie petrolifere ad investire sul territorio (sia in mare che sulla terra) visto che comunque di petrolio ne abbiamo poco e quel poco che abbiamo fa pure schifo e dev’essere trattato? L’accondiscendenza delle amministrazioni locali e nazionali, visto che i siti petroliferi potranno essere classificati come “di interesse strategico nazionale” e quindi soggetti anche a controllo militare.

Ok, vengono a trivellare, inquinano, rovinano il territorio, ci guadagneremo qualcosa di sicuro direte voi. No. Le compagnie verseranno dal 3 al 7 per cento delle entrate derivanti dalle trivellazioni petrolifere sotto forma di royalties e alle amministrazioni locali verrà girata una minima parte di questi soldi. Possibile? Certo.  Le compagnie petrolifere guadagneranno parecchio, per questo ci fanno i “complimenti”, equiparandoci di fatto all’Algeria.

Tutto l’Abruzzo è interessato dai nuovi pozzi, dall’ampliamento di quelli presenti (soprattutto in mare) e dai siti di stoccaggio. Il 90% circa della popolazione Abruzzese vivrà in un distretto petrolifero. Son cose da eserne orgogliosi, non trovate? Spazzato via quindi il turismo, l’agricoltura, la natura in generale e la nostra salute. Si, perche il processo di desolforizzazione rilascia nell’atmosfera l’acido solfidrico e scordiamoci i parchi naturali, visto che anche al loro interno si potrà agire.

Riassumendo: trivelle, raffinerie, oleodotti, meno occupazione (aziende agricole e turismo ne risentiranno moltissimo), meno salute, meno futuro. Ah dimenticavo, visto che parlare del terremoto “va forte” in questo periodo soprattutto in Abruzzo, trivellare aumenta il rischio che si manifesti un terremoto con gli ovvi disastri che comporta, unito al disastro ambientale.

Ci conviene?

Il 18 Luglio a Pescara ci sarà un interessante incontro dove ci si potrà informare meglio e partecipare attivamente (click sull’immagine per maggiori informazioni), nel frattempo si può firmare la petizione.

Per saperne di più ti invito a leggere gli articoli presenti su Emergenza Ambiente, il sito di Maria Rita D’Orsogna e Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni.

Deriva petrolifera in Abruzzo: la mappa delle zone interessate

Ieri Emergenza Ambiente ha pubblicato un post con ulteriori informazioni e link interessanti per farsi un’idea ben più precisa di ciò a cui si va incontro.

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